Da #metoo a #wetogether: un 8 marzo tutte insieme!

Per anni siamo state abituate a 8 marzi di pranzi e cene di sole donne, tante mimose, qualche dibattito qua e là. Da più di due anni qualcosa è cambiato. Profondamente. E’ bastata la rabbia e stanchezza delle donne argentine che urlando “ni una menos” hanno cercato di dire di no alle tante donne vittime di violenza maschile e femminicidio. E’ bastato solo uno slogan per ritrovarci in tanti altri paesi a dire la stessa cosa: non una di meno. Nessun’altra donna deve scomparire. Vogliamo continuare a vivere e non sopravvivere. Non solo non vogliamo morire ma vogliamo vivere libere dalla violenza maschile e di genere.

E nasce così l’idea di una manifestazione nazionale anche in Italia. La lanciano tre organizzazioni femministe. Era il novembre 2016. Una marea di donne e uomini e tanti e tante giovani a manifestare un’altra idea di società, di convivenza tra differenze. E poi un anno di lavoro, di assemblee cittadine e nazionali, momenti di difficili mediazioni che hanno visto partecipare centinaia di associazioni e singole persone per arrivare a produrre un Piano Femminista contro la violenza.

Abbiamo un piano! Lo abbiamo gridato lo scorso 25 novembre. Un piano integrato che chiede un’altra educazione, un’altra economia, un’altra visione di welfare…9 tematiche per cercare di proporre un’altra idea di società libera dalla violenza patriarcale che tocca e riguarda tutt* noi e che agisce in ogni ambito della nostra vita.

Domani dunque COSPE sarà di nuovo a fianco e a sostegno dello sciopero globale delle donne e ci sembra bellissimo questo invito a passare da #metoo a #wetoogether. Insieme possiamo farcela.

Leggi l’appello di Non una di meno! 


MAPPA delle città d’Italia in cui ci saranno azioni, picchetti, piazze tematiche, presidi durante la mattina e cortei pomeridiani
.