In sostegno dell’aborto sicuro: sui nostri corpi decidiamo noi.

Oggi, 28 settembre, giornata mondiale dell’aborto sicuro.

In questo momento in molte piazze di Italia e del mondo le donne stanno scendendo in piazza per manifestare per un diritto fondamentale: il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo che passa anche per il diritto ad un aborto sicuro e libero. Il movimento Non una di Meno a cui anche COSPE aderisce ha lanciato tantissime iniziative nelle principali città italiane per questa giornata ribadendo che la rivendicazione del diritto alla salute sessuale e riproduttiva si inserisce nel contesto più ampio della libertà da ogni forma di violenza di genere e di violenza maschile sulle donne.

In Italia l’aborto, seppur formalmente garantito dalla legge 194, è nei fatti progressivamente negato. L’obiezione di coscienza ha raggiunto livelli non più accettabili con una percentuale del 70% di medici obiettori nella media nazionale. L’obiezione di coscienza è una delle forme di violenza che ogni giorno viene agita contro le donne nel nostro paese.

COSPE guarda anche al mondo e ai molti paesi dove lavoriamo e questa è la situazione a livello globale secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS):

quasi 50mila donne nel mondo perdono la vita a causa di un aborto non legale e quindi non sicuro;

41 milioni di adolescenti nel mondo portano a termine una gravidanza indesiderata o conseguente a uno stupro

21,6 milioni di donne ogni anno sperimentano un aborto non sicuro (clandestino); di questi aborti clandestini, 18,5 milioni avvengono nei paesi sviluppati.

I decessi correlati all’aborto clandestino costituiscono circa il 13% della mortalità materna.

Per questo abbiamo deciso di dare visibilità a questa battaglia anche al di fuori dell’Italia. Nei prossimi giorni arriveranno testimonianze e materiali da due paesi, Angola e Brasile, dove lavoriamo da molti anni e dove l’aborto è criminalizzato con conseguenze disastrose per le donne, i loro diritti e la loro salute. Due organizzazioni di giovani femministe a Rio de Janeiro e Luanda stanno in queste ore manifestando per chiedere una legge che garantisca questo diritto. Si tratta di Agora Juntas di Rio de Janeiro e Ondjango femminista di Luanda. Le abbiamo conosciute e stabilito con loro contatti e relazioni stabili.

La loro lotta è sicuramente più difficile e dura e per questo ci è sembrato importante darne visibilità attraverso i nostri canali.