Marielle Franco: in morte di un’attivista

“Dobbiamo urlare in modo che tutti sappiano cosa sta succedendo ad Acari in questo momento. Il 41esimo battaglione della polizia militare di Rio de Janeiro sta terrorizzando e violentando i residenti di Acari. Questa settimana due giovani sono stati uccisi e gettati in un vallone. Succede da sempre e con l’intervento militare federale è persino peggiorato.”

Questo scriveva qualche giorno prima della sua morte Marielle Franco, attivista militante del movimento femminista brasiliano, uccisa ieri mentre tornava da una assemblea sui diritti delle donne nere.  “Marielle -ricorda la nostra cooperante in Brasile Martina Molinu-  era una fervente militante femminista e la voce coraggiosa che denunciava le violazioni di diritti che accadono ogni giorno contro le donne, la popolazione nera e gli abitanti delle favelas. Violenze che non trovano né visibilità né giustizia. Le sue denunce raccontavano una storia che pochi conoscono.  Marielle  era anche una figura molto popolare e molto simbolica: giovane madre, donna nera, che termina gli studi con i corsi serali. Si laurea in sociologia grazie a una borsa di studio. La morte di una amica in un confronto tra polizia e trafficanti decidono il suo impegno politico. Non si sa ancora chi abbia organizzato il suo assassinio, un atto premeditato e un messaggio intimidatorio per tutti gli attivisti.  Quello che è successo con una figura pubblica come Marielle ci mostra il termometro di quanto sta accadendo nelle favelas, nei territori indigeni, in ambito rurale.  Oggi è una giornata di profonda tristezza e commozione in tutto il Brasile”.

16 marzo 2018