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🇱🇧 In #Libano la crisi peggiora di giorno in giorn 🇱🇧 In #Libano la crisi peggiora di giorno in giorno. Le nuove violenze hanno costretto decine di migliaia di persone alla fuga, a causa dei bombardamenti. L'esercito israeliano non aveva mai attuato misure di evacuazione così massicce.

⏺ Smotrich, il Ministro delle Finanze Israeliano ha dichiarato che la periferia di Beirut si sarebbe trasformata in Khan Younis, che a Gaza è stata rasa al suolo.

COSPE non opera nelle aree bombardate, ma lavora in due comunità vulnerabili del Monte Libano, profondamente segnate dalla crisi economica e sociale del Paese.

Con il progetto MAKANI - che significa "il mio posto" - stiamo realizzando un luogo sicuro dove oltre 2.500 bambini possono studiare e dove le madri ricevono supporto per costruire un reddito stabile.

💛 In questo momento segnato dalla guerra e da una crisi umanitaria crescente, il tuo gesto può essere la mano tesa che impedisce al loro futuro di spegnersi.

Dona ora! 🔗 in bio

#EmergenzaLibano #MedioOriente
Dopo l’approvazione in Senato di ieri, 4 marzo 202 Dopo l’approvazione in Senato di ieri, 4 marzo 2026, il DDL contro l’antisemitismo proposto dalla maggioranza, passa alla Camera.

Sebbene emendato rispetto al primo disegno di legge proposto dal leghista Massimiliano Romeo che prevedeva divieto di manifestazioni e sanzioni penali, nel disegno di legge votato ieri si continua ad assumere come definizione di antisemitismo, quella proposta dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) che include, tra gli indicatori, alcune forme di critica allo Stato di Israele. Questo è inaccettabile.

Gli strumenti per perseguire penalmente l’antisemitismo esistono e vanno pienamente applicati, ma contrastare l’antisemitismo non può tradursi nella limitazione della libertà di critica verso le politiche di uno Stato.

Chiediamo che il Parlamento respinga i disegni di legge in discussione. La lotta contro l’antisemitismo deve essere rafforzata con l’attuazione delle leggi vigenti, senza comprimere il diritto di critica e di mobilitazione democratica.

🔗 Leggi il comunicato
Così si esprimeva la giovane socia di origini iran Così si esprimeva la giovane socia di origini iraniane, nei giorni più duri dell’ennesima repressione feroce del dissenso in #Iran, a gennaio scorso. Un massacro che non ha trovato sufficiente voce ed eco e capacità di ampia mobilitazione.

Da 47 anni il popolo iraniano vive sotto un sistema di oppressione sistematica. Ogni tentativo di cambiamento è stato represso nel sangue. Noi, dal nostro relativo privilegio occidentale, non possiamo comprendere fino in fondo cosa significhi vivere in queste condizioni. E non ci permettiamo di giudicare chi ha invocato l’intervento militare estero e chi festeggia per la decapitazione della leadership del regime sanguinario iraniano.

Oggi, come allora, siamo accanto alla popolazione iraniana. E siamo critiche verso la guerra illegale israelo-statunitense, verso i bombardamenti su obiettivi civili, verso le centinaia di vittime – tra cui bambine e ragazze colpite nelle scuole – e verso una logica predatoria poco interessata alla sorte del popolo iraniano.

Ci sconvolge e preoccupa profondamente questa guerra mondiale a pezzi a cui l’Unione Europea e il nostro paese sta assistendo complice. Un tempo in cui la speranza di liberarsi dei tiranni viene affidata alle bombe lanciate da leader anti-democratici e incuranti del diritto internazionale.

Non si tratta di ingenuità o non consapevolezza: è conseguenza diretta dell’incapacità dell’Europa e dell’Occidente di accogliere le richieste di supporto che il popolo iraniano ci ha sempre chiesto, per la propria autodeterminazione e per non essere identificato dal regime dittatoriale. La speranza nelle bombe nasce da un profondo senso di abbandono e dall’idea che non ci sia nessuna via diplomatica che possa funzionare.

