L’Europa (e l’Italia) che non vogliamo: no! alla fine di mare nostrum

Sebbene  “Mare nostrum” si stata un’operazione  piuttosto controversa e più volte criticata come politica di riduzione del danno e che non entrava davvero nel merito della cause delle migrazioni, ha rappresentato anche una, l’unica,  possibilità di salvataggio per ben 140.000 persone che hanno rischiato la morte nel Mediterraneo.

La speranza però era che fosse anche il primo passo per un impegno politico più forte dell’Europa: per  l’attivazione di corridoi umanitari e di più vasti piani di reinsediamento, ma soprattutto per la risoluzione e la prevenzione dei conflitti.

Con la fine di “Mare nostrum” annunciata dal ministro Angelino Alfano invece l’Italia (e l’Europa) sembra fare piuttosto un passo indietro: “Per il ministro,  sembra che conti soprattutto il risparmio di alcuni milioni di euro e il mantenimento del consenso elettorale di una parte politica, nutrita con giustificazioni ciniche che indicano Mare Nostrum come fattore di attrazione dei migranti” – Francesco Petrelli, dice il portavoce di CONCORD Italia – “Mare Nostrum ha un significato etico e politico che va ben oltre l’impegno di rimanere all’interno della soglia del 3% del deficit sul bilancio pubblico”. 

Concord Italia (di cui COSPE fa parte) nel suo recente comunicato chiede quindi al Governo e al Parlamento Italiano di proseguire con decisione con l’operazione Mare Nostrum, di discutere al più presto su un approccio comprensivo, di politica estera ed interna, del nostro paese e dell’Unione Europea sui conflitti, la protezione internazionale, l’accoglienza di profughi e il rilancio di una politica mediterranea per lo sviluppo umano.

Leggi il comunicato di Concord 

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