Il diritto di esistere – Le battaglie della comunità lgbt nell’ultima monarchia africana

Dopo mesi di silenzio e nella speranza di poter finalmente veder riconosciuti se non i diritti ma almeno la legittimità della associazione, la scorsa settimana è arrivata la doccia fredda per la Eswatini Sexual and Gender Minorities (ESGM).

Il tribunale competente per il registro delle associazioni ha formalmente rifiutato la richiesta  perchè gli obiettivi dell’associazione “possono fuorviare il pubblico o causare fastidio a qualsiasi persona o perché sono indicativi di blasfemia o indecenza…”

Il fondatore di ESGM Melusi Simelane, appresa la notizia ha dichiarato “Il nostro governo ha perpetrato l’omofobia di Stato per così tanto tempo, calunniandoci e perseguitandoci a lungo, senza ammetterlo. Oggi lo hanno ammesso e il mondo può finalmente conoscere il governo di Eswatini per quello che è”

La omosessualità nel Regno di Eswatini, come in diversi stati africani, è un reato, anche se il governo aveva sempre dichiarato che da molti anni questo reato non veniva perseguito. La comunità LGBTI sta subendo delle conseguenze gravi da questa criminalizzazione, a partire dalla discriminazione per l’accesso alla casa, alla scuola, e nei luoghi di lavoro. Studi anche recenti sull’incidenza di HIV/AIDS tra la comunità LGBTI mostrano dati allarmanti in uno stato tristemente noto per il più alto tasso di diffusione di HIV/AIDS al mondo.

ESGM aveva lanciato venerdi scorso uno studio sul tasso di suicidi, violenza e malattie mentali nella comunità LGBTI in Eswatini[1]. Lancio a cui COSPE ha partecipato per supportarne la divulgazione.

Dopo che nel 2018 si era tenuto con grande coraggio il primo LGBTI Pride, ripetuto già con maggiori difficoltà nel 2019, adesso la notizia è stata una doccia fredda o forse, solo la esplicitazione di quanto pervasiva sia la cultura omofoba nel paese.

COSPE sta attivamente sostenendo le battaglie per i diritti del movimento LGBTI con azioni di sensibilizzazione, denuncia e advocacy per la decriminalizzazione e il contrasto alla discriminazione e alla violenza. Dati e casi che sono confluiti nel rapporto ombra sull’applicazione della International Covenant on Civil and Political Rights nel 2018 e attualmente della African Charter of Human and People Rights.

Rispetto a ESGM stiamo anche consentendo loro di operare attraverso un ufficio preso a nostro nome e un conto corrente dove possono ricevere le donazioni internazionali che li tengono in vita in assenza della registrazione formale nel paese.

“È alquanto triste che il nostro governo rifiuti ancora una volta di assicurarci i diritti umani fondamentali, come sancito dalla nostra costituzione del 2005. Tutto quello che chiedevamo era di godere della nostra libertà di associazione. E ce lo hanno negato” conclude Simelane.

 

Vedi anche:

 

[1] Müller, A., Daskilewicz, K. and the Southern and East African Research Collective on Health (2019). ‘Are we doing alright? Realities of violence, mental health, and access to healthcare related to sexual orientation and gender identity and expression in eSwatini: Research report based on a community-led study in nine countries’. Amsterdam: COC Netherlands.