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Incontro con l’equipe di progetto Mediterranea

Moderatrice: Caterina Pastura, Mesogea

Intervengono:

Francesca Piro (ITA): medico, tra i fondatori di Progetto Mediterranea; responsabile dell’ufficiostampa

e della logistica a terra e in mare, gestisce i rapporti con le istituzioni.

Simone Perotti (ITA): scrittore e marinaio, è ideatore e fondatore di Progetto Mediterranea,

responsabile culturale e supervisore delle diverse attività della spedizione e comandante

dell’imbarcazione. / Video

 

Durante il dialogo fra Caterina Pastura e Francesca Piro, membro dell’equipaggio di Progetto Mediterranea, vengono presentati gli obiettivi e le caratteristiche del progetto.

Sintetizziamo la presentazione del progetto attraverso il messaggio portato dal video in cui interviene il fondatore Simone Perotti, conclusa la prima tappa che dall’Italia ha portato l’imbarcazione in Grecia (sintesi):

“Progetto Mediterranea ha prima di tutto un obiettivo culturale. Viaggiare per il Mediterraneo toccando ventinove Paesi in cinque anni in barca a vela non è semplice, ma è molto affascinante, perché in ognuno di questi luoghi cerchiamo di costruire, con l’aiuto di tutti, le condizioni per incontrare teste e pensieri. Solo il Mediterraneo ci pare infatti possa contribuire con nuove idee a superare quest’epoca di decadenza.

Molta della gente del Mediterraneo che incontriamo ha ancora lo sguardo ed il cuore rivolto a Nord e a Ovest. In Grecia, ad esempio, hanno messo in campo uno sforzo straordinario per entrare in Europa, poi per adeguarsi agli standard normativi europei, e adesso hanno terrore di dover uscire dall’Euro, e quindi sono tutti presi da questo orientamento a Nord-Ovest. Questo ha tolto energia, ha tolto sguardo verso il Sud e l’Est del Mediterraneo. La gente non sa che cosa avviene in Italia, in Spagna, in Turchia. Non sa perché i media ogni volta parlano con il filtro dell’Europa e non con quello del Mediterraneo. Una delle cose per esempio che noi non sapevamo è che la Grecia è attraversata dal tema del “doppio”. Questo ce l’ha detto Maurizio De Rosa, traduttore, esperto di letteratura che vive in Grecia, fine interprete della realtà culturale e sociale. Quello che un tempo era il grande mondo di lingua greca (da Costantinopoli alla Sicilia), si è ritrovato chiuso nei confini di un piccolo Paese e vive questo spaesamento di essere nato altrove, cresciuto anche culturalmente in Paesi europei, come Petros Markaris, che ha studiato in Germania, o Denys Zacharopoulos, grande esperto di arte, che è stato a lungo negli Stati Uniti e in Francia, che però hanno scelto di vivere nel proprio Paese di origine al termine di un lungo percorso. Questa molteplicità è uno degli elementi del Mediterraneo. L’identità del Mediterraneo, e lo impariamo miglio per miglio, non esiste se non in una chiave molteplice, ma in cui la molteplicità è ben diversa dalle “contaminazioni” che temiamo noi in Italia.

Abbiamo incontrato personaggi come Mario Strofalis, un rivoluzionario civile e sociale, un musicista che dirigeva un istituto di cultura, creava colonne sonore e musiche per pubblicità. Era uno che la crisi non la pativa. A un certo punto ha lasciato tutto per dare l’opportunità ai musicisti rimasti senza lavoro di continuare a suonare sul tema “della gratuità”: “Tanto non   tate lavorando, almeno suoniamo!” ha detto loro, e hanno occupato parcheggi abbandonati e

iazze, ha creato un festival per farli suonare, coinvolgendo anche cineasti e performers, costruendo l’Athens Art Network. Ha creato opportunità di lavoro con l’idea di costruire una nuova economia, e non di risolvere soltanto un problema occupazionale. Sono nati quindi il baratto, la banca del tempo e un movimento ampio, con effetti collaterali interessanti: nei quartieri dove si è tenuto questo festival, le tendenze neofasciste che attraversano la Grecia sono state agevolmente allontanate, più di come non fossero riusciti a fare la polizia o il governo. Quando gli abbiamo chiesto “ma cosa pensi ci sia di valore nel Mediterraneo, in quest’epoca di crisi?” ci ha detto: “Il tesoro sono i talenti delle genti del Mediterraneo, ed è su quello che noi dobbiamo recuperare. Il vero denaro, la vera ricchezza scaturirà da un nuova socialità, da una nuova economia, nella quale i talenti delle genti del Mediterraneo verranno messi in condizione di generare valore”.

