“Quello che accade oggi in Palestina è il fallimento dell’ONU”. La lettera di dimissioni del direttore dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i diritti umani di New York.

In queste ore di angoscia e violenze inaudite, ci uniamo all’appello coraggioso del direttore dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Craig Mokhiber contenuto nella lettera di dimissioni del 28 ottobre.  Una lettera in cui L’ Alto Commissario denuncia l’impotenza dell’Agenzia e il fallimento dei suoi principali scopi: prevenzione di violazioni di diritti umani, protezione delle vittime e condanna dei responsabili. Errori e fallimenti che si concretizzano nella situazione che stiamo vedendo oggi in Palestina.  Il suo è un grido di dolore ma anche un appello accorato per un cessate il fuoco immediato, per porre fine all’assedio di Gaza e in opposizione alla pulizia etnica di Gaza, Gerusalemme e Cisgiordania. Per l’invio massiccio e incondizionato di aiuti umanitari al momento insufficienti e mancanti al nord della striscia di Gaza.

Anche noi ci uniamo a questa denuncia e alla richiesta di  avviare concreti spazi di mediazione con l’obiettivo di porre fine alla sistematica violazione dei diritti umani del popolo palestinese che si protrae da decenni.

In questi giorni si stanno consumando sotto gli occhi del mondo crimini di guerra nei Territori Occupati che non possono lasciarci indifferenti: bombardamenti incessanti, pubblicazione di ordini di deportazione, arresti arbitrari, percosse, torture, demolizioni, violenze e uccisioni.  Diciamo Basta!.

Riportiamo la lettera di  Craig Mokhiber

Egregio Alto Commissario,

Questa sarà la mia ultima comunicazione ufficiale a voi in qualità di Direttore dell’Ufficio di New York dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani.

Scrivo in un momento di grande angoscia per il mondo, incluso per tanti nostri colleghi. Ancora una volta, stiamo assistendo a un genocidio che sta dispiegando davanti ai nostri occhi, e l’ Organizzazione che serviamo sembra impotente a fermarlo. Essendo una persona che ha difeso i diritti umani in Palestina sin dagli anni ’80, che ha vissuto a Gaza come consulente per i diritti umani delle Nazioni Unite negli anni ’90 e che ha svolto diverse missioni per i diritti umani nel paese prima e dopo, questo è estremamente personale per me.

Ho lavorato in queste sale anche durante i genocidi contro i tutsi, i musulmani bosniaci, gli yazidi e i Rohingya. In ognuno di questi casi, quando si è posata la polvere sugli orrori perpetrati contro popolazioni civili indifese, divenne dolorosamente chiaro che avevamo fallito nel nostro dovere di soddisfare gli imperativi di prevenzione delle atrocità di massa, di protezione delle persone vulnerabili, e della individuazione (denuncia) della responsabilità dei colpevoli. E così è stato con le ondate successive di omicidi e persecuzioni contro i palestinesi durante tutta la vita delle Nazioni Unite.

Alto Commissario, stiamo fallendo ancora.

Come avvocato per i diritti umani con più di tre decenni di esperienza nel campo, so bene che il concetto di genocidio è stato spesso oggetto di abusi politici. Ma l’attuale massacro del popolo palestinese, radicato nell’ideologia coloniale di insediamento etno-nazionalista, nella continuazione di decenni di persecuzioni ed epurazioni sistematiche basate interamente sul loro status di arabi, e accoppiato alle dichiarazioni esplicite di intenti da parte dei leader del governo e dell’esercito israeliano, non lasciano spazio a dubbi o dibattiti. A Gaza, case civili, scuole, chiese, moschee e istituzioni mediche vengono attaccate arbitrariamente mentre migliaia di civili vengono massacrati. Nella Cisgiordania, inclusa Gerusalemme occupata, le case vengono sequestrate e riassegnate su base esclusivamente etnica, e i violenti pogrom dei coloni sono accompagnati da unità militari israeliane. In tutto il paese regna l’apartheid.

Questo è un caso di genocidio da manuale. Il progetto coloniale europeo, etno – nazionalista, di insediamento in Palestina è entrato nella sua fase finale, verso la rapida distruzione degli ultimi resti della vita indigena palestinese in Palestina. Inoltre, i governi degli Stati Uniti, del Regno Unito e di gran parte dell’Europa sono totalmente complici del terribile attacco. Non solo questi governi si stanno rifiutando di rispettare gli obblighi derivanti dal trattato “di garantire il rispetto” delle Convenzioni di Ginevra, ma stanno di fatto attivamente sostenendo l’assalto, fornendo sostegno economico e di intelligence e fornendo copertura politica e diplomatica alle atrocità di Israele.

 

 

In allegato la lettera completa ITA | ENG