Brasile: libertà di manifestazione a rischio. Protesta per 23 attivisti condannati al carcere.

La situazione politica e quella legata ai diritti civili in Brasile pare sempre più complessa. Forse anche con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del prossimo ottobre. Alla fine di luglio è stata emessa una grave sentenza contro 23 manifestanti che nel 2013 e nel 2014 avevano preso parte ad alcune proteste e manifestazioni.

A 5 anni di distanza il tribunale ha deciso una pena che va dai 5 ai  7 anni di carcere per tutti gli attivisti. La condanna nello specifico non accusa i 23 di atti di violenza o vandalismo ma di “corruzione di minori” e di “associazione criminale”. Zero le prove. 

La risposta della società civile però non si è fatta attendere e ai primi di agosto alcune organizzazioni brasiliane hanno inviato una dichiarazione  all’ONU e alla Commissione interamericana sui diritti umani (IACHR) che denuncia la condanna dei 23 attivisti. In una lettera inviata al relatore speciale sul diritto alla libertà di riunione delle Nazioni Unite, Clemente Voule, e al relatore speciale sulla libertà di espressione CIDH, Edison Lanza, si sottolinea che le accuse contro i manifestanti “costituiscono un tentativo di criminalizzare il diritto alla protesta e si chiede che le Nazioni Unite si schierino con una dichiarazione pubblica sul caso per fare pressione sul governo brasiliano.

Intanto il 14 agosto è il giorno della chiamata internazionale alla “Lotta e alla solidarietà” a sostegno dei #23. Hashtag, pagine facebook e suggerimenti per le azioni di protesta stanno circolando sui sociale sui siti delle associazioni brasiliane. La richiesta è di estendere quanto più possibile la protesta: “questo attacco  – si legge nell’appello – rappresenta un attacco a tutte e tutti coloro che lottano nelle diverse parti del mondo”.

Qui di seguito il comunicato:

Convochiamo tutti i movimenti sociali, le organizzazioni popolari e rivoluzionarie, sindacati, movimenti studenteschi, gruppi di difesa dei diritti umani, intellettuali progressisti ed altri settori della società civile per organizzare azioni simultanee in questa grande giornata di solidarietà e lotta, contro la criminalizzazione dei movimenti sociali ed in difesa del diritto di manifestazione.

Suggerimenti di azioni:

– Manifestazioni di strada nelle ambasciate o consolati brasiliani nei paesi (laddove possibile prevedere la consegna del memorandum in ripudio della persecuzione politica ai 23)

– Dibattiti, seminari contro la criminalizzazione della lotta in università e scuole

– Affissione di cartelloni in sostegno ai 23

– Fasce nei luoghi di studio, lavoro o abitazione in sostegno ai 23

– Sostenere cartelloni e realizzare post nelle reti sociali in sostegno ai 23 e per tutte e tutti coloro che lottano

Suggeriamo che ogni paese o città affronti, insieme alla questione dei 23, dibattiti sul tema della criminalizzazione di coloro che lottano nelle loro località! Abbiamo esempi di prigioni e persecuzioni politiche in ogni parte del mondo, con l´esempio più recente della giovane palestinese Ahed Tamimi che durante sei mesi ha dimostrato coraggio e tenacia, senza piegarsi alla prigione.

Tutte le azioni di sostegno sono benvenute!

Dimostriamo che i 23 non sono soli!

Questo attacco rappresenta un attacco a tutte e tutti coloro che lottano nelle diverse parti del mondo! La nostra lotta è di classe ed internazionale.

Registra le tue azioni di sostegno! In questa giornata divulgheremo post delle manifestazioni che accadranno nelle distinte località! Invia le tue foto o video a:

cebraspo@gmail.com

https://m.facebook.com/liberdadeaospresospoliticosrj

Per maggiori informazioni puoi accedere ai seguenti link:

Justiça Global

CEBRASPO