Trasparenza e diritti: una strada verso la democrazia in Egitto

“My right to Know” è la campagna che nasce in Egitto con due obiettivi principali: accesso completo e trasparenza alle fonti di informazione, specialmente quelle connesse al bilancio pubblico egiziano, alle statistiche nazionali e ai processi di decisione interni al governo, e promozione della libertà di espressione in tutte le sue forme attraverso gli strumenti legislativi e regolatori, allo scopo di fornire accesso a tutti i mezzi d’informazione ai cittadini, che siano scritti, audio visivi e/o online.

Il Cairo è stato il punto di convergenza di 66 partecipanti provenienti da 47 organizzazioni della società civile e 15 media da 6 governatorati (Cairo, Giza, Menya, Fayoum, Gharbeya, Suez) che si sono riuniti lunedì 24 febbraio 2014 per sottolineare la necessità di emanare nuovi meccanismi legislativi per poter applicare gli articoli costituzionali emessi nel 2012 e nel 2013, i quali enunciano chiaramente la possibilità di disporre e di scambiare informazioni ufficiali da parte di tutti i cittadini, e per riflettere i criteri internazionali inerenti all’effettivo accesso di tutte le piattaforme di informazione (scritte, audiovisive, online).

Il networking tra le organizzazioni della società civile e i media è un fattore chiave per la promozione del diritto di informare e di essere informato” ha dichiarato Ayman Abd Al Wahab, esperto al Ahram Cener for Strategic and Political Studies. Inoltre ha sottolineato che “la riservatezza di alcune informazioni dovrebbe essere un’eccezione, senza violazione della privacy dei dati personali”. Mahamoud Abd Al Fattah, un avvocato e un ricercatore in Diritti Umani ha enfatizzato “La cooperazione e il networking tra organizzazioni della società civile e i media sono l’essenza della campagna, per non dimenticare che il diritto all’informazione è un aspetto cruciale della campagna”.

Secondo Ahmad Mostafa, capo editore della testata giornalistica Al Youm 7, c’è il bisogno di “costituire una Media Unit in ogni organizzazione della società civile, con la finalità di informare sul proprio operato e per essere in grado di presentare queste attività e sostenerle come modalità per superare le risorse ufficiali di informazioni”. Francesco Diaso, segretario generale della sede europea del World Association of community radio broadcasters (AMARC Europe) ha aggiunto che “l’Egitto è tra i paesi che ha assistito a numerosi cambiamenti nel corso degli ultimi tre anni, ed è ancora presto per poter valutare lo stato delle libertà. Il cambiamento dovrebbe iniziare dalle associazioni in quanto ognuna ha problemi interni di comunicazione”.

Il seminario è stato aperto da Maria Donata Rinaldi, Coordinatrice Regionale per COSPE, e Nashwa Nashat, Direttore dei Programmi per l’ Egyptian Association for Community Participation Enhancement.

Organizzato da Egyptian Association for Community Participation Enhancement (EACPE), in collaborazione con Cooperazione e Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE) e AMARC Europa, il Network delle Emittenti Radiofoniche Comunitarie, nel quadro di “MED NET: Civil Society and Media Development”, un progetto co-finanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo di “Med Net” è di supportare le azioni delle organizzazioni della società civile per creare un contesto che contribuisca al dialogo, al rispetto dei diritti umani e alla partecipazione democratica nella regione del mediterraneo e per rafforzare le organizzazioni e i media indipendenti a livello regionale, nel proprio ruolo di rappresentanza delle persone informazione, lobbying e advocacy per le riforme democratiche e la libertà d’espressione e di associazione.

In allegato la versione originale in inglese.

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