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Sabir Maydan 2015

Cittadinza mediterranea in costruzione.

Ottantotto autori, 140 ospiti da tutto il Mediterraneo, 53 case editrici presenti, 5000 visitatori: questi i numeri della seconda edizione, appena conclusasi, del SABIRFEST cultura e cittadinanza mediterranea che si è svolta nel centro storico di Messina. Luoghi come il Monte di Pietà, la Sala Laudamo, il Teatro Vittorio Emanuele, il Palacultura e la Chiesa di S. Tommaso il Vecchio – dove si sono svolti il forum e i dialoghi sulla cittadinanza mediterranea di SABIRMAYDAN, a cura di COSPE, hanno ripreso nuova vita grazie alla manifestazione. Dieci dialoghi, 38 ospiti da tutto il Mediterraneo per parlare di libertà di espressione, di diritti delle donne e di donne attiviste, dell’islam politico e dei rapporti tra movimenti sociali e potere, alla luce degli sviluppi post rivoluzioni arabe. Ma anche economia sociale come alternativa e la sfida delle migrazioni. Questi i temi che sono stati discussi e approfonditi dagli attivisti presenti a Messina insieme a un folto pubblico che ha partecipato agli eventi che si sono svolti nella chiesa di S. Tommaso il Vecchio. Un SABIRMAYDAN di particolare significato perché negli stessi giorni del forum il Mediterraneo è stato protagonista di due episodi di grande rilievo: da un lato l’assegnazione del premio Nobel per al pace al “Quartetto per il dialogo nazionale” tunisino, un riconoscimento e un sostegno alla società civile che dopo la rivoluzione del 2011 sta portando avanti, sebbene con fatica, un processo di democratizzazione nel paese, e dall’altro il terribile attentato di Ankara che, ancora una volta, sconvolge i fragili equilibri della Turchia e di tutto il Mediterraneo. Di tutto questo si è discusso a SABIRMAYDAN, tentando di riportare al centro un progetto vero e concreto di cittadinanza mediterranea: fatto di valori e obiettivi comuni. Mai necessaria come oggi. Il valore politico e sociale oltre che culturale dell’intera manifestazione è stato inoltre ribadita dalla dedica del festival a quattro figure fondamentali per il mediterraneo Padre Paolo Dall’Oglio, Wafaa Charaf, Alaa Abd El Fattah, Alexander Langer.

Da segnalare infine anche l’apporto e il sostegno organizzativo della squadra dei giovani volontari, i sabirici, composta da 164 tra ragazzi e ragazze provenienti dalle scuole cittadine e dagli atenei di diverse città italiane. Tra le novità che i sabirici hanno introdotto in queste quattro giornate Sabirica, rivista ufficiale di SABIRFEST, scaricabile gratuitamente dal sito www.sabirfest.it.

Comunicato stampa finale

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        • Takoua Ben Mohamed

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Cosa racconta una tazza di caffè, quando dietro c' Cosa racconta una tazza di caffè, quando dietro c'è una storia di duecento anni? ☕

Il progetto Café Ancestral nasce dalla partnership tra COSPE e le organizzazioni quilombola ACQUILERJ e Associação Quilombola Alto da Serra do Mar.

Protagonisti sono i giovani quilombola, che hanno ricercato e documentato la storia del caffè nel loro territorio. Basato su sistemi agroforestali, il caffè si è legato al ripristino ambientale: coltivarlo così ha significato anche difendere un diritto, quello delle comunità quilombola a restare sulla propria terra e a custodirne la memoria.

#FinestrasulMondo #COSPE #Brasile #AmericaLatina #CafeAncestral #JuventudeQuilombola
@acquilerj @cospe_americalatina
Essere online non significa sempre essere ascoltat Essere online non significa sempre essere ascoltatɜ.Ogni giorno, le persone giovani utilizzano le piattaforme digitali per imparare, organizzarsi, difendere le proprie cause e creare legami. Tuttavia, molte di loro si trovano anche a dover affrontare disinformazione, molestie, incitamento all’odio e pressioni che le allontanano dal dibattito pubblico.

Quando le persone non si sentono al sicuro nell’esprimersi online, la democrazia perde delle voci.

