Uruguay: approvata legge contro la violenza di genere

Dopo un anno e mezzo di iter parlamentare, è stata finalmente approvata il 13 dicembre a Montevideo la Legge integrale sulla violenza basata sul genere. La legge è frutto di anni di lotte da parte del movimento delle donne e sancisce importanti novità nel sistema legislativo uruguayano.

Intanto, viene riconosciuta la violenza di genere come un problema di salute pubblica e stabilito l’obbligo dello Stato di garantire la copertura universale e l’accesso all’assistenza sanitaria per tutte le donne in situazioni di violenza di genere, per la prevenzione, la riduzione dei fattori di rischio, il trattamento tempestivo e il percorso verso l’autonomia.

Un capitolo importante riguarda la discriminazione sui luoghi di lavoro. Si stabilisce infatti che debbano essere promosse misure per garantire il diritto alla stessa remunerazione per un lavoro di pari valore, senza discriminazioni basate sul sesso, l’età, lo stato di invalidità, lo stato civile o la maternità. Inoltre, stabilisce che si debbano attivare programmi di formazione e inclusione lavorativa per donne con limitate opportunità di lavoro come conseguenza della violenza di genere ricevuta.

La legge stabilisce misure volte a garantire la permanenza delle donne sul posto di lavoro: dalla protezione del salario, al permesso di 24 ore sul lavoro dopo la segnalazione di atti di violenza, al congedo retribuito per i giorni richiesti dall’iter burocratico della denuncia e del processo di uscita dalla violenza, ivi inclusa la presenza nelle sezioni giudiziarie. Se vengono applicate misure precauzionali, la donna non potrà essere licenziata e, nel caso di licenziamento abusivo, si prevedono sanzioni opportune. Se la situazione di violenza si è verificata sul posto di lavoro, si stabilisce il trasferimento o il cambio di ruolo per tutelare la posizione della donna.

La legge prende in considerazione come elemento centrale del processo di uscita dalla violenza il diritto alla casa, stabilendo l’obbligo di predisporre soluzioni abitative sia per il periodo di crisi che durante il percorso verso l’autonomia della donna.

Nell’ambito del sistema giudiziario, si stabilisce la creazione di giurisdizioni giudiziarie specializzate in genere, violenza domestica e sessuale, le quali centralizzeranno le diverse competenze civili, penali e familiari o di altro tipo che possono essere coinvolte nel processo giudiziario.

Infine, la legge stabilisce che saranno generati spazi di attenzione agli uomini violenti, “al fine di contribuire a fermare la trasmissione intra familiare e comunitaria della violenza di genere”.

Un aspetto centrale della legge riguarda l’attenzione alla qualità dell’istruzione e alla formazione opportuna dei docenti. Si stabilisce infatti che il personale educativo debba essere formato in modo da superare gli stereotipi di genere; che devono essere disegnati materiali informativi ed educativi per la prevenzione e la diagnosi precoce della violenza di genere. Stabilisce -come requisito per l’assunzione di tutto il personale negli istituti di istruzione formale- l’assenza di background criminali o amministrativi in materia di violenza fisica, psicologica, sessuale o domestica, considerandoli inabilitanti per la funzione dell’insegnamento.

Infine, la legge dispone come necessaria la creazione di un Osservatorio sulla violenza di genere per il monitoraggio, la raccolta, la produzione, la registrazione e la sistematizzazione permanente di dati e informazioni.

La Intersociale Femminista, in un comunicato emesso il giorno dopo l’approvazione della legge, ha espresso soddisfazione per il gran passo avanti realizzato e reitera la richiesta più volte formulata di incrementare immediatamente il budget destinato alla lotta che si sta conducendo.

Comunicato integrale della Intersociale Femminista

18 dicembre 2017