COSPE su Unione Europea e ultima dichiarazione su OGM: “pura demagogia”

Comunicato stampa – Con una dichiarazione del 22 aprile scorso e una proposta legislativa per modificare il regolamento 1829/2003 su alimenti e mangimi, l’Unione Europea ha aumentato di 10 le autorizzazioni di prodotti OGM che possono liberamente circolare nei territori europei e rinnovato 7 autorizzazioni esistenti. Numeri che si vanno ad aggiungere ai 58 ogm già autorizzati.
Per bocca del Commissario per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e con il parere positivo dell’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare)  la UE ha affermato che “la Commissione ha ascoltato e preso atto di molte preoccupazioni dei cittadini europei e ha rivisto la propria posizione in ambito di ogm”. Un annuncio che dà inoltre molta enfasi al fatto che gli Stati membri potranno liberamente decidere per l’utilizzo o meno degli Organismi Geneticamente Modificati per mangimi o cibo -letteralmente “for food and feed”.

“Una posizione inaccettabile – dice Fabio Laurenzi di COSPE – che  a differenza delle dichiarazioni concilianti della Commissione Europea non esclude che in futuro gli Ogm siano destinati al consumo umano, e non lascia davvero agli Stati membri  la possibilità di decidere dato che ogni Stato in caso volesse bandire dal proprio mercato un prodotto Ogm dovrà portare all’ EFSA  motivazioni articolate e contrarie da quelle utilizzate dall’autorità europea al momento dell’approvazione. Non è chiaro quindi come regime questo si concilii con il principio di precauzione utilizzato finora”.  Si tratta della clausola –Opt-Out che, nonostante la retorica UE sulla libertà di decisione spostata sui Paesi membri, di fatto non potrà fermare le regole  mercato del mercato unico vigenti in Europa che parlano di libera circolazione delle merci.

“Pura demagogia dunque– aggiunge il presidente di COSPE –  di un’iniziativa che di fatto, aprirà ancor di più il mercato Europeo a prodotti Ogm come del resto è accaduto ieri , con il rischio di un ulteriore colpo alla piccola produzione di qualità e alla sovranità alimentare. COSPE  da sempre lavora in questo campo in tutto il mondo e in Europasi è già espresso più volte duramente contro un modello agricolo industriale, non sostenibile e di alto impatto ambientale. Quello cioè che si sta promuovendo con la kermesse di EXPO. Si intende questo – conclude Fabio Laurenzi – per “nutrire il pianeta”? E’ questo lo scenario  che rischiamo di trovarci con il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti)?”.

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