Le regine di bellezza passano di moda. L’esempio dell’Ecuador

Le regine di bellezza passano di moda! Eclatante la decisione dal Comune di Cotacachi in Ecuador che dal 2014 ha deciso di cancellare il concorso di miss locale, per la prima volta dal 1960 ad oggi, e di non inviare nessuna candidata al concorso nazionale.

Una piccola iniziativa popolare e locale che ha comunque innescato un dibattito nazionale: a decidere di annullare questo tipo di manifestazioni, che impazzano ovunque, specialmente in America Latina, è stata l’Assemblea Comunale del Bilancio Partecipativo, un’istituzione a partecipazione cittadina che qui esiste dal 1996,  dopo un lungo dibattito che aveva investito anche i social media.

“I concorsi di bellezza istigano alle diseguaglianze –ha detto Jomar Cevallos, il sindaco che appartiene al partito indigeno al governo proprio dal 2014, Ally kawasi (Buon vivere) – e alimenta stereotipi: al suo posto è stata istituita la festa della Donna cotacheña  e celebrate tutte le donne della regione”.

“Noi donne, ha incalzato Ana Flores -una cittadina di Santa Ana de Cotacahi che si è espressa via facebook-non siamo nè regine né principesse, non vogliamo essere oggetti commerciali nè fenomeni da fiera di Paese”.

Una piccola rivoluzione dunque che ha messo quasi tutti nella cittadina ecuadoregna, anche l’ultima miss in carica Yesenia Gòmez che ha commentato con garbo: “Mi è sembrato favoloso lasciar perdere la elezione della “sovrana” del luogo, perché qui siamo tutte belle!”

Le fa eco Rafael Camino coreografo, direttore del corpo di ballo “Jacchinga”, sempre presente nelle feste della regione: “Mi sembra assurdo che le donne debbano comparire in costume davanti a una giuria o mascherarsi da quello che non sono. E’ necessaria l’uguaglianza tra tutti”.

Arriva dunque da una piccola cittadina, protagonista tra l’altro – e non a caso – del primo esperimento del Paese sudamericano in fatto di partecipazione, un esempio sociale che, pur avendo suscitato dibattito e anche molte polemiche, arrivate fino al Presidente, Rafael Correa, è soprattutto un modo per riflettere su diritti delle donne, uguaglianza e discriminazione. Tutto questo in un Paese come l’Ecuador dove tra l’altro anche la partecipazione delle candidate di origine india o afro ai “reinados” di bellezza, suscita ancora scalpore, è un esempio di coraggio e di ribellione della cittadinanza a fenomeni strettamente commerciali, che niente hanno a che vedere né con le tradizioni di un luogo, né con l’esaltazione della figura della donna.

Il budget già stanziato quell’anno per il concorso è andato in una lotteria che ha spedito il vincitore alle Galapagos.

Foto di  Joffre Flores /ntoizia originale de EL COMERCIO 

11 gennaio 2017