#salvemoslosandes. Firma con noi la petizione su change.org

Sosteniamo la petizione #SalvemosLosAndesEcuatorianos lanciata su Change.org da Ecuador en Peligro. Un appello diretto al Presidente Lenin Moreno  perché vengano annullate le concessioni minerarie autorizzate senza un apposito consenso delle comunità locali, perché sia proibita l’ estrazione mineraria nei territori indigeni, nelle fonti e nelle sorgenti di acqua e perché sia messa in atto una moratoria sulla concessione di nuove autorizzazioni, e che sia portata avanti un dialogo nazionale sul modello di sviluppo. Richieste chiare della società civile che sono anche un’accusa e un grido di dolore per il territorio andino rispetto a come sono state condotte le trattative con  le imprese straniere sulle estrazioni minerarie.  Ne avevamo già parlato rispetto al caso Chevron.

Questa petizione allarga il problema e lo illumina in tutta la sua crudezza.  Di seguito la petizione tradotta in italiano e il link a change.org dove firmare.

Salviamo le Ande Ecuadoriane

Durante il 2016 e il 2017, il governo ecuadoriano ha dato concessioni minerarie a multinazionali straniere per più di 2,9 milioni di ettari di bacini idrografici, boschi protetti e territori indigeni. Queste concessioni sono state autorizzate per lo più a porte chiuse e senza né conoscenza né approvazione della popolazione ecuadoriana e delle comunità colpite.

Questo rappresenta una violazione diretta della Costituzione ecuadoriana e dei trattati internazionali, che avrà conseguenze devastanti sui territori dei popoli indigeni, dei fragili ecosistemi ad elevata biodiversità e colpirà irrimediabilmente le risorse idriche.

Un’indagine finanziata da Rainforest Information Center (RIC) ha rilevato che tra i territori concessi più di 750.000 ettari si trovano in aree dichiarate dal governo come Foreste Protette e un milione di ettari nei territori indigeni.

Ad esempio, quasi la totalità delle 311.500 ettari della riserva Kutukú-Shaimi, dove vivono 5000 famiglie Shuar, sono stati concessi ad una sola impresa mineraria transnazionale.

Kutukú-Shaimi è una delle almeno 39 Foreste Protette dove la agricoltura e l’allevamento sono vietati, ma che ora sono aperte al settore minerario su grande scala. La maggior parte delle concessioni si trovano nell’Hotspot de Biodiversidad de los Andes Tropicales; che non è solo il più ricco di biodiversità delle 36 regioni ad alta priorità per la conservazione nel mondo e ospita centinaia di specie che si trovano in pericolo di estinzione, ma è anche il luogo dove nascono migliaia delle fonti di acqua utilizzate nel paese.

Per dare un’idea della grandezza di questi fatti e della rapidità con cui queste autorizzazioni sono state concesse, basta guardare all’aumento della superficie totale interessata dalle concessioni per l’esplorazione e lo sfruttamento minerario, che nell’aprile del 2016 era di 790.000 ettari e che a gennaio 2018 copriva già 3.9 milioni di ettari, più del 14% del territorio nazionale.

Nonostante al momento non tutte queste autorizzazioni implicano sfruttamento, l’industria mineraria prevede una crescita degli investimenti 8 volte maggiore nel 2021, dovuta ad una “revisione del quadro normativo” che incentiva l’attività mineraria, anche quando questa danneggia comunità e l’ambiente.

La tua firma servirà per sostenere le richieste della società civile che chiede al Presidente dell’Ecuador di:

  1. Annullare le concessioni minerarie autorizzate senza un apposito consenso previo, libero e consapevole delle comunità e delle popolazioni indigene, lo stesso vale per le concessioni autorizzate senza rispettare la consultazione ambientale (Art. 398) e le comunità rurali.
  2. Proibire l’estrazione mineraria nei territori indigeni, nelle fonti e nelle sorgenti di acqua; in zone di ricarica idrica, all’interno del sistema nazionale di aree protette e nelle sue zone di smorzamento; in zone speciali per la conservazione, nei boschi protetti, negli ecosistemi fragili e in zone intangibili.
  3. Mettere in atto una moratoria sulla concessione di nuove autorizzazioni e portare avanti un dialogo nazionale sul modello di sviluppo che il popolo ecuadoriano preferisce per definire il futuro del paese.

Sebbene l’attuale governo abbia espresso la sua disponibilità ad ascoltare le preoccupazioni dei cittadini ecuadoriani, in verità non ha accolto la maggior parte delle richieste di protezione proposte lo scorso 27 settembre del 2017 dalla coalizione delle comunità colpite da queste concessioni, i governi locali e le ONG.

Di fatto, il governo ha rifiutato tutte le protezioni suggerite dalla coalizione tranne una: il divieto di attività minerarie in aree naturali nel Sistema Nazionale delle Aree Protette. Questa protezione è insufficiente dato che i “Parchi Nazionali e le Riserve Ecologiche” lasciano senza protezione i territori indigeni, le fonti di acqua le foreste protette.

La forza sta nei numeri! Firma la petizione e appoggia questa richiesta per ritirare le concessioni minerarie e proteggere la nostra vera ricchezza.

VAI SU CHANGE E FIRMA 

Auditoría en Kimsacocha Foto: Samantha Garrido

22 giugno 2018