La cattiva notizia è riscontrare che non c’è una cittadinanza attiva di tipo intellettuale. Gli intellettuali dovrebbero essere gli interpreti della crisi, puntare il dito nella direzione in cui dovremmo andare, trovare le soluzioni per reagire alla crisi, ma stanno perdendo questo treno. Non stanno facendo quello che fino alla cultura militante degli anni ’70 hanno sempre fatto. Cioè fare il lavoro più difficile, trovare il nuovo orizzonte. Questa mancanza di militanza e anche di interpretazione della crisi attraversa la Grecia, l’Italia e altri Paesi. Gli intellettuali sono assenti e stanno mancando un appuntamento con la Storia che è insito nella loro stessa figura.

Maria Peteinaki, portavoce dei verdi e presente nel mondo della protesta e delle occupazioni dei teatri, ci ha detto invece una cosa che mi piace riportare e cioè che questa crisi non è solo negativa. È una crisi che consente la comunicazione orizzontale tra le persone, che avevano smesso di parlare, consente il rinascere di luoghi di aggregazione e quindi in qualche modo favorisce gli anticorpi necessari per la costruzione di un nuovo sistema sociale. Ed è questo un elemento particolarmente importante, perché nel Mediterraneo c’è sempre stato questo dialogo orizzontale, da cui ha sempre tratto gli elementi di forza per poter esprimere il proprio valore.

Petros Markaris, narratore, famoso in tutto il mondo per una serie di romanzi noir che mettono al centro la crisi, ha messo l’accento su una cosa drammatica: l’insorgenza dei nuovi fascismi. La crisi è il terreno di cultura ideale di questi nuovi fascismi, perché offre l’opportunità di poter trovare nella violenza, nella prevaricazione, nell’indicazione del migrante come la causa di tutti i problemi, nei nuovi nazionalismi, lo sfogo di una condizione di disagio. Tendenze simili dilagano anche in altri Paesi europei, soprattutto nella fascia meridionale. Denys Zacharopoulos su questo punto ha un’idea diversa. A suo parere, il vero rischio di nuovo fascismo sono i fondamentalismi: “Il fascismo classico per essere votato deve avere una faccia presentabile che lo depotenzia, mentre i nuovi fascismi, cioè l’espressione di violenza e intolleranza contro chi è diverso, sono rappresentati dal fondamentalismo, che dilaga in una buona parte del mondo islamico, e che pur costituendo una minoranza, produce effetti superiori a quelli che ci si aspetterebbe da una minoranza.”

Kostas Koutsourelis, poeta molto acuto, ci ha colpito per una cosa del tutto diversa: quando si parla di Mediterraneo, si pensa sempre a qualcosa che ha davvero tanti elementi in comune, ed è un peccato che non agisca in maniera unitaria. La stessa natura del nostro viaggio è animata da questo. Siamo convinti che in quest’area di 29 Paesi vi sia un elemento di omogeneità superiore a ciò che divide, e che questa cittadinanza del Mediterraneo possa e debba compiersi, per arrivare un giorno agli Stati Uniti del Mediterraneo, che dialogano con l’Europa, e l’Italia può essere parte di entrambe, con un ruolo guida. Koutsourelis aggiunge: “Certo ci sono degli elementi di unione nel Mediterraneo, siamo più fratelli tra noi che con i danesi, certo abbiamo la possibilità di costruire una società non fondata sull’economia come è stato per l’Europa e quindi fasulla, di plastica. Ma, attenzione, ci sono anche moltissime cose che ci dividono.” Il metodo per individuarle sarebbe costruire un catalogo delle differenze, disinnescare ciò che ci divide e andare alla ricerca di un’identità del Mediterraneo.