Riappropriarsi degli spazi digitali significa costruire comunità in cui il rispetto sia fondamentale e le informazioni affidabili e dove tuttɜ possano partecipare senza timore.

Perché la partecipazione digitale è partecipazione civica.

💬 Cosa renderebbe gli spazi online più sicuri e inclusivi secondo te?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

#ReclaimingSpaces #DigitalSpaces #DigitalCare #YouthNeedsSpaces
#Ceuta 60.000 persone in poche ore, decine di mort #Ceuta 60.000 persone in poche ore, decine di morti nel tentativo di attraversare a nuoto il confine marittimo dal Marocco: dietro ci sono senza dubbio ragioni di geopolitica profonde, tra Rabat, Madrid e pressioni internazionali, ma ancora una volta si è persa l’occasione per affrontare l’ipocrisia dell’Europa, fondata sull’apartheid delle frontiere.

L'attuale regime dei visti è l'ultima forma di segregazione legalizzata: chi nasce con il passaporto “giusto” può prendere un aereo, attraversare confini, cercare opportunità. Chi nasce nel posto “sbagliato” è costretto a dimostrare di meritare ciò che per altri è un diritto elementare: muoversi. Quella linea del colore, così ben narrata da tempo da Igiaba Scego.

Qual è l'unico sistema che ha dimostrato di sottrarre persone ai trafficanti e garantire la tanto reclamata “gestione” delle migrazioni? Togliere il regime dei visti. Consentire vie regolari di ingresso.

Ce lo ricordano le immagini della nave Vlora del 91. Quei giorni e quelle immagini hanno segnato la storia, per anni i cittadini albanesi sono diventati il capro espiatorio della questione immigrazione. “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” titolava Gian Antonio Stella nel suo libro del 2002. Solo 8 anni dopo, nel 2010, i cittadini albanesi non hanno più avuto bisogno del visto per entrare nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata.Pensate che così l’Albania si sia riversata tutta in Italia?

Né ci hanno “invaso” i cittadini peruviani e di altri paesi dell'America Latina che possono entrare senza visto per turismo.

Perché allora continuiamo a dirci che aprire canali regolari e abbattere il regime dei visti con i Paesi africani significherebbe il collasso dell'Europa? Il regime dei visti non ferma le migrazioni.

Ceuta è il monumento vivente all'ipocrisia europea. Un'exclave coloniale circondata da filo spinato che separa chi può salire su un aereo da chi è costretto a rischiare la vita. Quelle immagini parlano di noi, del nostro razzismo istituzionale, di un'Europa che perde peso demografico e economico e avrebbe bisogno di mobilità, ma continua a farsi governare da populismi che alimentano paura invece di costruire futuro.
Come Coalizione Azione TerrAE - di cui COSPE fa pa Come Coalizione Azione TerrAE - di cui COSPE fa parte - saremo presenti al Forum Sociale Mondiale 2026, che inizia oggi a Cotonou (Benin).

La scelta del Benin riflette una lettura strategica delle dinamiche di lotta, resistenza e proposte alternative portate avanti dalle comunità dell’Africa occidentale, una regione dove le comunità si confrontano quotidianamente con l’accaparramento delle terre, gli impatti del cambiamento climatico, lo sfruttamento delle risorse minerarie e l’estrazione di petrolio e gas, conflitti armati e non, e riforme imposte dall’esterno, con la complicità delle élite.

Il Forum unisce le grandi lotte e le aspirazioni dei movimenti sociali in tutto il mondo, in un momento in cui aumentano i conflitti, accelera il riscaldamento globale, la libertà di movimento delle persone è limitata e assistiamo in tutto il mondo ad un’ascesa delle forze reazionarie e degli imperialismi che rimettono in discussione le conquiste sociali e del diritto internazionale.

Sono attesi rappresentanti da oltre 130 paesi partecipanti, con delegazioni nazionali e reti di movimenti, dai collettivi migranti a quelli per la sovranità alimentare e la giustizia climatica

Con @azione_terrae porteremo il nostro contributo in supporto all’agroecologia come risposta alle crisi, e come chiave di trasformazione giusta dei sistemi alimentari in Africa e non solo, per costruire alternative sostenibili per le comunità.
Cosa succede quando si chiede a 166 giovani di imm Cosa succede quando si chiede a 166 giovani di immaginare il futuro del proprio lavoro? 🧶

A Mahdia, in Tunisia, il progetto NASIJ ha organizzato laboratori in sette Maisons des Jeunes: i giovani hanno condiviso idee, scoperto i mestieri del tessile e riflettuto su diritti del lavoro e inclusione.

