Referendum in Grecia: ‘Non abbiamo niente da perdere’

Grecia referendum

Sono molte le persone che dicono: cosa abbiamo da temere dopo 5 anni che viviamo nella paura?Georgia Tsismetzoglou, giovane documentarista greca partner di COSPE per il progetto di web documentary “Women in between” commenta così la situazione greca e l’imminente Referendum per rimanere o meno in Europa (5 luglio), per accettare o meno le politiche europee di austerity che negli ultimi 5 anni hanno messo in ginocchio il paese.

La situazione degli ultimi anni – continua- ha distrutto la classe media e adesso in Grecia ci sono molte persone in condizioni di povertà estrema. Persone che si avvalgono di servizi sociali, della mensa popolare e dei servizi sanitari messi su da movimenti di solidarietà e volontariato. Non sono migranti ma i tuoi vicini di casa, i tuoi amici, che hanno perso il lavoro e che non sanno come fare a sostenere la famiglia. Questo fa paura, il senso di precarietà fa paura”.

Georgia è documentarista e giornalista e per il suo lavoro ha fatto reportage e scritto articoli sulla attuale situazione greca, ma non importa fare inchieste approfondite per raccontare la drammatica realtà e la vita quotidiana in un paese dove il salario medio è stato dimezzato, dove c’è il 90% di disoccupazione e dove le persone che lavorano, lavorano sotto ricatto: “Se hai un lavoro – dice Georgia – pur non sapendo se sarai o meno pagato a fine del mese, devi stare zitto e accettarle condizioni più  degradanti per potertelo tenere”.

Adesso il Referendum è alle porte e sarà cruciale per la Grecia e per l’Europa tutta. “Ci sono manifestazioni per il fronte del no e del sì. C’è molta propaganda sui media e sono in molti ad essere spaventati dall’eventuale scenario dell’uscita dall’Unione Europea, ma ce ne sono altrettanti che dicono “cosa ci può succedere di peggio?”.
In Grecia viviamo da almeno 5 anni davvero un uno stato di terrore e provare a cambiare le cose è l’unica soluzione. Pare che il fronte del no! sia in vantaggio. Ma forse è solo la mia percezione. In realtà non sono così ottimista”.   

Il progetto “women in between”, ideato dal Maboula Collective, un collettivo di video maker e artisti di varie nazionalità europee, è  in via di realizzazione e racconterà storie di donne sulle due rive ( nord e sud) del Mediterraneo. Sarà u modo per raccontare in presa diretta quello che accadrà in Grecia dal punto di vista delle donne, i soggetti più colpiti anche dalle politiche di austerity.  

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