Identità che va costruita. Va costruito un nuovo modello del Mediterraneo. “Senza questo nuovo modello, dice Koutsourelis, non può esistere una cittadinanza del Mediterraneo e quindi non può esistere un percorso di unione tra popoli che oggi sono divisi”. Gianluca Solera, che è lì con voi, ci ha regalato una bellissima definizione: Progetto Mediterranea tende ad unire con un filo rosso, con una scia, quello che i poteri forti dell’economia, della politica e della finanza vorrebbero mantenere diviso, cioè i popoli e le regioni del Mediterraneo. Da questo punto di vista, chi fa questo lavoro di unire e di fare cittadinanza è tecnicamente un soggetto che fa un’azione illegale. Si riferiva Gianluca ad uno dei temi che gli è più caro: legalità e giustizia non sempre vanno mano nella mano in questa epoca. Ciò che è illegale è sovente anche ciò che è giusto.

Non so se siamo illegali. Certamente questo viaggio prosegue, perché noi stiamo cercando le idee, stiamo cercando i pensieri, che forse domani renderanno quest’identità del Mediterraneo più tangibile, e quindi un’unione dei Paesi che ne fanno parte più possibile”.

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🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il programma è online! Partiamo con un 🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il programma è online! Partiamo con un super ospite: sarà con noi @alessiomarzilli, uno dei protagonisti di Propaganda Live.

Dove? A Bologna, venerdì 23 maggio alle ore 21.30 - @baumhaus_coop

Con la sua intervista impossibile, Alessio Marzilli costruisce un incontro immaginario ma potentissimo, mescolando teatro, cinema, satira e introspezione, giocando con i confini tra realtà e finzione. Conduce Azeb Lucà Trombetta, Consulente DEI&A per COSPE.

L’ingresso è libero e gratuito ma la prenotazione è obbligatoria.
Riserva il tuo posto e scopri il programma☝ Link in bio (posti limitati)

#COSPEfestival
✊ Massima solidarietà al Comitato Tanucci Città Ap ✊ Massima solidarietà al Comitato Tanucci Città Aperta.Le multe allɜ abitanti di piazza Tanucci sono un segnale preoccupante di crescente criminalizzazione del dissenso. Chiediamo al Comune e alle istituzioni di prendere una posizione al riguardo.

Queste sanzioni, che vanno da 1.000 a 10.000 €, colpiscono il diritto alla partecipazione di chi si è mobilitato pacificamente in questi giorni, in particolare lo scorso 28 marzo, in occasione dell'apertura della sede di Futuro nazionale alla presenza del leader, Roberto Vannacci.

Vogliamo ribadire che Rifredi, il nostro quartiere, costruisce futuro e coesione ogni giorno. La sede nazionale di COSPE è proprio qui, siamo parte di una comunità che non accetta messaggi politici basati sull'odio.

Ci siamo e ci vediamo in piazza!

📍 Sabato 18 aprile è stata convocata una conferenza stampa in piazza Tanucci, a seguire letture antifasciste con Pippo Civati e un'assemblea pubblica.
Oggi, 15 aprile, ricorre il 24° anniversario dell' Oggi, 15 aprile, ricorre il 24° anniversario dell'arresto di Marwan Barghouti, una delle figure politiche più importanti della resistenza palestinese, che fu arrestato a Ramallah il 15 aprile 2002 da soldati israeliani.

Una data che quest'anno ha un significato ancora più profondo, perché la situazione in cui si trovano i prigionieri palestinesi è peggiorata ulteriormente a seguito dall'approvazione da parte della Knesset della legge per ampliare il ricorso alla pena di morte.
Questa legge – che di fatto è pensata per essere applicata solo alle persone palestinesi – lede il diritto alla vita, all’uguaglianza e al giusto processo.

Chiediamo:
⏺ la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane
⏺ la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti
⏺ la tutela dei diritti umani e dei diritti delle persone detenute.