Al termine, una competizione di cortometraggi ha dato forma alle loro idee: sette film, uno per ogni Maison des Jeunes. I migliori sono stati premiati in una cerimonia che ha chiuso il percorso dei laboratori.

#FinestrasulMondo #COSPE #Tunisia #Maghreb #NASIJ #Tessile #Giovani
« Stiamo piantando nel rispetto della natura, facc « Stiamo piantando nel rispetto della natura, facciamo quello che facevano i nostri antenati quando erano schiavizzati, ma lo facciamo da persone libere, abbiamo autonomia ed è una comunità quilombola che coltiva caffè, sia per il proprio consumo che a fini commerciali. Sono molto felice perché oggi abbiamo un caffè quilombola! Oggi abbiamo l'opportunità di partecipare e di prendere decisioni. Grazie al progetto, raccogliamo le piante nella foresta, le piantumiamo, le coltiviamo e ne seguiamo la crescita. Siamo protagoniste!».

Valéria Cristina da Silva Leite è una delle giovani quilombola della comunità dell’Alto da Serra do Mar (stato di Rio de Janeiro) che ha partecipato al progetto di COSPE, finanziato dalla #FondazioneLavazza, “Caffè ancestrale”. I quilombola sono una popolazione di afrodiscenti ex schiavizzati, molto numerosa in Brasile, ma poco riconosciuta e vittima di forte forti discriminazioni, anche a a livello istituzionale.

💛 ​Con il tuo 5×1000 a COSPE puoi rendere possibili nuove storie come la sua. Devolvi il tuo 5×1000 a COSPE. Codice Fiscale 9400 857 0486 

#ChangeIsPossible #TogetherForChange
Una città non si definisce (solo) per i suoi edifi Una città non si definisce (solo) per i suoi edifici, ma per le opportunità che offre a chi ci vive.

Quando le persone giovani hanno accesso a spazi pubblici sicuri, alloggi a prezzi accessibili, mobilità sostenibile e luoghi dove incontrarsi, creare e collaborare, le comunità diventano più forti, più inclusive e più resilienti. 

Riappropriarsi degli spazi fisici significa immaginare città in cui tutti abbiano la possibilità di partecipare. Investire negli spazi per lɜ giovani significa investire nel futuro delle nostre comunità. 

💬 Qual è un luogo della tua città che ti ha aiutato a crescere, a creare legami o a sentirti parte di una comunità?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

@cospeonlus | @medies_net | @giosef_italy | @grdr.mcd | @mediadiversityinstitute | @mladi_medijskapismenost | @fekete.sereg | @ripess_eu | @hreyn2006 | @ojafricains | @reas_red | @mediadiversityinstituteglobal | @fridaysforfutureitalia | @cospe_maghreb

#YouthCareForChange #ReclaimingSpaces #PhysicalSpaces #YouthNeedsSpaces
Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla dram Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla drammatica crisi globale, con un mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, oltre che possibile è anche necessaria e urgente.

Per questo rilanciamo la campagna della Rete Pace e Disarmo, di cui anche COSPE fa parte.

Servono 50.000 firme per la presentazione in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata 
e nonviolenta!

Hai già firmato? Fallo subito e fai conoscere questa iniziativa.
What it means today to actually participate as mig What it means today to actually participate as migrant people in Europe, especially women? What are the gender specificities and barriers that actually hinder migrant women participation?

For two years we've been exploring this topic with amazing women and organizationswith the W STAR project, co-funded by the European Union.

Thanks MEP @annastrolenberg Strolenberg for joining us at the final event at the European Parliament!

#womenparticipation
Cos'è lo spazio fisico di una città? Molto più che Cos'è lo spazio fisico di una città? Molto più che i suoi edifici: sono i parchi dove nascono le amicizie, le biblioteche dove crescono le idee, i centri comunitari dove le persone si organizzano e le strade dove tuttɜ dovrebbero sentirsi al sicuro.

