SET 2017 a Kef: si parla di ecoturismo nel nord-ovest della Tunisia

Il legame tra COSPE onlus e la Tunisia va avanti da ormai 23 anni: un lungo periodo durante il quale è stato possibile realizzare progetti rivolti all’agricoltura biologica, al turismo rurale, all’artigianato tradizionale, alle attività culturali e di sostegno all’associazionismo locale.

Per quanto riguarda il settore della pesca, è attivo dal 2014 il progetto “FAD. Rafforzamento della filiera della pesca d’acqua dolce in Tunisia“. Si tratta di un percorso volto a migliorare questo specifico settore che risulta essere una delle attività economiche principali del paese.

Nelle località di Tabarka, El Kef, Béja e Siliana il progetto, inoltre, interviene anche nella formazione di giovani uomini interessati a diventare guide turistiche professionali per valorizzare il patrimonio naturalistico; mentre molte donne hanno partecipato attivamente alla creazione di una filiera agro-alimentare corta in grado di avvicinare le produttrici alle consumatrici.

Loro saranno alcuni degli ospiti al Set, Salone sull’Ecoturismo del Nord che si terrà dal 14 al 16 Ottobre al Centro d’esposizione di Kef (Tunisia), un’occasione per avviare riflessioni e pratiche per la transizione agro-ecologica, accompagnando percorsi di commercializzazione legati allo storytelling e alla valorizzazione del territorio, ma anche un momento di attività formativa rivolta alla professione di guida, contribuendo al sostegno per l’identificazione e la ricognizione dei circuiti ecoturistici che si stanno sviluppando nella regione del Nord Ovest della Tunisia, un territorio tanto ricco quanto poco conosciuto, perfino agli abitanti stessi. Una regione particolarmente ricca di parchi naturali, come quello di El Feija, dal 2008 in lista per esser nominato patrimonio mondiale dell’Unesco e già riserva naturale di alcune specie in via d’estinzione.

Durante la mattina del 14 Ottobre interverrà anche Alberto Zoratti di COSPE onlus, a proposito di “Territorio di solidarietà per il turismo sostenibile“.

Le attività  di progetto si intrecciano con quelle dell’associazione locale Biokef, costituita da giovani agronomi dell’università di Kef, anche presidio Slowfood in Tunisia, con la quale, fra le altre, si sta articolando un processo di gruppi di acquisto solidali locali (Gas).

E’ proprio con la collaborazione di tutte queste persone che si stanno muovendo piccoli passi. Un intreccio di attività, dalla pesca all’agroecologia, passando per lo sviluppo dell’ecoturismo, che rende sempre più vicino un importante obiettivo, ovvero la sovranità alimentare.

 

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13 ottobre 2017