#FreePalestine #FreeMarwan #FreeAllPrisoners
🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il COSPE Fes 🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il COSPE Festival! Vuoi fare un’esperienza di volontariato durante l’evento? Unisciti alla nostra squadra!

Puoi dare la tua disponibilità per un turno di volontariato durante i due giorni del Festival a Bologna o Firenze. 

Partecipare al Festival ti permetterà di entrare in contatto con COSPE e approfondire tutte le tematiche su cui lavoriamo. 

Vuoi saperne di più? Scrivici e conosciamoci meglio! 
volontari@cospe.ngo

Seguici per scoprire il programma completo 🔗 link in bio
🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, la prima edizione del COSPE Festival, na 🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, la prima edizione del COSPE Festival, nasce in un periodo storico di profonda incertezza, in cui i diritti fondamentali sono violati ad ogni latitudine, il diritto internazionale è ignorato e soppiantato dalla legge del più forte e dalle bombe di nuove guerre coloniali. 

Le identità e i corpi non conformi vengono negati, minacciati o non riconosciuti da leggi inique e oscurantiste, il pianeta è offeso dalla crescente violenza estrattivista e capitalista, lo spazio di dissenso si restringe e si riduce in ogni piazza e in ogni contesto. 

Per tutto questo - e proprio in questo tempo - vogliamo incontrarci. 

🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌 sarà un luogo in cui costruire insieme uno spazio condiviso di parola, immaginazione e azione. Un modo per rivendicare insieme un destino diverso, per tentare di recuperare quello spazio che ci vogliono far credere perduto. 

Ti aspettiamo in Italia a Firenze e Bologna il 22 e 23 maggio, con collegamenti da Cali e Capetown, le altre due città di questa edizione del #COSPEfestival. 

Tra pochissimo il programma completo, seguici! festival.cospe.org
𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, il Festival di COSPE sta prendendo forma🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, il Festival di COSPE sta prendendo forma🔥 Non vediamo l'ora di condividere il programma e presentarti tuttɜ lɜ super ospiti che saranno con noi il 22 e il 23 maggio!

Saranno due giorni intensi, con tantissime voci che si alterneranno sul palco per parlare di giustizia, diritti, nuovi immaginari e visioni dalle periferie al mondo.

Un unico evento. 50 ospiti. 4 città in dialogo. Performance, talk, interviste, musica e tanto altro.

📍 A Bologna saremo a @baumhaus_culture (via J. Barozzi, 3)
📍 A Firenze saremo a @impacthubfirenze (via Panciatichi, 16) e allo @spazioalfieri2024 (via dell'Ulivo, 8) per la serata finale.

Ci sarai? Presto il programma, intanto seguici e iscriviti qui per ricevere tutte le info:🔥festival.cospe.org

#COSPEfestival
🌎 In molte comunità del mondo il cambiamento può d 🌎 In molte comunità del mondo il cambiamento può diventare reale e le storie come quella di Patricia ne sono la prova. Patricia Uchuari è una coltivatrice di caffè, che in Ecuador ha creato il suo marchio e oggi è un punto di riferimento per la sua comunità. È la leader di un gruppo di donne, da lei creato, per migliorare le proprie condizioni di vita e produrre con tecniche biologiche in armonia con la natura. La sua azienda agricola si trova a Palanda nell'Amazzonia meridionale dell'Ecuador, al confine con il Perù.

💛 Con il tuo 5x1000 a COSPE puoi rendere possibili nuove storie come la sua. Il cambiamento non accade da solo. Avviene grazie a te.

Devolvi il tuo 5×1000 a COSPE
Codice Fiscale 9400 857 0486 

#ChangeIsPossible #TogetherForChange
Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno d Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno di legge per ampliare il ricorso alla pena di morte. Promosso dal partito di estrema destra Otzma Yehudit del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e dal deputato Nissim Vaturi (Likud), la legge è ora applicabile in tutti i territori di fatto controllati da Israele, compresa la Cisgiordania e il 53% della Striscia di Gaza.