Dobbiamo saper leggere nella sua complessità questo duro presente, facendo convivere due sentimenti: la gioia per ogni incrinatura del potere teocratico e la convinzione che la guerra non sia la soluzione.
Ciò che conta è il popolo iraniano. Come dichiara Marisa Nicchi di @donne_insieme_per_la_pace “Contano le sorelle di #donna_vita_libertà conta stare con loro, interrogarci sui loro conflitti e sulle loro speranze, senza narrazioni comode e senza silenzi”.
Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto docu Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto documentato dal Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center, nostro partner storico, che descrive un’escalation estremamente grave nelle demolizioni di strutture palestinesi e nella violenza dei coloni nei primi mesi del 2026.

In meno di due mesi sono state demolite 312 strutture residenziali e agricole in Area C, con un impatto diretto su circa 21.000 persone.

Sono stati registrati:
▪️86 attacchi da parte di coloni in 60 comunità, con 64 persone ferite
▪️ 39 veicoli incendiati
▪️ 800 ulivi sradicati
▪️ 186 persone costrette allo sfollamento

Un dato che evidenzia un’accelerazione delle politiche di espulsione e di pressione sulle comunità palestinesi, in particolare beduine.

La protezione della popolazione civile nei territori occupati non è una questione discrezionale, ma un obbligo giuridico per la comunità internazionale.
Il ricordo del naufragio di Cutro del 25-26 febbra Il ricordo del naufragio di Cutro del 25-26 febbraio 2023 rimane una ferita aperta nella memoria civile del nostro Paese.Quel tragico episodio di 3 anni fa interroga delle scelte politiche e istituzionali. 

Quel disastro non è stato un evento isolato e imprevedibile, ma il risultato di un contesto in cui il sistema di soccorso e protezione dei #dirittiumani è stato progressivamente eroso da inumane politiche di deterrenza.

Secondo le inchieste e gli sviluppi giudiziari sulla vicenda, infatti, mancate risposte tempestive alle segnalazioni di persone in difficoltà in mare e omissioni nelle operazioni SAR hanno contribuito all’aggravarsi della tragedia. 

Il soccorso in mare non è un’opzione discrezionale per gli Stati o per le organizzazioni civili: è un obbligo inderogabile. Nessuna decisione di politica interna può cancellare questo imperativo giuridico e morale.

Anche l’ultimo decreto italiano di inasprimento delle norme sull’immigrazione rischia di avere sulle coscienze l’aumento di nuove morti e nuove stragi. Esternalizzazioni, respingimenti, decreti che restringono diritti e ostacolano chi soccorre non fermeranno le partenze, ma metteranno a rischio sempre più vite.

Voltarsi dall’altra parte significa accettare che il confine diventi uno spazio di sospensione dell’umanità. Il virus dell’indifferenza è contagioso. Contrastarlo è una responsabilità collettiva.

#cutro #naufragio #migranti
❌ Solo SI è SI! Senza consenso è stupro. Mobilitaz ❌ Solo SI è SI! Senza consenso è stupro. Mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno. Il prossimo 28 febbraio tuttɜ a Roma ❌

La proposta di modifica presentata dalla senatrice Giulia Bongiorno introduce un cambiamento significativo rispetto al testo precedentemente approvato alla Camera.

La modifica elimina l'espressione "assenza di consenso libero e attuale" e la sostituisce con il riferimento alla "volontà contraria".
La legge in discussione prevede che la volontà contraria all'atto sessuale debba essere dimostrata e valutata in relazione al contesto e alla situazione. Si sposta così il focus: non più sull'assenza di consenso, ma la prova del dissenso.

⏺ Contro questa proposta è mobilitazione permanente.
⏺ Perché il silenzio non è consenso.
⏺ La paura non è consenso.
⏺ L'immobilità non è consenso.
⏺ Solo sì è sì.

#nosuinostricorpi #senzaconsensoèstupro #ddlbongiorNO @contro_il_ddl_bongiorno
🇨🇺 #Cuba: In situazioni di crisi come questa, cont 🇨🇺 #Cuba: In situazioni di crisi come questa, continuare a contribuire a preservare i diritti delle persone, nella loro diversità, è anche una scelta a favore dell’equità e della giustizia sociale.

