#Freethekids: anche l’Italia accolga i minori non accompagnati detenuti in Grecia!

Tra pochi giorni si celebrerà la giornata mondiale del rifugiato e il pensiero andrà al popolo siriano, all’Afghanistan e ai tanti, troppi, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni nel mondo.  Non dovremmo però dimenticare che a poca distanza da noi, e nella civile Europa si sta consumando una tragedia e una violazione palese ai danni di migliaia di bambini e ragazzi. Sono ancora tanti, troppi i minori non accompagnati confinati nei campi di detenzione in Grecia.  

 “Dobbiamo impegnarci con le migliaia di minori non accompagnati che sono arrivati sulle coste europee. Abbiamo urgentemente bisogno di una strategia per proteggere loro e il loro futuro. I governi europei devono mostrare una generosità e una solidarietà molto maggiori con i bambini che hanno un disperato bisogno ”, dichiarava agli inizi di marzo David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo

Dopo la denuncia e le campagne di Ong greche ed europee, tra cui COSPE, il governo greco per affrontare la pandemia ha individuato dei luoghi dove i bambini e i ragazzi hanno passato la quarantena, sempre però vigilati dalla polizia. Le condizioni continuano ad essere disumane e inadeguate e i traumi psicologici rilevati sempre più pesanti.  L’Ong greca ARSIS ha raccolto e pubblicato alcuni disegni dei bambini che ben documentano gli effetti psicologici della detenzione.

Grazie all’azione di pressione delle Ong, che è andata avanti nonostante l’emergenza sanitaria,  diversi paesi europei si sono impegnati o hanno già attuato programmi di relocation: 13 paesi tra cui Francia, Germania, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio, Finlandia, Portogallo, Croazia, Irlanda, Lituania, Slovenia, Svizzera e Norvegia, si sono dichiarati disponibili all’accoglienza e all’inserimento dei minori. Ad aprile Lussemburgo e Germania hanno già accolto i primi ragazzi e più recentemente, il 16 maggio, la Svizzera ha ricollocato 23 bambini e ragazzi. Tra questi 18 maschi e 5 femmine di età compresa tra i 10 e i 17 anni, provenienti dall’Afghanistan e 2 bambini della Repubblica del Congo.

L’Italia ancora non figura tra i paesi “volenterosi” forse perché da tempo chiede all’Europa di rendere obbligatoria la relocation – e non solo dei minori – provando a forzare le resistenze dei paesi Visegrad. Certo è che la società civile, il mondo cattolico, la diaconia valdese europea e le Ong che fanno parte della campagna per la relocation urgente dei minori stranieri non accompagnati detenuti in Grecia stanno provando a fare pressione affinché anche il nostro paese dia il via libera all’accoglienza, visto anche che alcuni territori ed enti locali si sono detti disponibili. “We are ready to receive them! “ scrivono 10 sindaci di importanti città europee tra cui Amsterdam e Barcellona in un appello alle istituzioni europee, ricordando che nonostante la complessità geopolitica della situazione e la difficoltà di avere risposte facili e soprattutto a lungo termine “l’impegno dell’Europa deve intensificarsi per offrire rifugio e sicurezza”

La condizione inaccettabile a cui si deve dar risposta urgente è ben documentata da numerosi reportage tra cui segnaliamo il cortometraggio di  Daphne Matziaraki nel campo di Moria pubblicato da Josephine Livingstone sul New York Times.

E’ tempo di agire subito e chiediamo che anche l’Italia faccia la sua parte. Adesso.

#freethekids

 

16 giugno 2020