Come denunciano anche alcune associazioni per i diritti civili in Israele, questa legge – che di fatto è pensata per essere applicata solo alle persone palestinesi – lede il diritto alla vita, all’uguaglianza e al giusto processo.

Un ennesimo caso di discriminazione legalizzata e legittimata.

Le vite palestinesi contano. Non ci stancheremo di ripeterlo.
<< In un momento in cui il mondo assiste a un cres << In un momento in cui il mondo assiste a un crescente autoritarismo e a una crescente dominazione, il popolo palestinese celebra la Giornata della Terra, che rappresenta un esempio di fermezza nella difesa dei diritti: il diritto di restare, il diritto di resistere all’autoritarismo e al colonialismo e il diritto di rifiutare la dominazione >> queste le parole della nostra collaboratrice Aghsan Barghouthi, da Ramallah.

In Palestina si celebra questa giornata dal marzo 1976, quando lɜ palestinesɜ nei territori occupati nel 1948 (l'odierno Israele) organizzarono uno sciopero generale e manifestazioni di protesta contro la decisione di confiscare migliaia di dunam di terra di proprietà palestinese. La repressione di queste proteste portò all'uccisione di sei palestinesi, la cui memoria continua ad essere onorata dal popolo palestinese ancora oggi.

Le notizie che ci arrivano dalla Palestina sono drammatiche. 
Dall'inizio del 2026, otto palestinesi sono stati uccisi da coloni israeliani durante attacchi in tutta la Cisgiordania, rispetto ai 17 palestinesi uccisi in incidenti legati ai coloni nel 2025.

La violenza porta allo sfollamento: dal 1° gennaio 2026, oltre 1.500 palestinesi sono stati sfollati a causa degli attacchi dei coloni israeliani e delle restrizioni di accesso. Con l'avanzare del mese di marzo, gli sfollamenti hanno già raggiunto circa il 95% del totale registrato nell'intero 2025 (dati JLAC)

Nella Striscia di Gaza, complessivamente, secondo il Ministero della Salute di Gaza, solo tra il 17 e il 25 marzo sono stati uccisi 13 palestinesi. Il bilancio complessivo delle vittime segnalate dall'annuncio del cessate il fuoco nell'ottobre 2025 a 689 morti e 1.860 feriti. Tra il 16 e il 22 marzo, 104 famiglie sono state colpite da temporali e incendi. Il 25 e il 26 marzo, le piogge hanno allagato o danneggiato altre tende in tutta Gaza (dati OCHA).

Lunga vita alla Giornata della Terra e lunga vita alla Palestina per il suo legittimo popolo.
Apprendiamo con grande dispiacere della morte di D Apprendiamo con grande dispiacere della morte di David Riondino, musicista, attore, autore satirico e molte altre cose ancora. Le nostre strade si erano incontrate proprio sulla via dell’improvvisazione musicale, l’arte a lui più cara. Con COSPE nel 2015 aveva realizzato “Shakespeare in Havana”, una tournée di repentisti, gli stornellatori cubani, dopo aver partecipato a numerosi laboratori con tanti giovani talenti e con i migliori artisti dell’isola, come Alexis Díaz Pimienta, suo sodale da lungo tempo. Ché Riondino amava e frequentava Cuba fin dagli anni’90 quando aveva girato, in pieno periodo speciale, anche un film in stile neorealistico “Velocipedi ai tropici”. Con noi si era occupato con passione di un progetto che cercava di salvaguardare e mettere in valore l’antica arte contadina del punto cubano, che molti rimandi aveva con quella tutta toscana degli improvvisatori in ottava e altre simili forme di improvvisazione delle campagne italiane. Già all’epoca sognava una scuola dei giullari. L’oralità, la musica e la rima non solo come mezzo di trasmissione privilegiata di culture che rischiano di sparire, ma anche come mezzo di espressione libero, dissacrante e ancora innovativo. Capace di nuovi e innovativi significati. Non a caso spesso diceva che i repentisti cubani erano paragonabili ai moderni rapper. Con lui perdiamo non solo un fine intellettuale dei nostri tempi, ma anche un prezioso compagno di viaggio.

