Antonio Avalos e le “giunte dell’acqua”

“Di tutta l’acqua del Salvador solo il 2 per cento è potabile. Il resto è contaminato dalle industrie e dai rifiuti solidi e agrochimici che vanno a finire nei torrenti e nei fiumi, ormai in via di sparizione”.

Questo il quadro dipinto da Hector Antonio Avalos, presidente di Resprosdam (Red salvadoreña para la protección del agua y del medio ambiente). Ma da questa situazione gravissima ha attecchito e si è sviluppato l’efficiente metodo partecipativo di gestione comunitaria delle “giunte dell’acqua”, di cui Avalos è responsabile.

Ci sono 300 giunte in 8 dipartimenti (su 14 esistenti) del Paese. Si tratta di una terza via, rispetto alla gestione pubblica: al posto dello Stato ci sono piccoli gruppi di cittadini e comitati che gestiscono localmente l’acqua e che si muovono uniti in azioni di sensibilizzazione e presa di coscienza.

Oggi le “juntas” sono impegnate in prima linea nella lotta alle multinazionali, cercano un riconoscimento legislativo da parte dello Stato (come è accaduto in Nicaragua e in Ecuador), una maggiore formazione e una rete sempre più ampia a livello nazionale e internazionale.

“Il nostro potere – conclude Avalos – è stare insieme in reti e comitati. Stiamo facendo un grande sforzo per arrivare al livello nazionale. Tutti i membri delle giunte si autofinanziano e adesso hanno anche il sostegno di COSPE, cosa che ci permette di lavorare al rafforzamento di tutta la rete centroamericana”.

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