LUTTO PER L’UCCISIONE A GAZA DEL VOLONTARIO VITTORIO ARRIGONI

E’ finita male. E in poche ore. Ieri sera abbiamo ascoltato le prime parziali notizie del rapimento di Vittorio Arrigoni, attivista a Gaza dell’International Solidarity Movement, e questa mattina ci siamo svegliati con la radio che annunciava la sua morte avvenuta in seguito ad un blitz delle Brigate Ezzedin al-Qassam di Hamas che intendeva liberarlo.

Vittorio Arrigoni era stato rapito da un gruppo islamico salafita, la Brigata Mohammed Bin Moslama, che in un video pubblicato su YouTube ne minacciava l’uccisione entro 30 ore se il governo di Hamas non avesse liberato i detenuti salafiti. Si tratta di un movimento islamico estremista che propugna la lotta armata ad oltranza contro Israele ed è in scontro aperto con Hamas, considerato “troppo moderato”.

La situazione si presentava chiaramente particolarmente complicata, proprio per le caratteristiche del gruppo dei rapitori e per il fatto che questi avessero deciso di rapire una persona più che nota per il suo lavoro quotidiano accanto alla popolazione di Gaza, di documentazione delle quotidiane violazione dei diritti umani della popolazione palestinese di Gaza e di accompagnamento dei contadini e dei pescatori di Gaza impossibilitati a lavorare la terra e a pescare da parte dell’esercito israeliano.

Anche noi di COSPE conoscevamo Vittorio in quanto siamo una delle organizzazioni italiane ed internazionali presenti nella striscia di Gaza con dei progetti, nel nostro caso a sostegno delle donne vittime di violenza e di discriminazione di genere, una condizione evidentemente aggravata dall’assedio israeliano.

Quando accadono fatti di questo tipo, in questo caso ancora più grave e frustrante trattandosi della perdita di una vita umana, le organizzazioni come COSPE devono necessariamente riflettere sul senso e sui modi del loro impegno. Siamo però altrettanto convinti che proprio in situazioni come quelle di Gaza, pur nel rispetto della sicurezza delle persone, siano da evitare “vuoti” troppo lunghi di presenza di personale e organizzazioni internazionali perchè  la storia e l’esperienza insegnano che è in tali momenti di assenza di testimoni che si scatenano le peggiori violenze interne ed esterne le cui vittime sono sempre in prevalenza i bambini, le donne, gli uomini e in generale quella società civile con la quale e per la quale COSPE e le altre organizzazioni internazionali lavorano.

Ai familiari, agli amici, ai colleghi di Vittorio vanno le condoglianze di COSPE

Il blog di Vittorio – http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Una scheda sui Salafiti, curata dal giornalista Michele Giorgio nel settembre 2009, la potete trovare qui

Informati sui progetti COSPE nei Territori Palestinesi

Fabio Laurenzi Presidente COSPE