Radio Rayhana, la radio comunitaria femminile e indipendente.

Una radio, un fotografo e una ricercatrice. È questa la squadra di lavoro del workshop che si è svolto a Casa Rayhana,  il Centro donne di Jendouba che COSPE ha contribuito a realizzare nel nord-ovest della Tunisia e che unirà il progetto “TML – Transnationalizing Modern Languages” dell’Arts & Humanities Research Council sviluppato, tra gli altri, dalla ricercatrice Barbara Spadaro e dal fotografo Mario Badagliacca, e l’esperienza di vita e di lavoro di Radio Rayhana, una radio femminile ed indipendente nata in seno all’omonimo centro.

Nel corso del loro lavoro con il progetto TML, ed in particolare nella ideazione della mostra “BEYOND BORDERS. Transnational Italy”, Barbara Spadaro, ricercatrice di lingua e cultura italiana all’Università di Bristol, e Mario Badagliacca, fotoreporter specializzato in migrazioni e questioni sociali, hanno cercato di raccontare attraverso l’immagine con Radio Rayhana, il lavoro quotidiano di questa Radio e di ciò che questa rappresenta all’interno della comunità locale.

Radio Rayhana nasce nel 2016 come iniziativa di un gruppo di giovani donne che frequentano Casa Rayhana, sede della radio ed unico centro di e per le donne di Jendouba, fondato nel 2013 con la collaborazione di COSPE. Questo spazio nasce dalla forte esigenza delle donne di riappropriarsi dello spazio pubblico, tradizionalmente riservato agli uomini. La città di Jendouba, infatti, non offre spazi di incontro misti, e anche prendere un semplice caffè al bar è considerata un’attività maschile. È per questo che COSPE si è messo al fianco di queste donne forti e determinate per aprire un luogo sicuro nel quale anch’esse possano incontrarsi, confrontarsi e condividere attività economiche, sociali e ricreative. Il centro, infatti, ospita tra le altre cose uno spazio di vendita per i prodotti delle piccole imprese artigianali femminili della regione, una palestra, una sala con postazioni internet, laboratori di vario tipo e la sede di questa radio comunitaria.

Radio Rayhana conta una ventina di membri. In origine erano tutte donne, ma recentemente hanno scelto di arricchire la loro squadra con la presenza di tre uomini, un passe-partout che consente loro di condurre le loro indagini anche in tutti quegli spazi nei quali da sole non potrebbero arrivare in sicurezza. La Radio infatti non è solamente portavoce delle realtà e delle attività della Casa, ma aspira ad essere una voce attiva nel raccontare la propria regione a trecentosessanta gradi. Accanto alla denuncia delle differenti forme di violenza di genere di cui soffrono le donne, dallo sfruttamento lavorativo alle forti discriminazioni di genere nella società conservatrice di Jendouba, si impegnano per far conoscere un altro volto della loro regione, fatto di giovani talenti artistici, piccole imprese genuine, ottimi prodotti locali, ricchezze territoriali ed attività ed eventi culturali spesso trascurati.

Questo e molto altro è quello che Spadaro e Badagliacca hanno raccolto nei quattro giorni di workshop. Storie, appunto. Storie di donne stanche di apparire sempre e solo come vittime, che credono nelle potenzialità della propria comunità e della propria terra e vogliono far sentire la propria voce attraverso una radio, senza dimenticare coloro che il messaggio diffuso dalle trasmissioni di Radio Rayhana lo ascoltano ed accolgono.

Il materiale prodotto durante il workshop infatti andrà ad arricchire la mostra “BEYOND BORDERS. Transnational Italy” in esposizione dal 21 febbraio all’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, e verrà montato sotto forma di un video che resterà alla Radio come strumento di promozione.

Immagini, voci e una macchina fotografica per catturare e raccontare la coraggiosa realtà di queste donne e giovani al di fuori delle mura protette di Casa Rayhana.

12 febbraio 2018