Stop Rearm Europe ai parlamentari europei: welfare e non warfare. Lettera aperta prima del voto del bilancio UE 2026.
Il coordinamento europeo di Stop Rearm Europe, oltre 800 organizzazioni della società civile ( tra cui COSPE) riunite nella coalizione, ha lanciato un’iniziativa urgente, una lettera aperta a tutti e tutte le/i parlamentari europei per chiedere un cambio di rotta nelle politiche dell’Unione Europea alla vigilia del voto sul bilancio UE 2026: trasferire i fondi dalla guerra alla pace e fare tutto il possibile per evitare il previsto, ingente e scandaloso trasferimento di risorse alla spesa militare.
La lettera (in allegato) sottolinea che le attuali proposte di bilancio e i pacchetti legislativi in discussione prevedono massicci aumenti della spesa militare e favori all’industria degli armamenti, a scapito di politiche di pace e sicurezza umana. Le organizzazioni firmatarie chiedono una sicurezza autentica, centrata sui bisogni umani, la giustizia sociale, la prevenzione dei conflitti e la tutela dell’ambiente, opponendosi a una visione di sicurezza basata solo sul riarmo.
In particolare, nella lettera si chiede:
- Opposizione all’aumento della spesa militare e ai regali all’industria degli armamenti, influenzati dalla crescente delle lobby delle armi sulle politiche UE e l’aumento dei sussidi pubblici al settore militare, a scapito di programmi civili e sociali.
- Difesa delle politiche di pace e sicurezza umana, reindirizzando le risorse verso la diplomazia, la prevenzione e la risoluzione pacifica dei conflitti, la lotta al cambiamento climatico, la tutela dei diritti umani e dell’ambiente.
In concreto si chiede alle/ai parlamentari di usare il loro ruolo per:
- Respingere il bilancio 2026 e riaprire i negoziati per ridurre i sussidi all’industria degli armamenti.
- Difendere le norme sociali, ambientali ed etiche opponendosi al pacchetto “difesa omnibus” che deregolamenta standard e controlli.
- Impedire che il Fondo europeo per la difesa finanzi sperimentazioni militari fuori dall’Europa
- Opporsi alla limitazione della definizione di armi controverse e all’allentamento dei trasferimenti di armi e delle deroghe alle norme su lavoro, ambiente e responsabilità delle imprese.
- Rifiutare il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP 2028-2034)
- Respingere il Fondo per la competitività che destina 130 miliardi di euro a armi e spazio militarizzato, e la diversione di fondi da programmi civili a scopi militari e di riassegnare tali fondi a diplomazia, aiuti esterni, lotta a povertà e disuguaglianze, e risoluzione pacifica dei conflitti.
- Di difendere il ruolo della società civile, denunciando il crescente squilibrio a favore degli interessi delle imprese e si chiede di tutelare la capacità e la legittimità degli attori della società civile di partecipare al dibattito pubblico europeo.
In conclusione, la lettera invita i parlamentari a scegliere la pace, la sicurezza umana e la giustizia sociale, respingendo politiche che rafforzano l’insicurezza e la corsa agli armamenti. Le organizzazioni si rendono disponibili al dialogo e chiedono un riscontro.