Hasta Siempre, David.
"𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" è uno spazio che abb "𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" è uno spazio che abbiamo creato per ascoltare e diffondere tutte quelle voci, notizie e ispirazioni che incontriamo. Un altro punto di vista che arriva dai contesti in cui lavoriamo.

Troppo spesso notizie, paesi, storie spariscono dai nostri radar mediatici o non ci entrano nemmeno. Con "𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" proviamo a dare loro spazio.

📩 Iscriviti per riceverla ogni mese. Trovi il form in homepage su cospe.org

Grazie a @elevenlabsio puoi anche ascoltare i contenuti in formato audio 🎧 #elevenlabs
🇨🇺 A Cuba, la crisi energetica non significa solo 🇨🇺 A Cuba, la crisi energetica non significa solo blackout ma diritti negati. Senza elettricità si fermano scuole, centri di cura, spazi di protezione per donne e bambini, e intere comunità restano senza acqua potabile.

☀️ Con il tuo contributo possiamo installare impianti fotovoltaici in centri per donne vittime di violenza, case per anziani, spazi educativi e comunità rurali.

La solidarietà è un’energia che si moltiplica. Puoi organizzare una cena, un evento, una raccolta fondi o fare una donazione.

Accendi diritti e sostieni Cuba.
Dona ora! 🔗 in bio

Siamo a Cuba dal 1994, dove, in collaborazione con organizzazioni della società civile e istituzioni cubane, promuove e sostiene lo sviluppo locale ponendo l'accento sulla parità di genere, la partecipazione dei cittadini, l'inclusione, la cultura, l'ambiente e la sicurezza alimentare.Vogliamo installare impianti fotovoltaici in diverse regioni dell’isola, dove già operiamo da anni insieme alle organizzazioni cubane nostre socie, per sostenere chi oggi vive le conseguenze più dure della crisi.
🇱🇧 Oltre 1 milione di persone sfollate in Libano, 🇱🇧 Oltre 1 milione di persone sfollate in Libano, un numero enorme che purtroppo non fa rumore. Migliaia di famiglie sono state costrette a lasciare le loro case in seguito agli attacchi israeliani che continuano a colpire ampie zone del paese.

Per tutelare la salute della popolazione sfollata, già nei mesi scorsi abbiamo attivato una raccolta straordinaria di farmaci salvavita e attrezzature mediche di prima necessità. Stiamo raccogliendo antibiotici, antinfiammatori, prodotti per la salute infantile e femminile.

🙏  Aiutaci. Fai subito la tua donazione, link in bio

La distribuzione dei medicinali è resa possibile grazie alla collaborazione con ISTRID (Istituto ricerche studi informazioni Difesa) che da 10 anni lavora con UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).
📢 𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il #COSPEfe 📢 𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il #COSPEfestival 📢
Rivendicare, riprendersi, recuperare. RECLAIM è il titolo della prima edizione del Festival COSPE che si svolgerà a Firenze, Bologna, Capetown e Cali il 22 e il 23 maggio 2026. Quattro città in dialogo per far emergere ciò che resiste ai margini e trasformarlo in futuro condiviso.

𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: un verbo plurale, aperto, generativo. Indica un’azione necessaria e collettiva: riportare al centro ciò che è stato sottratto, marginalizzato, negato.

Saranno due giorni di incontri, pratiche e visioni dalle periferie al mondo per immaginare e rivendicare insieme nuovi spazi di giustizia, voce e trasformazione

🕒 Presto tutti i dettagli.... Intanto seguici e iscriviti alla nostra newsletter per non perderti tutte le novità!

🔥 festival.cospe.org
💧 La crisi dell’acqua - che sta colpendo sempre pi 💧 La crisi dell’acqua - che sta colpendo sempre più regioni del pianeta - non è soltanto un problema ambientale o tecnico.

È una questione di disuguaglianza, di accesso ai beni comuni e di modelli economici che negli ultimi decenni hanno trattato le risorse naturali come se fossero illimitate, favorendo sovrasfruttamento e inquinamento, con l’unico obiettivo della sostenibilità economica.