Eppure, moltɜ giovani vengono allontanatɜ proprio dagli spazi di cui hanno più bisogno. L’aumento dei costi degli alloggi, gli spazi pubblici inaccessibili, i sistemi di mobilità poco sicuri e la commercializzazione della vita urbana stanno rendendo più difficile la partecipazione.

Rivendicare gli spazi fisici significa creare città progettate per le persone, non solo per il profitto. Significa alloggi a prezzi abbordabili, spazi pubblici accessibili, mobilità sostenibile e luoghi dove le comunità possano riunirsi, creare e sentirsi a casa.

💬 Quale spazio pubblico nella tua comunità merita di essere rivendicato per le persone?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

@cospeonlus | @medies_net | @giosef_italy | @grdr.mcd | @mediadiversityinstituteglobal | @mladi_medijskapismenost | @fekete.sereg | @ripess_eu | @ojafricains | @reas_red | @mediadiversityinstitute | @fridaysforfutureitalia | @cospe_maghreb

#YouthCareForChange #ReclaimingSpaces #PhysicalSpaces #YouthNeedsSpaces
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Nessuna persona 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Nessuna persona dovrebbe essere privata della libertà senza aver commesso un reato: la campagna 𝗡𝗢 𝗖𝗣𝗥 curata dal Tavolo Migrazioni Firenze per dire NO ai Centri di permanenza per il rimpatrio, in Toscana e ovunque.
Quando si parla di CPR, il dibattito si concentra spesso sulla sicurezza. Ma prima di tutto è importante capire cosa sono e come funzionano.

I CPR sono luoghi di detenzione amministrativa: le persone vi vengono trattenute non per scontare una pena, ma in attesa di un possibile rimpatrio. Eppure, i dati mostrano che il rimpatrio non avviene nella maggior parte dei casi. Per questo, da anni, giuristi, associazioni e organismi di tutela dei diritti umani si interrogano sull'efficacia e sulla proporzionalità di questo strumento.

Conoscere il funzionamento dei CPR è il primo passo per partecipare al dibattito pubblico in modo consapevole.

Fonte slide: Rapporto di monitoraggio del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) - di cui COSPE fa parte - intitolato “CPR d'Italia: istituzioni totali”

@glianellimancanti | @arci.firenze| @asgi_italy | @asiri_associazione | @cat_coop_sociale | @cgil_firenze | @florencemustact| @limo_linguaggi_in_movimento | @meduonlus | @nosotras_aps | @oxfamitalia | @progetto.arcobaleno

#NoCPR #StopCPR
🔴 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎 📍 Oggi, martedì 21 lugli 🔴 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎

📍 Oggi, martedì 21 luglio, alle ore 18:30 ANPI Firenze, ARCI Firenze e CGIL promuovono un presidio davanti alla Prefettura in via Cavour 1 (Firenze)

Le immagini che stanno circolando in queste ore non lasciano spazio a dubbi: Abderrahim Fakir muore schiacciato a terra da due agenti di polizia, immobilizzato, senza possibilità di muoversi né di respirare.

È il segno di un clima sempre più disumano. Un clima fatto di odio e intolleranza, alimentato da una destra che fa petizioni contro i migranti, rivendica una giustizia fai da te e continua a promulgare leggi violente e repressive per le persone, per i più fragili, garantendo sempre più forme di immunità alle forze dell'ordine. 

Tutto questo per puri fini elettorali, per distogliere lo sguardo della gente dalle vere questioni del nostro tempo: la povertà dilagante, il crescere delle diseguaglianze e delle marginalità, nei centri come nelle periferie delle nostre città.

Tutto questo è inaccettabile e fa orrore.

✍️ 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
ANED Firenze, Anelli Mancanti, Asiri odv, Ass. Senegalese Firenze e circondario, Ass. Tutori per minori stranieri non accompagnati R. Toscana, AVS Firenze, Azione gay e lesbica, Casa dei Diritti dei Popoli, Centro sociale evangelico Firenze, Collettivo di Fabbrica ex GKN, COSPE, Donne Ganze Firenze, Ecoló, Florence Must Act, Giuristi Democratici Firenze, IParticipate, L’altro diritto, Le Musiquorum, Rifondazione Comunista Firenze, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Progetto Comune, SOMS Insorgiamo, SUDD Cobas, Tanucci Piazza Aperta
Nessuna persona dovrebbe morire mentre si trova ne Nessuna persona dovrebbe morire mentre si trova nelle mani dello Stato. È un principio che riguarda tutte e tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dall’origine o dalla condizione giuridica. In uno Stato di diritto è indispensabile accertare fino in fondo i fatti, le responsabilità e le eventuali omissioni che hanno portato alla morte di Abderrahim Fakir.

