“A world in which every life matters” – intervista a Ernest Tay Awoosah

Water in Ghana

Ernest Tay Awoosah, direttore dell’organizzazione ghanese ISODEC, partner COSPE, e fondatore della Coalizione Nazionale contro la privatizzazione dell’acqua, è in Italia per prendere parte a diverse iniziative – organizzate anche per coinvolgere la società civile in vista dell’expo dei popoli 2015 – ed approfondire il ruolo della cooperazione nel processo di salvaguardia delle risorse idriche. L’organizzazione ISODEC, Integrated Social Development Centre, nata nel 1987, promuove i diritti sociali ed economici della popolazione ghanese. Inizialmente la mission dell’organizzazione si basava sull’assistenza ed offerta di servizi inerenti a salute e sanità, educazione di base, microcredito, fino al 2000, anno in cui ha deciso di investire maggiormente nel proprio ruolo di incidenza e di advocacy focalizzandosi principalmente sulla tematica dell’acqua e della sua corretta gestione.

Come racconta E.Tay Awoosah, l’organizzazione ha poi mantenuto questa forte matrice politica lavorando attraverso un approccio integrato e multidisciplinare sia a livello locale sia nazionale ed internazionale. “Tale cambiamento è stato una decisione strategica, sentivamo di non doverci limitare  solo ad azioni e progetti a breve termine, bensì ottenere trasformazioni di grande portata, e soprattutto durature.” Da allora l’operato di ISODEC poggia sulla convinzione che le politiche della comunità internazionale, le relative donazioni ed impatto sulla popolazione povera vadano riscritte, con lo scopo di promuovere maggiore partecipazione da parte della società civile, promuovere l’equità sociale globale attraverso l’uso responsabile delle risorse e maggiore responsabilità statale nei suoi confronti. L’anno duemila è stato un momento focale anche per la nascita della Coalizione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua, con lo scopo di tutelare questo bene comune come tale e far mantenere la sua gestione in mani pubbliche.

Il comitato è stato creato dal basso e da una molteplicità di soggetti, singoli e collettivi, che si unirono per opporsi alla privatizzazione promossa dal governo e dalla banca mondiale”, ci riporta il presidente di ISODEC. Tutt’ora la coalizione è attiva e continua a lavorare sul tema, soprattutto dal punto di vista della ricerca e del monitoraggio, documentando la gestione statale, e coinvolgere la società civile, locale e non, nella discussione di modelli di accesso all’acqua. “Non senza difficoltà – continua- essendo a volte accusati di terrorismo, la campagna contro la privatizzazione è stata efficiente, ha indirizzato il discorso intorno all’acqua non tanto alla mancanza di per sé della risorsa nel Paese, ma al mal funzionamento delle infrastrutture statali, inefficienti e deboli.”

La campagna è arrivata alla sua realizzazione nel momento in cui il governo ha preso la decisione di mantenere l’acqua una risorsa pubblica, ma continua ancora a declinarsi sotto diverse forme, soprattutto di lobby nei confronti del governo. Come dice lo stesso E.Tay Awoosah “L’acqua è vita, e se non siamo in grado di utilizzare le nostre capacità come esseri umani per gestirla in maniera corretta, allora qual è il nostro contributo?” In quest’ottica, è dunque impensabile che difesa e tutela dell’acqua e advocacy non vadano di pari passo, e solo attraverso un approccio simile si può evitare che le risorse diventino fonte di guadagno bensì declinazione d cittadinanza attiva.

Leggi un’altra testimonianza sull’acqua in Ghana. Leggi il progetto COSPE “Water Citizen” in Ghana 

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