Come COSPE siamo presenti a Cuba da oltre 30 anni, una lunga storia di impegno nei processi di sviluppo sull’Isola. Oggi continuiamo a svolgere il nostro lavoro, insieme alle organizzazioni cubane socie, in un contesto complesso.

Continuiamo a lavorare proprio con alcune delle popolazioni che affrontano maggiori difficoltà nella gestione della vita quotidiana a Cuba: donne che vivono situazioni di violenza, collettivi LGBTIQA+, giovani e una rete di organizzazioni della società civile che, per diverse ragioni, vedono limitato l’impatto del proprio lavoro.

📍 Per approfondire, segui l'intervista di Fabio Laurenzi, rappresentante paese di COSPE a Cuba. Questa sera a "Il cavallo e la torre" @instarai3, ore 20.30

@cospe_americalatina #crisicubana
🌱 La tutela della diversità in agricoltura è un te 🌱 La tutela della diversità in agricoltura è un tema di giustizia, ma è anche una questione politica con un impatto profondo sull’adattamento climatico e la sicurezza alimentare. E riguarda tanto l'Europa quanto i paesi africani.

Un approfondimento di @fulvio.vicenzo_, responsabile transizione ecologica di #COSPE e Riccardo Bocci, direttore della Rete @semirurali sul lavoro che portiamo avanti a partire dallo Zimbabwe con il progetto Seeds for the Future, finanziato dall’ @aics_cooperazione_it e coordinato da COSPE, Rete Semi Rurali e CTDT insieme ad altri partner europei ed africani.
⚫ Oggi è il giorno Yekatit 12 nel calendario etiop ⚫ Oggi è il giorno Yekatit 12 nel calendario etiope, la giornata dedicata al ricordo delle vittime del colonialismo italiano in Africa, giorno di lutto in Etiopia.

Ricorre una delle manifestazioni più violente dell'occupazione fascista e coloniale italiana. Il 19 febbraio 1937 ad Addis Abeba si consumò un massacro contro decine di migliaia di civili. La strage fu ordinata da Rodolfo Graziani, viceré d’Etiopia, dopo un fallito attentato della Resistenza etiopica contro di lui.

Ricordare queste vittime - a cui si sommano alle altre centinaia di migliaia di morti provocate dall’oppressione coloniale italiana in Etiopia, Eritrea, Somalia e Libia - non è solo una ricorrenza o una celebrazione simbolica.

Deve essere il punto di partenza per portare giustizia e verità verso un passato coloniale violento - e ancora oggi spesso rimosso - su cui ancora oggi si fonda la nostra società.

Che la storia sia un punto di partenza per decolonizzare il nostro presente.

@igiaba_afroitalian
Domani, 19 febbraio si riunirà il cosiddetto "Boar Domani, 19 febbraio si riunirà il cosiddetto "Board of Peace", organismo nato dal piano di Donald Trump e formalmente autorizzato dalle Nazioni Unite. Ci uniamo all'appello di @aoicooperazione:esprimiamo una ferma e profonda condanna per questa iniziativa coloniale promossa dagli Stati Uniti e per la presenza dell'Italia come paese "osservatore".
Una decisione che segna una frattura grave con la linea dei principali paesi europei e della stessa UE. 

📸 Daniel Torok - via Wikipedia (public domain)
Tra una settimana, il 25 febbraio, Ursula von der Tra una settimana, il 25 febbraio, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Hadja Lahbib, commissaria responsabile, insieme ai loro colleghi, decideranno se l'UE attuerà le richieste dell'iniziativa @myvoicemychoiceorg per un accesso sicuro all'aborto.

In Europa, attualmente 20 milioni di donne non hanno accesso sicuro, e la loro salute e la loro vita sono costantemente a rischio. My Voice, My Choice, campagna a cui abbiamo aderito, vuole cambiare questa situazione.

