COP22: COSPE incontra il Ministro dell’ambiente Galletti

Nel pomeriggio del 17 novembre, la delegazione italiana di associazioni appartenenti alla Coalizione Clima di cui anche COSPE fa parte, ha incontrato a Marrakech il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che rappresenta l’Italia nell’ambito della Cop22.

Al Ministro, impegnato nei negoziati sul clima, la Coalizione ha presentato i principali punti contenuti nel documento unitario diffuso dalla Coalizione prima dell’avvio della Conferenza di Marrakech.

Si chiede in particolare al governo italiano di: contribuire fattivamente al ruolo di leadership dell’Europa nell’attuazione dell’Accordo di Parigi; realizzare una strategia e un piano per la decarbonizzazione al 2050; riscrivere la SEN; aumentare gli impegni relativi alle azioni di riduzione delle emissioni di gas serra e all’ adattamento; implementare azioni per rendere effettivi i principi contenuti nel preambolo dell’Accordo di Parigi, tra cui Diritti umani, giusta transizione dei lavoratori ed equità intergenerazionale; implementare veri processi partecipativi e democratici con il coinvolgimento delle comunità locali e delle parti sociali;definire con certezza gli impegni finanziari e tecnologici del Fondo verde per il Clima.
Durante l’incontro si è parlato della necessità di varare in tempi certi una road map per la decarbonizzazione e piani di adattamento, della necessità di garantire la coerenza tra politiche nazionali e impegni assunti in sede internazionale, della provenienza dei fondi italiani destinati al Climate Green Fund e degli indirizzi relativi al loro utilizzo, della relazione tra trattati di libero scambio e azione climatica, delle proposte del governo per l’inclusione della società civile nel disegno dei piani di azione, della maggior ambizione da garantire all’ NDC nazionale.
Il ministro Galletti ha confermato di ritenere irreversibile l’accordo di Parigi, come già dichiarato nello statement  in plenaria a COP22: l’irreversibilità è data in primo luogo proprio dalla pressione dell’opinione pubblica, ha detto.

La Coalizione Clima precisa a tal proposito che il ruolo realmente ricoperto in Italia dalla società civile attiva sulle tematiche connesse al cambiamento climatico non é adeguatamente riconosciuto: gli spazi di concertazione reale non ci sono e la consultazione è elemento ad oggi non sufficiente a garantire una reale inclusione delle istanze e delle proposte delle organizzazioni sociali nel varo delle politiche climatiche ed ambientali.

Secondo Galletti, altrettanto irreversibile risulterebbe “la via dell’ambientalizzazione in italia”. In questo caso “la motivazione non è solo morale ed etica ma economica”. Queste affermazioni non trovano solo parziale riscontro riscontro nella realtà italiana: il movente economico come ratio del cambiamento di paradigma necessario a salvare il pianeta dal caos climatico è da considerarsi limitato in assenza di una politica nazionale di indirizzo. In merito i convenuti hanno espresso preoccupazioni circa l’efficacia delle politiche energetiche, infrastrutturali ed industriali del paese e circa l’efficacia operativa dell’accordo. Su questo ultimo punto, il Ministro ha precisato che il Paris Agreement “potrá essere reso piú efficace in futuro dai meccanismi di governance previsti dal testo”.

COSPE alla fine del confronto con il Ministro ha consegnato il documento “Acqua e urgenza climatica: una soluzione concreta per l’adattamento” ribadendo che l’acqua è al centro della questione dei cambiamenti climatici come riportano gli ultimi dati del 2016 delle Nazioni Unite, 2 miliardi di persone vivono in condizione di stress idrico, 1,8 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile, il 90% delle catastrofi naturali sono legate all’acqua. L’acqua è dunque uno dei principali fattori che impatteranno su popolazioni e ambiente. Il cambiamento climatico colpisce l’intero ciclo dell’acqua, impatta negativamente sulla quantità e qualità delle risorse idriche rendendo più difficile l’accesso ad acqua e favorendo quindi i continui conflitti tra le popolazioni per la distribuzione e la gestione della stessa.

Il documento afferma che la gestione sostenibile delle risorse idriche e l’ equo accesso all’acqua sono fattori chiave per fronteggiare il cambiamento climatico: l’accesso all’acqua potabile e a uso agricolo sostenibile sono decisivi nel migliorare la condizione di vita delle popolazioni di tutto il mondo e aumentarne la resilienza.

Per questo COSPE chiede un impegno del Ministero dell’Ambiente per l’inclusione della priorità legata all’accesso all’acqua e ai servizi igienico­-sanitari per tutti all’interno dell’implementazione dei contributi nazionali italiani e dell’Unione Europea (INDCs).

nella foto: Marirosa Iannelli e il Ministro Galletti

In allegato il documento COSPE