È anche una questione di genere perché in molte aree del mondo sono le donne a sostenere il peso quotidiano della gestione dell’acqua per uso domestico e agricolo, ma raramente partecipano ai processi decisionali.

♻️ Diventa sempre più necessario estendere i principi dell’economia circolare anche alla gestione dell’acqua: la questione non è irrigare ma piuttosto come rigenerare i suoli e restituire loro la capacità di ritenzione e di produzione dell’acqua.

Nei territori in cui COSPE opera, la combinazione tra cambiamenti climatici, degrado dei suoli, sovrasfruttamento delle falde e modelli agricoli e industriali intensivi sta riducendo progressivamente la disponibilità di acqua.

🌍 In Africa australe e nell’Africa subsahariana, in paesi come Eswatini e Angola, periodi di siccità più lunghi e irregolari stanno mettendo in difficoltà l’agricoltura familiare e pastorale, aumentando l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità economica delle comunità rurali.

🌎 In America Latina, in particolare in Brasile e Colombia, la pressione combinata dell’estrazione mineraria, della deforestazione e dell’agrobusiness intensivo sta alterando bacini idrici fondamentali, con effetti diretti sulla qualità dell’acqua e sulla disponibilità per le comunità locali.

Affrontare la crisi idrica significa andare oltre una logica emergenziale. Una delle risposte, che è applichiamo nei progetti che realizziamo in diversi paesi, è l’agroecologia.

Leggi l'approfondimento integrale su su @greenreport.it a cura di Fulvio Vincenzo, Responsabile transizione agroecologica di COSPE.

Scopri sul nostro sito le iniziative che portiamo avanti sul tema della 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.
La lotta al razzismo è per noi un impegno quotidia La lotta al razzismo è per noi un impegno quotidiano per trasformare le strutture simboliche e materiali che lo rendono possibile. Contrastarlo significa difendere un principio semplice ma fondamentale: la dignità umana non è negoziabile e non può dipendere dal colore della pelle, dall’origine, dalla religione o dal passaporto.

La lotta al razzismo è per noi anche un invito a rompere le gerarchie che abbiamo ereditato, a costruire nuove modalità di relazione fondate sulla reciprocità, sull’ascolto, sul riconoscimento dell’umanità e della dignità di tutte e tutti.

Per questo ci impegniamo decolonizzare linguaggi e immaginari, affinché le persone non siano più rappresentate come destinatari passivi di interventi, ma come protagoniste delle proprie storie e dei propri diritti. 

Scegli di stare al nostro fianco #TogetherForChange

Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale
In vista del 21 marzo - Giornata internazionale pe In vista del 21 marzo - Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, e a pochi giorni di distanza dall’ennesimo naufragio nel Mediterraneo - denunciamo un sistema globale che continua a produrre disuguaglianze e che si basa su:

● un regime dei visti che funziona come un'apartheid di frontiera 
● politiche securitarie che generano clandestinità e morte 
● narrazioni che rafforzano razzismo istituzionale e sociale 

Come COSPE, adottiamo un approccio antirazzista, decoloniale e intersezionale, che mette al centro il protagonismo delle persone migranti, razzializzate e delle diaspore. Non parliamo al posto loro: costruiamo alleanze che rendano possibile la loro voce, la loro leadership, la loro partecipazione politica. 

Crediamo in un mondo dove la libertà di movimento sia per tutte e tuttɜ. Un mondo in cui non sono le frontiere a definire il valore della vita umana.

Da più di 40 anni abbiamo scelto da che parte stare. 

✔ Lavoriamo con comunità e organizzazioni del Sud Globale in un rapporto paritario
✔ Promuoviamo narrazioni plurali, responsabili e decolonizzate
✔ Sosteniamo le lotte delle donne migranti e delle persone LGBTQIA+ 
✔ Costruiamo reti e alleanze con le diaspore come attori politici, culturali e sociali 
✔ Realizziamo percorsi educativi sui diritti di cittadinanza e facilitiamo la partecipazione politica e pubblica di cittadinɜ con background migratorio 
✔ Promuoviamo attività di sensibilizzazione, spazi di dialogo e di advocacy 
✔ Ci impegniamo per l’inclusione economico-sociale delle persone migranti

