Egitto, un appello per i diritti umani nel Paese

Torture e trattamenti inumani in carcere, arresto e detenzione indiscriminata di manifestanti, leggi liberticide: la situazione dei diritti umani in Egitto è sempre più complicata. A sottolinearlo è un gruppo di organizzazioni internazionali per i diritti umani attive nel Paese, che lanciano un appello alla società civile internazionale perché si mobiliti per la causa egiziana.

L’appello, firmato tra gli altri da Amnesty, Human Rights Watch, e CIVICUS a margine dell’Universal Periodic Review (UPR) egiziano dello scorso 5 novembre, sottolinea le tendenze preoccupanti nel campo dei diritti umani nel paese nordafricano, a partire dalla repressiva Legge sulle associazioni, che da’ al Governo egiziano grandi poteri di limitazione alle attività delle organizzazioni della società civile. Gli attivisti rischiano anni di prigione e multe salatissime anche solo per il possesso di materiale considerato “minaccioso per l’interesse nazionale egiziano”, che può costare anche 25 anni di prigione.

Continuano anche gli arresti e la detenzione indiscriminata di attivisti, giornalisti e critici del regime, tra cui anche il blogger Alaa Abdel Fattah (socio onorario COSPE), e migliaia di egiziani incriminati solo per la loro appartenenza ai Fratelli Musulmani. In carcere, denunciano le organizzazioni firmatarie, continuano anche le pratiche illegali di tortura e maltrattamento dei detenuti. Intanto, anche la liberticida “Legge sulle proteste”, che vieta di fatto ogni manifestazione non autorizzata dal governo, è stata ulteriormente inasprita, permettendo alle forze di polizia di reprimere in modo violento contro manifestanti pacifici.

Una situazione sempre più grave, che il Governo egiziano si rifiuta di riconoscere, e per la quale le organizzazioni firmatarie dell’appello chiedono la solidarietà e l’attivismo di tutte le organizzazioni per i diritti umani del mondo. Le richieste contenute nella petizione vanno dalla cessazione di tutte le violazioni dei diritti umani e delle libertà degli attivisti egiziani al ritiro della repressiva legge sul divieto di manifestazioni non autorizzate, dal rilascio di attivisti e critici del regime detenuti all’introduzione di nuovi decreti che garantiscano la libertà di espressione, di parola e di riunione, fino all’avvio di indagini sui casi di violenze e omicidi perpetrati dalle forze militari e di polizia nei confronti di dissidenti e attivisti.

Ovviamente COSPE aderisce con convinzione all’appello, e chiede che le violazioni dei diritti umani e le restrizioni alle libertà civili in Egitto terminino immediatamente.

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