Ramallah: la marcia delle donne per il salario

Erano a decine, di fronte al Consiglio dei Ministri di Ramallah, le donne che si sono riunite per protestare contro la mancata applicazione della legge sul salario minimo. A organizzare la manifestazione, che poi è proseguita con una marcia pacifica fino alla piazza Yasser Arafat,  la PWWSD (Palestinian Working Woman Society for Development) e la DWRC (Democracy and Workers Rights Centre), entrambe associazioni  nostre partner in un progetto per il rafforzamento delle organizzazioni sindacali in Palestina.

La legge sul salario, che esiste dal 2013, non è praticamente applicata mentre le condizioni di migliaia di lavoratori sta peggiorando, dovuta alla crescente disoccupazione, mancanza di adeguate misure di sicurezza e diritti violati.  In molti hanno partecipato alla manifestazione con cartelli che chiedevano infatti oltre alla legge sul salario minimo, anche maggiori opportunità di lavoro, salario equo e una vita dignitosa.

Hana Qayssi, la coordinatrice del progetto, ha detto in un comunicato che “Da quando il Consiglio dei Ministri ha stabilito il salario minimo, i lavoratori e le lavoratrici palestinesi hanno continuato a soffrire una serie di violazioni, in particolare le donne, che si sono viste negare le ferie, la maternità il salario e hanno dovuto accettare spesso condizioni di lavoro con bassi standard per la salute e la sicurezza”.

“La protezione dei diritti delle lavoratrici -ha aggiunto Qayssi – sono una componente essenziale del sistema sociale di protezione. Le attuali condizioni sono inaccettabili.  La nostra gente non possono più rimanere in silenzio”.

Il progetto di rafforzamento della società civile di cui COSPE è partner, è proprio indirizzato a quell’ampio  numero di lavoratori dei settori pubblici e privati marginalizzati o non organizzati in sindacati. Ma punta anche a rafforzare le Unioni sindacali di base e le organizzazioni comunitarie per la difesa dei diritti fondamentali e la libertà in Palestina e perchè le leggi internazionali sui diritti umani e sugli standard sul lavoro siano rispettati.

Un primo risultato si può leggere nella forza di questa manifestazione e dal fatto che una delegazione di donne è stata ricevuta dal Segretario Generale del consiglio dei Ministri, che ha espresso la volontà di approfondire la questione durante prossime consultazioni con i nostri  partner ed altre organizzazioni sindacali.