Unisciti a noi! #TogetherForChange
Leggi l'approfondimento su "𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮" 🔗 in bio
💥𝗧𝗼𝗴𝗲𝘁𝗵𝗲𝗿. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶 𝗥𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 💥 "I Re d 💥𝗧𝗼𝗴𝗲𝘁𝗵𝗲𝗿. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶 𝗥𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 💥

"I Re del mondo fanno guerra e accumulano potere.
Hanno scelto lo Stato autoritario. 
Scommettono sull’Europa delle nazioni contro l’Europa della libertà e dei diritti.
Hanno accelerato ovunque: nelle leggi, nel linguaggio, nella repressione.
Loro hanno un piano: vogliono farci credere che lottare per vivere meglio, in un mondo, diverso, significhi essere un problema. 
MA HANNO OSATO TROPPO".

Leggi il testo integrale e segui @nokingsitaly

Noi ci saremo. Per un mondo diverso, libero, possibile.

📍Appuntamento in piazza il prossimo 28 marzo per la manifestazione nazionale e al concerto del 27 marzo, due date di mobilitazione e di convergenza.
Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Universi Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Firenze insieme a COSPE ti invita a un incontro aperto sul libro "Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti" (il Mulino, 2025) di Arturo Marzano (Roma Tre).

🎙️ Dialogo a più voci con:

Yousef Hamdouna (EducAid)
Alberto Tonini (Università di Firenze)
Arturo Marzano (autore)

👩‍🏫 Coordina Silvia Salvatici (UniFi)
✨ Partecipa Anna Meli (COSPE)

Un incontro pensato in una forma dinamica e accessibile per favorire lo scambio diretto con studentesse e studenti, e aperto al pubblico.

📅 Giovedì 26 marzo - 14:30
📍Università di Firenze - Polo di Novoli (Via delle Pandette, 32)
Edificio D4 - Aula 0.05
Donna, femminista, nera, figlia delle favela, non Donna, femminista, nera, figlia delle favela, non eterosessuale. Marielle Franco è stata una difensora dei diritti umani che ha combattuto per una società più giusta e libera da spinte razziste, misogine, omo-lesbo-bi-trans-fobiche o classiste.

Con il suo incarico di Consigliera comunale di Rio de Janeiro ha incarnato l’interdipendenza di tante battaglie, spesso scomode. Chiedeva politiche di sicurezza pubblica rispettose delle periferie. Si opponeva a violenza di genere, disuguaglianze e abusi della polizia.

Marielle Franco è stata uccisa a Rio de Janeiro il 14 marzo 2018.
Quel giorno, alla notizia della sua morte, migliaia di persone scesero in piazza per ricordarla e per chiedere giustizia.

<< Marielle promuoveva nel suo mandato tutte le identità sociali che portava nel suo corpo >> come dice Monica Benicio, che è stata la sua compagna.

Da subito i sospetti di un omicidio politico. Oggi, a distanza di 8 anni, è arrivata anche la condanna per i mandanti del suo assassinio, parte di quella classe politica corrotta che lei denunciava.

Marielle è stata uccisa perché si opponeva alla regolarizzazione di condomini abusivi costruiti in aree controllate dalle potenti milizie criminali paramilitari legate ai mandanti del suo omicidio, i fratelli Domingos e Chiquinho Brazão (entrambi politici). Gli altri condannati sono: Rivaldo Barbosa - accusato di aver partecipato alla pianificazione dell’agguato, dichiarato colpevole di ostruzione alla giustizia e corruzione, Ronald Paulo Alves Pereira maggiore della Polizia militare, condannato per omicidio, e Robson Calixto Fonseca, poliziotto e ex collaboratore di Domingos Brazão, condannato per associazione a delinquere. Gli autori materiali furono due agenti della polizia militare: Ronnie Lessa ed Élcio Queiroz.

Sulla sua storia Agnese Gazzera ha scritto "Marielle, presente!" edizioni @capovolte.edizioni (2019).

📷 Wikipedia - Mídia Ninja - Flickr
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