Leggi il commento di Anna Meli, presidente COSPE: (link nelle storie)
In tutta Europa e nel Mediterraneo, lɜ giovani sta In tutta Europa e nel Mediterraneo, lɜ giovani stanno alzando la voce per chiedere comunità più inclusive, accessibili e attente alle loro esigenze. Chiedono spazi dove poter partecipare, creare, connettersi e fare davvero la differenza.

La campagna #ReclaimingSpaces riunisce queste voci in un unico movimento comune, dimostrando che una partecipazione significativa inizia quando allɜ giovani viene dato lo spazio per guidare il cambiamento.

Perché le comunità più forti si costruiscono con lɜ giovani, non solo per i giovani. 

💬 Qual è un cambiamento che vorresti vedere nella tua comunità? 

#YouthNeedsSpaces #YouthCareForChange #YouthParticipation
Ci sono persone che continuano a indicare la rotta Ci sono persone che continuano a indicare la rotta anche molti anni dopo la loro scomparsa.

A 32 anni dalla scomparsa di Luciana Sassatelli, Joachim Bucumi, Anna Maria Tatarini e Djafarou Fousseini, li ricordiamo con gratitudine e con la consapevolezza che il loro impegno continua a vivere nelle persone, nei progetti e nelle comunità che hanno contribuito a costruire e non si è fermato quel 17 luglio 1994, sulle strade del Niger.

Luciana, tra le fondatrici di COSPE, ha saputo immaginare con straordinaria lucidità e visione un'organizzazione capace di mettere al centro i diritti, il dialogo tra i popoli e la giustizia sociale. Joachim ha incarnato con competenza, rigore e straordinaria umanità il senso più profondo della cooperazione: una professionalità vissuta come responsabilità verso gli altri.

Il nostro pensiero va anche ad Anna Maria Tatarini e a Djafarou Fousseini, che con loro condividevano quel viaggio e quello stesso impegno.

Un grazie speciale va alle loro famiglie, che in tutti questi anni hanno continuato a camminare al fianco di COSPE, custodendo una memoria che non appartiene solo ai loro affetti, ma a tutta la nostra comunità.

Quella che loro hanno contribuito a far nascere e crescere è oggi un'avventura collettiva che continua. A noi spetta la responsabilità di portarla avanti con lo stesso coraggio, la stessa passione e la stessa capacità di guardare lontano.
«Sono un'artigiana, e per me cucire e intrecciare «Sono un'artigiana, e per me cucire e intrecciare (𝑡𝑒𝑗𝑒𝑟) è un'arte antica, è un vero e proprio linguaggio e un modo per dimostrare la presenza di noi donne. Ho partecipato a tanti mercati e fiere della Colombia, facendo conoscere questa attività al mondo e spiegando che cosa rappresenta per noi donne del Putumayo. Questo percorso è per me una crescita collettiva, non solo personale, per riaffermare il nostro ruolo nella difesa del territorio, della vita e dei processi di costruzione di pace. Quello che intrecciamo non è solo artigianato, sono anche relazioni e diritti, per tutte noi».

ln Putumayo, regione andino-amazzonica della Colombia, la presenza di gruppi armati ha un impatto fortissimo sul tessuto sociale. Questo territorio è anche fortemente segnato da un’estrazione mineraria feroce. Amparo è parte attiva del processo promosso dal progetto “Mujeres tejiendo un futuro de paz”, finanziato dall’Unione Europea portato avanti da COSPE insieme all’Alianza de Mujeres Tejedoras de Vida. Un progetto che intreccia, proprio come i fili che Amparo lavora, dimensione economica, partecipazione politica e percorsi di guarigione collettiva, dove le donne sono protagoniste del cambiamento.

