A Jendouba l’informazione è donna: da oggi al via sul web Radio Rayhana

“Attraverso la nostra radio vogliamo dare voce alla comunità di Jendouba partendo dal punto di vista delle donne sul nostro territorio, le sue relazioni e le contraddizioni che lo attraversano”

Si è conclusa con queste parole la conferenza stampa del 30 novembre scorso che ha annunciato ufficialmente il lancio di Radio Rayhana, la prima emittente radiofonica associativa del nord ovest della Tunisia e prima radio associativa con una regia tutta al femminile.

Radio Rayhana avvia così la sua diffusione sperimentale sul web, con una programmazione di quattro ore giornaliere ricca di reportage e di trasmissioni che raccontano le sfide della regione di Jendouba attraverso un’ottica di genere. La radio nasce come mezzo di informazione indipendente e come strumento di partecipazione delle donne nella vita associativa e mira a ridare la giusta dignità alle esperienze delle donne attive e impegnate nella trasformazione del territorio. Attraverso un’informazione indipendente che nasce con un approccio di giornalismo comunitario.

Radio Rayhana però ha l’ambizione di dare al voce alla comunità in maniera innovativa, affrontando tematiche complesse attraverso il racconto della quotidianità di chi vive il territorio. Tematiche privilegiate saranno infatti la sovranità alimentare e delle risorse naturali, l’educazione alimentare e ambientale, la distribuzione delle terre e la gestione dell’acqua, sempre con un’attenzione all’impatto sulla vita delle donne e facendo emergere il valore del lavoro e il contributo delle donne, spesso invisibilizzato dalla narrazione ordinaria.

Una sfida importante, in particolare considerato il contesto complesso di Jendouba, regione transfrontaliera con l’Algeria e particolarmente significativa per le sue contraddizioni sociali, economiche e politiche. La radio delle donne si inserisce in un panorama di radio associative che sono fiorite in moltissime regioni del paese, trasmettendo su web o in Fm. Ed è già attiva in una dimensione di rete con altri media locali indipendenti a livello regionale e nazionale, per favorire lo scambio di buone pratiche e con l’obiettivo di consolidare il rispetto di una buona qualità dell’informazione nella fase post-rivoluzionaria del paese.

Dopo la rivoluzione la Tunisia ha vissuto dei cambiamenti importanti che hanno investito in particolare il settore mediatico. In soli cinque anni si è passati da un sistema mediatico concentrato nella capitale e da un monopolio di Stato sul settore radiofonico e televisivo, al riconoscimento del terzo settore dell’audiovisivo, il settore associativo, al lato del pubblico e del privato. Grazie alle mobilitazioni degli attori associativi che rivendicavano la liberalizzazione delle onde, ma anche il decentramento dell’informazione, oggi la Tunisia gode di una rete di radio associative FM e web, un modello di pluralismo unico nei paesi del Maghreb -Mashrek.

“Il nostro percorso collettivo di giovani donne della regione è stato lungo e complesso, abbiamo fatto nostro lo strumento della radio con la pratica quotidiana e siamo pronte oggi per lanciarci sullo spazio pubblico con una programmazione sperimentale. Non parleremo solo delle donne o per le donne, daremo voce alla comunità ma attraverso una visione delle donne sul nostro territorio”. Queste le parole di Marwa, una delle giornaliste della redazione.

La radio nasce dalla collaborazione tra l’associazione Rayhana delle donne di Jendouba e l’ONG COSPE e ed è stata supportata nel suo sviluppo da Deutsche Welle, il fondo Aswatona e l’Ong WACC. COSPE sostiene il movimento delle radio associative in Tunisia dal 2012 e ha accompagnato la nascita di Radio Regueb Révolution e dell’associazione rappresentativa delle radio associative in Tunisia in collaborazione, tra gli altri, con l’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie (AMARC).

Qui la diretta della conferenza stampa seguita da Radio EL Kef regionale.

Nella foto un momento della conferenza stampa.