Bomboniere COSPE: un cuore rosso per sostenere le ragazze di Kabul.

Hai in programma una cerimonia: matrimonio, battesimo, laurea? Condividi il tuo sentimento d’amore e gioia con le bambine e donne di Kabul, acquista ora tutti o parte degli ultimi 100 cuori ROSSI che andranno a sostenere il nostro centro donna di Kabul.

L’anno passato una nota giornalista del Corriere della Sera, Viviana Mazza, è andata a vedere con i propri occhi la vita delle donne a Kabul, a conoscere le attiviste che lavorano con noi e il nostro impegno con i centri donne e le case protette. Per la nostra rivista “Babel” Viviana ha scritto un bellissimo pezzo: “Il prezzo più alto”.

Di seguito un piccolo estratto.

“Raccontano che una volta Kabul fosse una città di case basse e cortili con giardini di mandorli e albicocchi, ma è cresciuta caoticamente, con palazzotti e torri di vetro non finite che non hanno portato un vero progresso. Il 56% della popolazione afghana vive sotto la soglia di povertà. Migliaia di bambini che dovrebbero stare a scuola vendono cianfrusaglie agli automobilisti fermi nel traffico. Passavo le notti all’interno della “zona verde”, dormendo nell’appartamento che faceva sia da ufficio che da abitazione all’unica dipendente italiana di COSPE. Uscivo ogni giorno in compagnia di Rohina Bawer, una giovane attivista afghana. Giravamo in un’anonima auto verde, vestite non con il burqa ma con abiti lunghi e con il velo sulla testa, come molte donne a Kabul (…)  Dopo l’11 settembre sono stati fatti progressi in favore delle donne dal punto di vista legale: la legge per l’Eliminazione della violenza contro le donne (Evaw) punisce lo stupro, le percosse alla moglie, i matrimoni forzati e precoci e proibisce il controllo della famiglia sulla scelta del coniuge. Ma queste norme molto spesso non vengono applicate in una società ostinatamente patriarcale, dove le donne sono considerate di proprietà degli uomini, dove i Signori della guerra che hanno combattuto i talebani sono fondamentalisti quanto i talebani, e dove gli alleati occidentali sono sempre meno disposti a condurre una battaglia culturale contro i conservatori che appoggiano il governo. (…)  Latifa Sharifi, avvocata di Hawca, storica associazione femminile afghana con cui COSPE collabora sul progetto “Vite preziose”, aiuta le donne a ottenere il divorzio: è difficile, devi provare di essere stata picchiata; inoltre alcune madri, quando scoprono che i figli dai 7 anni e le figlie dai 9 in su restano col padre, preferiscono sopportare le botte anziché lasciarli. Latifa non dice a suo marito delle continue minacce che riceve per il suo lavoro: «Temo che non mi permetterà più di lavorare». Quando accompagna a scuola i suoi figli, di 8 e 5 anni, controlla sempre che nessuno la segua, ha paura che possano rapirli. Non c’è difesa per donne come lei, un’esigua minoranza nel sistema giudiziario. Benché la società non li riconosca, le donne in Afghanistan sono consapevoli dei loro diritti. Sono il simbolo del cambiamento, ma il prezzo che pagano è di vivere in un limbo di incertezza e di ostilità».

COSPE sostiene le associazioni locali Hawca (Humanitarian assistance for women and children in Afghanistan) e Opacw (Organizzazione per la Promozione delle capacità delle Donne Afghane) nel loro lavoro di formazione e sostegno psicologico e legale delle donne vittime di violenza. Aiutaci a portare avanti questo lavoro, puoi farlo donando su sostieni.cospe.org oppure comprando le bomboniere Cuore.

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Per saperne di più scrivici a bomboniere@cospe.org o chiamaci allo 055 473556