Libano: lo stallo di governo, o della tattica per sfuggire l’attacco dell’orso

Un aggiornamento della rubrica “La Rivoluzione dalla finestra” a cura del nostro Federico Saracini che da Beirut ci racconta giorno per giorno l’andamento di una Rivoluzione “lenta” che osserva, riosservata, il Governo. Per ora immobile.

 

Beirut, 21.11.2019

Finalmente a Beirut è arrivata un po’ d’aria fresca. Termina così la lunga estate Levantina e si entra nell’autunno. Viceversa, quello che non muta è lo stallo politico-economico. A dire il vero più politico che economico, dato che il debito pubblico Libanese non sta affatto fermo. Nella sua corsa in salita verso la vetta dei peggiori titoli di Stato emessi nel 2019 – insieme all’Argentina – si avvicina sempre più al rischio di bancarotta.

L’immobilismo politico invece continua. Forse l’uscente governo sta adottando la tecnica dell’uomo morto di fronte all’accorrente orso bruno – che riporto qua sotto. Magari un giorno potrà tornare utile anche a voi, sia che sarete nei boschi per una passeggiata o al governo del vostro Paese…

“Metodo 3 – Fingiti morto solo dopo che sei stato toccato da un orso bruno o da un orso grizzly. Se l’animale (che non sia un orso nero) ti sta attaccando perché si sente minacciato, puoi tranquillizzarlo fingendoti morto e restando sdraiato a terra. Prova questa tecnica solo dopo che l’orso ti ha colpito o ha tentato di farlo. Sdraiati a terra prono per proteggere i tuoi organi vitali e difendi il collo e la testa con braccia e mani […] Tieni le gambe unite e non opporre resistenza.

Quando l’orso si allontana, attendi 10-15 minuti prima di controllare che se ne sia andato. Se l’animale dovesse vederti muovere, potrebbe decidere di tornare sui suoi passi.”

 

Praticamente siamo nei 15 minuti dal 29 ottobre scorso, giorno delle dimissioni del Primo Ministro. Stanno attendendo che le manifestazioni si sgofino piano piano, che torni la calma, per potersi rialzare e riprendere le proprie attività con la solita nonchalance, magari con un governo che includa giusto qualche nuovo elemento.

Tuttavia il termine della Protesta non pare ancora in vista, l’orso è ancora nei paraggi e li osserva. Solo due giorni fa (19/11), c’era stato un tentativo di riunione del Parlamento che è stato prontamente stoppato grazie a un tam-tam via social media che ha portato migliaia di cittadini a creare un muro umano per impedire l’accesso ai parlamentari. Durante quella che è stata una mattinata di tensione, da un’auto di scorta sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco in aria per far passare un convoglio di auto blu. I manifestanti si sono dapprima allontanati, ma subito ricompattati dietro le auto in fuga al grido di “Thawra! Thawra!..” (Rivoluzione). La seduta parlamentare è poi stata spostata indefinitamente.

Soprattutto dal nord in questi giorni sembra resistere la spinta quotidiana al movimento ad andare avanti. A Tripoli ed Abdeh non passa giorno senza un blocco stradale. A livello nazionale sono invece gli studenti adesso a continuare a scendere in piazza con regolarità nelle maggiori città: a Tripoli, Beirut e Saida. Chiedono di studiare in classe come si sia arrivati a questo punto, alla corruzione dilagante, alla mancanza di servizi di base come l’elettricità e l’acqua, piuttosto che le conquiste di Costantino il Grande.

E forse tornare a studiare farebbe bene anche ai leader di questo Paese sull’orlo di una crisi, non solo economica, ma anche di nervi. Dove non è detto che quello che resta più immobile, nell’attesa che l’orso si allontani, alla lunga avrà la meglio. Perchè gli orsi  sono “animali enormi e potenti; ogni incontro con essi può trasformarsi in una trappola mortale, se non sarai preparato.”

Federico Saracini