E se la cura fosse un gesto radicale? Arriva a Firenze il festival radiCARE
Una manifestazione “per le persone, per la città, per la terra. Per chi normalmente sta nei margini”. Appuntamento dal 10 al 12 luglio a Casa Caciolle.
Un festival “per comunità che si prendono cura”. Questo, con le parole del comitato organizzativo, è il significato di radiCARE, festival a ingresso gratuito promosso da un coordinamento di svariate associazioni, gruppi e organizzazioni del territorio. L’inizio delle attività è previsto a Firenze nella serata del 9 luglio, con il tour decoloniale organizzato attraversando le vie del centro storico insieme a The Recovery Plan, proseguendo con l’intero programma di talk, laboratori e iniziative dal 10 al 12 luglio, nella location di Casa Caciolle.
“In questo momento storico, prendersi cura non è un lusso, è un’urgenza. Prendersi cura delle persone, dei nostri bisogni e del pianeta. Prendersi cura della città con uno sguardo nuovo, capace di arrivare dove la luce scarseggia e dove le risorse mancano. Trasformare i margini in luoghi di partecipazione e bellezza” spiegano dall’organizzazione.
Cosa significa nel concreto? Significa laboratori, talk tematici, sessioni assembleari su temi come la transizione energetica nei territori, momenti di divulgazione sull’educazione sessuo-affettiva e sul consenso, sui diritti e sul mondo queer, sulla natura e sul pianeta, su temi di giustizia sociale, di geopolitica e di attualità, come la situazione in Iran e le proteste delle ultime settimane in Albania, pratiche di gioco e di contatto, ma anche mercatini di artigianato, street food, momenti culturali, Dj set, concerti di artiste e artisti indipendenti, e tanto altro ancora. Con una costante: l’approccio di cura, l’accoglienza, i momenti e gli spazi per fermarsi, respirare e ritrovarsi. Un programma ricco e variegato, che è possibile scoprire al link: https://transistor.community/radicare/.
Uno dei passaggi chiave della manifestazione si svolgerà durante la mattinata di venerdì 10 luglio, alle ore 10:00, a Casa Caciolle, durante quella che sarà a tutti gli effetti una presentazione di Care Network, la rete orizzontale di associazioni, gruppi e organizzazioni che vuole “riportare accessibilità, intersezionalità, solidarietà ed empatia nel cuore di Firenze”. Un momento di incontro e confronto, durante il quale l’organizzazione del festival presenterà la propria visione alla società civile, invitando a partecipare cittadinanza, stakeholders, fondazioni, mondo universitario e dell’economia circolare, stampa locale, enti e istituzioni del territorio. La proposta è quella di costruire sinergie e gettare le basi per un sistema di azione dal basso condiviso, multilivello e fondato sui valori e i principi della cura. Una soluzione alla costante privatizzazione degli spazi urbani, sempre più condannati a spazi da consumare invece che elevati a spazi di relazione, trasformando la gestione del contesto urbano in un atto di giustizia sociale e rigenerazione collettiva.
Un festival quindi “ideato per celebrare l’impegno verso la cura, in tutte le sue forme e accezioni sociali. Una manifestazione di incontri, di festa, di cultura e di musica, di arte e creatività al servizio dell’attivismo, nata dalla collaborazione di tante realtà fiorentine che, attraverso il CARE Network e con l’organizzazione di transistor, vogliono portare a Firenze una riflessione viva sul tema della cura. Un invito a sognare e ripensare le nostre città e il modo in cui le abitiamo” racconta Lorenzo Ci, cofondatore della community transistor e direttore artistico della manifestazione.
radiCARe è il frutto di un percorso di cooperazione tra associazioni e realtà fiorentine, sviluppato all’interno del progetto YOU(th) CARE for Change – cofinanziato e promosso da COSPE insieme a 11 partner nell’area euro-mediterranea – e dedicato alla partecipazione giovanile e alla costruzione di spazi e comunità più giuste e inclusive. Un caso virtuoso di connessione territoriale, in cui “la collaborazione tra le realtà coinvolte non era scontata”, e che ha permesso alle associazioni, ai gruppi e alle realtà coinvolte di “conoscersi, scoprendo che tutte condividiamo di fondo gli stessi valori. Per questo abbiamo deciso di gestire insieme i fondi del bando, ma anche la fatica di coordinare budget, documenti ed eventi”, spiegano dall’organizzazione. Proprio legata a YOU(th) CARE è la campagna “Reclaiming Spaces”, che verrà presentata nel corso del festival radiCARE: un’iniziativa lanciata il 3 luglio 2026 in 12 paesi per promuovere la partecipazione delle persone più giovani nella vita pubblica, sotto lo slogan unificante *“YOUTH NEEDS SPACE. SOCIETY NEEDS YOUTH.”* (I giovani hanno bisogno di spazio. La società ha bisogno dei giovani). Un’iniziativa che tocca Firenze, e che animerà città come Praga, Parigi, Bruxelles e Marrakesh.
Il festival quindi è la dimostrazione pratica su larga scala di cosa significhi progettare uno spazio in modo che questo possa essere fruito da più persone possibile, stimolando eventi e laboratori che permettono di coltivare idee e punti di vista nuovi. Il tutto nella chiave dell’inclusività e dell’idea che nessuna persona vada lasciata indietro.
RadiCARE è organizzato e vede le adesioni di: Care Network, transistor, Love My Way, duepunti, IParticipate con progetto W-Star, Asiri, Fridays For Future Firenze, Rinascimento Green, Global Shapers Community Firenze, COSPE con progetto YOU(th) CARE for Change, L’Ornitorinco, MaGnan Impasti in fermento, The Recovery Plan, Centro Creazione Cultura, Generation Europe – The Academy, Punti Lila Firenze, Acomi, Facilitarte, Brigata Basaglia, Playfight, Qispi Kay, Poliamore Firenze, Hamseda, Mediterranea Firenze, Manitese Firenze, Elanor, Edera, Informa Giovani Firenze, Informa Donna, Innesco, Florence Must Act.
È possibile consultare il programma completo e scaricare la brochure al seguente link: https://transistor.community/radicare/
Firenze, 08.07.26







