COSPE sull’Enciclica ‘verde’ del Papa: un messaggio di modernità e coraggio

La tanto attesa Encliclica “verde” di Papa Francesco richiama l’attenzione dei governi sulla crisi ambientale, riportando al centro della discussione un tema sul quale da tempo le associazioni come COSPE portano avanti progetti e campagne.
L’Enciclica è stata resa pubblica da poco e già fa discutere. COSPE saluta con favore i contenuti e l’approccio dell’Enciclica dedicata alla crisi ambientale. Con il documento, che porta l’emblematico titolo di Laudato sii, la Chiesa cattolica prende con energia l’impegno di richiamare alle proprie responsabilità la comunità dei credenti e di tutti gli uomini e le donne nella custodia e nella tutela del nostro pianeta e della sua biodiversità.

È un invito, al di là delle differenze ideologiche e delle appartenenze religiose, necessario a unirci nell’ottica di un obiettivo comune”. dichiara Fabio Laurenzi, presidente COSPE.
“Il Papa apre oggi una breccia nel silenzio e nell’assuefazione con cui istituzioni, governi e società sembrano accettare come inesorabili il cambio climatico, l’estinzione di specie vegetali ed animali, la distruzione dei paesaggi e il primato del profitto economico sui limiti dati dagli equilibri ecosistemici”.
“Dopo aver parlato senza mezze parole dell’oscenità della corruzione politica, il Papa traduce questo appello all’azione e alla necessaria riconversione del nostro modello di sviluppo, in Italia ed Europa, come nel resto del mondo”.

COSPE è impegnato da sempre su molte di queste sfide, come la questione dell’acqua, attraverso la campagna contro il Water Grabbing, che afflligge moltissimi paesi in Africa e Sud America, ma che è ormai presente anche in Europa, la questione del cambio climatico, con il progetto Climate Change o la revisione della carbon footprint dell’organizzazione, la questione dei principii delle politiche di sviluppo, con diversi progetti sull’economia sociale e solidale, o la questione dell’ecologia ambientale, sociale ed economica, attraverso ad esempio la concezione di una scuola internazionale di agro-ecologia.
Il cambiamento climatico e la questione dei principii delle politiche di sviluppo come il rispetto dei diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli, sono gli altri fronti che ci vedono impegnati in 100 paesi del mondo e in Italia per un cambiamento reale di prospettiva, proprio come si augura Papa Bergoglio.

I concetti utilizzati nell’enciclica, come Terra Casa Comune o Clima Bene Comune, sono di straordinaria modernità e riflettono il coraggio di porre la questione democratica rispetto alla crisi ambientale” commenta Gianluca Solera, direttore del dip. Italia/Europa/Mediterraneo e Cittadinanza globale di COSPE. “Non è un caso che a lanciare questa enciclica sia  un papa latinoamericano. L’America latina è un continente di grande sperimentazione in questo campo, pensiamo alla legge quadro sulla Madre Terra in Bolivia o alla costituzionalizzazione del diritto della Natura ad esistere in Ecuador (L’Ecuador è stato il primo Paese a riconoscere i diritti di Madre Terra nella sua Costituzione)”.

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