Rossi risponde a COSPE su accoglienza profughi: il governo la assuma come priorità

Rispondendo a Fabio Laurenzi, presidente di  COSPE,  il Governatore della Regione Toscana  Enrico Rossi, ribadisce il suo impegno nei confronti dell’accoglienza dei profughi che arrivano in Europa secondo un modello ormai consolidato in Toscana: quello di un’accoglienza “diffusa” e rispettosa e ne spiega le ragioni.

“Ritengo che tutti siamo consapevoli che per prima cosa le persone che cercano di arrivare in Europa, parlo di Europa e non Italia poichè i numeri dimostrano che solo una minima parte desidera stare nel nostro paese, siano esseri umani esattamente come tutti noi, ma che diversamente da noi sono in fuga da guerre e carestie. Dobbiamo a questo punto porci il problema di come affrontare la situazione perchè non possiamo pensare di poter semplicemente alzare dei muri. La storia ha dimostrato che questo non funziona. Il mio non è certo buonismo: è buon senso. Per questo l’Italia deve far sentire forte la sua voce in Europa. Soprattutto ora che ci troviamo a fronteggiare le conseguenze della guerra dell’Isis in Siria e la catastrofe umanitaria che ormai riguarda un pezzo dell’Africa che si riversa sulle sponde del Mediterraneo. I numeri delle persone che dovremo accogliere in Italia non devono spaventarci. Ma serve la politica per programmare gli interventi. Per questo chiedo che il governo assuma il problema come una priorità. La Regione si propone come punto di riferimento essenziale per collaborare con i Sindaci per riproporre il nostro modello che nel 2011 ha funzionato meglio rispetto a quello di altre Regioni. O vince la solidarietà o prevarranno gli egoismi e le tensioni. Non facciamo l’errore di costruire strutture impossibili da gestire. Non è certo mia intenzione sottovalutare quanto sta accadendo, ma alimentare questo già caldissimo clima che attualmente ci circonda non costituisce la soluzione al problema. Credo che un compito delle istituzioni sia quello di investire anche per quanto riguarda il rispetto dell’altro e favorire un’integrazione sana e serena, combattendo il crimine quando si presenta e offrendo, allo stesso tempo, qualche possibilità di riscatto a chi ha come ‘colpa’ quella di sfuggire da guerre e carestie”.

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