💛 ​Con il tuo 5×1000 a COSPE puoi rendere possibili nuove storie come la sua. Devolvi il tuo 5×1000 a COSPE. Codice Fiscale 9400 857 0486 

#ChangeIsPossible #TogetherForChange
(English version in the first comment) 📢 Orientam (English version in the first comment)

📢 Orientamento, interculturalità, futuro.
Cosa succede quando l'orientamento smette di essere una brochure e diventa una relazione?
Giovedì 16 luglio ne parliamo in un convegno online aperto a chi lavora nell'educazione, nella scuola e nell'università — e a chiunque creda che l'inclusione si costruisca attraverso relazioni autentiche, non attraverso semplici traduzioni di documenti.

📅 16 luglio · 17:00–18:30
💻 Link nelle storie

#LanguageBuddy #Orientamento #Interculturalità #Inclusione #Mentoring #ServiceLearning #ErasmusPlus

@symplexis @universityofmacedonia @penascalkoop @ehu.eus @bildungslab_learningcenter @catolicabraga @multikulti.bg @migrantintegrationcenterbrasov @universitateatransilvania @casa.do.professor @unwebg
G4za riesce a produrre meraviglia anche sotto un g G4za riesce a produrre meraviglia anche sotto un gǝnocidio.

Nonostante tutte le difficoltà, la compagnia teatrale @theatre.day.productions, con cui collaboriamo dal 2018, non si è mai fermata.

L'arte continua ad essere un rifugio sicuro, una voce per la vita, uno strumento di resistenza.

Queste immagini raccontano il loro lavoro per l’organizzazione di laboratori per gestire il trauma e fornire supporto psico-sociale a donne, bambini e adolescenti in tre diverse aree della Striscia (Rafah, Khan Yuonis e Deir Al-Balah).

🔴 Non lasciamoli soli. Dona ora.
emergenzagaza.cospe.org (link in bio)
Cosa succede quando a migliaia di giovani, in tutt Cosa succede quando a migliaia di giovani, in tutta Europa e oltre, viene posta la stessa domanda: di cosa ha bisogno la tua comunità per cambiare davvero? 

Le risposte, sorprendentemente, si assomigliano tutte. 

Lɜ giovani chiedono case accessibili. Spazi pubblici sicuri dove incontrarsi, creare e sentirsi parte della comunità. Scuole che li preparino davvero alla vita. Ambienti digitali liberi dall'odio e dalla disinformazione. Istituzioni che non si limitino ad ascoltare, ma che siano pronte a coinvolgerli nelle decisioni.

Non chiedono semplicemente di essere inclusi nel futuro. 
Chiedono di poter contribuire a costruirlo. 

Nei prossimi mesi, la campagna #ReclaimingSpaces esplorerà quattro dimensioni fondamentali della vita delle persone giovani: gli spazi fisici, gli spazi digitali, gli spazi educativi e gli spazi della partecipazione politica. 

Perché la partecipazione giovanile non è un privilegio, ma una condizione essenziale per costruire società più giuste, inclusive e democratiche. 

💬 Secondo te, qual è lo spazio che oggi lɜ giovani hanno più bisogno di riconquistare?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene i giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

@cospeonlus | @medies_net | @giosef_italy | @grdr.mcd | @mladi_medijskapismenost | @mediadiversityinstitute | @mediadiversityinstituteglobal | @fekete.sereg | @ripess_eu | @ojafricains | @reas_red | @fridaysforfutureitalia

#YouthNeedsSpaces #YouthCareForChange
Cosa succede quando un'intera comunità si riunisce Cosa succede quando un'intera comunità si riunisce per scrivere poesia? 🧡

A Las Tunas, Cuba, la campagna Ahí Es si è unita a República Poética per trasformare la scrittura collettiva in uno strumento di prevenzione: durante l'evento Raíces y Tradiciones, organizzato dalla Fondazione Nicolás Guillén.

Gli artisti hanno realizzato un'opera collettiva per immaginare spazi liberi dalla violenza maschilista, nell'ambito del progetto No Más, cofinanziato dall'Unione Europea.

@cospe_americalatina
#FinestrasulMondo #COSPE #Cuba #AmericaLatina #AhiEs
@fundnicolasguillen @revista.mujeres @cmlkcuba @galfisa_cuba @unjcuba @cieric_cuba @ueencuba
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