@ursulavonderleyen @hadjalahbib dite sì a My Voice, My Choice!
@myvoicemychoiceitalia
🇨🇺 Da Cuba un approfondimento delle giornaliste Li 🇨🇺 Da Cuba un approfondimento delle giornaliste Lirians Gordillo Piña e Marilys Zayas Shuman della "Editorial de la Mujer", organizzazione che con noi coordina il progetto No Más: prevenzione e risposta alla violenza contro le donne a Cuba. 

No Más ha attivato anche la campagna "Ahí Es", creata interamente da adolescenti contro la “violencia machista” a Cuba. I messaggi della campagna promuovono proposte per affrontare la violenza di genere nella nostra vita quotidiana e riflessioni sulla cura di sé in uno scenario di violenza e l’importanza dell’aiuto reciproco e delle reti di sostegno contro la violenza. 

La campagna @ahies_sinviolencia è uno dei risultati del progetto “No más: prevención y respuesta a la violencia contra las mujeres en Cuba”, cofinanziato dall'Unione Europea @ueencuba

@cospe_americalatina #nomas #noalaviolencia #noalmachismo #feminismo #adolescenciaslibres #Cuba
🗣 "Detenzione e deportazione non sono politiche mi 🗣 "Detenzione e deportazione non sono politiche migratorie. Sono strumenti di esclusione che producono violenza strutturale. Noi, sul campo vediamo violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani, soprattutto contro migranti, rifugiatɜ e richiedenti asilo.
La sicurezza non può essere costruita svuotando il diritto d’asilo. La gestione delle migrazioni deve tornare a fondarsi su legalità, responsabilità e pieno rispetto dei diritti umani" - Anna Meli, Presidente #COSPE

❌ Chiediamo che il Governo italiano e le istituzioni europee riallineino le proprie politiche agli obblighi costituzionali, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e al diritto internazionale dellɜ rifugiatɜ.
#SaferInternetDay oggi è la Giornata mondiale per #SaferInternetDay oggi è la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, promossa dalla Commissione Europea. Siamo sempre più connessɜ, in un intreccio continuo tra esperienze offline e online. E ci troviamo a fronteggiare nuove sfide legate alle intelligenze artificiali, al cyberbullismo all'hate speech.

Sta a noi costruire spazi onlife più sicuri, equi e accoglienti. Possiamo farlo insieme, a partire dalla consapevolezza che gli strumenti digitali hanno un impatto profondo, soprattutto sulle persone più esposte.

Scorri il carosello e leggi e scarica il nostro Report “Scuola e Discriminazioni” sul nostro sito.

#SID #TogetherForChange
🇪🇺 Come COSPE accogliamo con favore la posizione a 🇪🇺 Come COSPE accogliamo con favore la posizione assunta dall’Unione Europea che ha finalmente riconosciuto l’inaccettabilità dell’attuale quadro di registrazione delle ONG internazionali in Israele e il suo impatto diretto sulla possibilità di garantire una risposta umanitaria efficace a Gaza e in Cisgiordania.

⏺ Questo passaggio politico è anche il risultato del lavoro costante e determinato di europarlamentari che si sono attivati in ascolto delle ONG, portando nelle sedi istituzionali europee una preoccupazione che da tempo denunciamo: l’uso di norme amministrative come strumento di pressione e delegittimazione dell’azione umanitaria indipendente.

❌ Ora non bastano più dichiarazioni. Ci auguriamo che la UE eserciti finalmente tutte le pressioni diplomatiche necessarie sul governo di Israele, incluse misure politiche concrete come la sospensione immediata dell’Accordo UE-Israele, affinché cessino le violazioni del diritto internazionale, ogni atto genocidiario nei confronti della popolazione palestinese e la sistematica negazione dell’accesso agli aiuti umanitari.

⏺ Difendere l’azione umanitaria non è una concessione: è un obbligo giuridico e morale. L’Europa è chiamata a dimostrarlo con atti coerenti e conseguenti.
🇵🇸 Nella Striscia di Gaza, in oltre due anni di gu 🇵🇸 Nella Striscia di Gaza, in oltre due anni di guerra, le attività della compagnia teatrale @theatre_day_productions  non si sono mai fermate.
In un contesto segnato da sfollamento, paura e instabilità, il loro lavoro è un atto quotidiano di resistenza culturale, che restituisce dignità e speranza a chi ne ha più bisogno.

