Acqua e Clima alla COP 22: priorità che non possono aspettare

 

Il 12 Dicembre 2015 195 Paesi hanno ufficialmente adottato l’accordo sul clima di Parigi – The Paris Climate Agreement- dopo due settimane di intense negoziazioni e viene definito un accordo storico ed epocale da capi di Stato, politici e giornalisti di tutto il mondo. Dopo il fallimento di numerose COP, a Parigi va in scena un sicuro successo diplomatico con l’obiettivo principale di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C e di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra. L’accordo è stato il primo ritenuto di carattere vincolante e mondiale per la lotta ai cambiamenti climatici, ma nella concretezza dei fatti il carattere vincolante non è purtroppo supportato da meccanismi di controllo definiti e non sono previste sanzioni per le violazioni degli impegni presi. Ecco perché senza un quadro giuridico coercitivo e un sistema di controllo adeguato gli ambiziosi obiettivi della COP21 rimangono in molti casi e per molti Paesi una dichiarazione di intenti e la responsabilità delle varie parti non è ad oggi sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Fra le mancanze e le criticità rilevate però dall’accordo, oltre alle questioni legate a decarbonizzazione, REDD+, loss and damage, adattamento e sussidi per i paesi in via di sviluppo, è anche evidente l’assenza di una menzione specifica che riguardi l’Acqua, nonostante sia un elemento centrale nella lotta al cambiamento climatico. Gli unici punti di rilevanza riguardano il riferimento al post 2015 Sustainable Development Framework dove l’acqua rappresenta uno specifico obiettivo, il Goal 6; il riferimento nell’introduzione ai diritti umani, dove il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico sanitari è stato riconosciuto un diritto fondamentale nel 2010; l’accento posto sull’adattamento, dove l’acqua è una tematica essenziale; l’enfasi posta sugli INDCs, dove l’acqua è la prima priorità per l’adattamento. Citando il Ministro dell’Ambiente del Marocco  “quando si parla di cambiamento climatico si parla dell’Agenda di Sviluppo Sostenibile; non si possono raggiungere gli obiettivi dell’Agenda senza rimarcare il nesso tra questi ultimi e l’accordo entrato in vigore a Parigi”; inoltre “le Water crises sono state inserite dal World Economic Forum tra i 10 maggiori rischi globali per lo sviluppo economico dei Paesi più sofferenti”.

Da qui scaturisce la necessità durante questa COP in corso da Lunedì scorso, di richiamare l’attenzione sul tema Acqua perché diventi prioritario nell’applicazione degli intenti dichiarati. Già nel Luglio di quest’anno, in preparazione alla ventiduesima  conferenza delle parti, si è tenuta in Marocco la cosiddetta Mini Water COP – la Conferenza Internazionale su Acqua e Clima – risultato di una call ministeriale di 22 Paesi africani e con la partecipazione di 650 decisori politici, rappresentati di organizzazioni legate alla difesa e tutela dell’acqua, istituti di ricerca, membri della società civile provenienti da 40 Paesi nel mondo.  Lo scopo centrale della Mini Water COP è stato quello di enfatizzare l’importanza dell’implementazione  e del finanziamento di iniziative legate all’acqua. I ministri hanno sottolineato l’urgenza di includere la tematica della gestione dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari nei negoziati sul clima che stanno proseguendo a Marrakech, hanno posto la necessità di agire sulle capacità di recupero e di adattamento, integrando l’acqua nelle discussioni sull’ adattamento, sull’adozione di piani di azioni prioritari sia per l’acqua che per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, migliorando l’accesso ai finanziamenti per i progetti idrici provenienti dai fondi annuali stabiliti per il clima, e incoraggiando il coinvolgimento della società civile ad una partecipazione attiva per il miglioramento della qualità della vita legata all’accesso all’acqua.

In questo frangente anche COSPE sarà presente da oggi a Marrakech per sostenere la necessità di menzioni specifiche riguardanti l’acqua all’interno dell’attuazione degli intenti dichiarati dalle parti, continuando a porre l’attenzione mondiale sull’urgenza della concretizzazione del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e sulla lotta all’accaparramento idrico come punto focale per la lotta al cambiamento climatico.

di  Marirosa Iannelli  – Advocacy Officer For Land And Water Struggles

 

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