❤ Con il teatro e la narrazione, aiutano i più piccoli e le donne a esprimere la paura, il lutto, la rabbia. A trasformare il trauma in forza.
Ogni laboratorio diventa un piccolo miracolo di umanità: un cerchio di ascolto, una storia condivisa, un sorriso che torna.

Il team del Theatre Day Production - con cui collaboriamo da anni - continua instancabilmente a offrire laboratori espressivi e di supporto psico-sociale a migliaia di persone sfollate, soprattutto donne e bambini.

Non lasciamoli soli. 

🔴 Fai subito la tua donazione, link in bio
Partecipa al workshop “𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗻 Partecipa al workshop “𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲”, parte della campagna “El poder de ellas”.

Con Lucía Solis Reymer, comunicatrice femminista specializzata in giornalismo e narrazioni su genere e diritti umani. Con oltre cinque anni di esperienza nell'azione e nella divulgazione, promuove una rappresentazione mediatica rispettosa, inclusiva e riparatrice delle popolazioni vulnerabili e delle situazioni umanitarie.
È autrice del libro “A contracorriente” (Hipatia Ediciones, 2019) e attualmente lavora nella comunicazione per una giustizia socio-ambientale guidata da giovani.

📅 Mercoledì 18 febbraio, ore 15.30 (ore 3.30 PM CET / 9.30 COT)
🌐 Formazione online, in spagnolo
📋 Registrati inquadrando il QR code (link diretto nelle storie)

Il workshop è parte della campagna “El poder de ellas” del progetto Mujeres Tejiendo un Futuro de Paz, finanziato dall'Unione Europea in Colombia e realizzato da  Alianza de Mujeres Tejedoras de Vida e COSPE
“Justice for Palestine” è l'iniziativa dei cittadi “Justice for Palestine” è l'iniziativa dei cittadini europei che chiede alla Commissione Europea la sospensione totale dell'accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele.

⛔ Non possiamo tollerare che l'Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l'umanità.

Dobbiamo raccogliere almeno 1 milione di firme in 7 diverse Stati.

Firma subito e fai conoscere questa iniziativa ➡️ link diretto nelle storie e su @justiceforpalestineeu
Ci battiamo perché non ci sia alcuno spazio per st Ci battiamo perché non ci sia alcuno spazio per stigma, esclusione e violenza legati all'orientamento sessuale, all'identità e all'espressione di genere. La scuola, in particolare, deve essere di tuttɜ e promuovere sicurezza e benessere psico-sociale, non violenza e paura.

Per questo, rilanciamo l'appello dellɜ nostrɜ collghɜ in Eswatini e chiediamo al Ministro dell'Istruzione di riaffermare il suo impegno a favore della non discriminazione e della protezione di tutte le persone studenti.

✊Contro ogni forma di violenza e di discriminazione. Sempre.

@ilgaeurope @ilgaworld
𝑶𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂. 𝑳𝒂 𝒅𝒆𝒄𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 𝑶𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂. 𝑳𝒂 𝒅𝒆𝒄𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒗𝒊𝒗𝒂. 𝑫𝒂𝒍 𝒄𝒐𝒍𝒐𝒏𝒊𝒂𝒍𝒊𝒔𝒎𝒐 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒔𝒐𝒓𝒔𝒆.

📍 Webinar | Lunedì 16 febbraio 2026, ore 18.00–20.00

Grazie al confronto tra due scrittori come @igiaba_afroitalian e Tahar Lamri, l’incontro analizza la continuità tra passato coloniale italiano e le attuali forme di dominio globale, affrontando la decolonizzazione come lotta concreta contro le diseguaglianze strutturali.

Il webinar è organizzato da COSPE in collaborazione con Black History Month Firenze @therecoveryplan, @bhm_torino e @yekatit12.19febbraio.

🔗 Iscriviti ☝Link in bio e nelle storie

L’incontro si svolge nell’ambito del progetto TRAMES II (Erasmus+ KA220).
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