“Semi di resistenza”: al Festival di Internazionale la delegazione quilombola ospite di COSPE. Tanti altri gli eventi in Italia e in Europa.
Dal 2 al 17 ottobre sarà in Italia una delegazione brasiliana del progetto sostenuto dall´Unione Europea “Resistencia quilombola”, un progetto che nasce come risposta alle violazioni di diritti e alla violenza che comunità e persone quilombolas vivono quotidianamente in Brasile e che ha coinvolto oltre 90 comunità in situazione di conflitto e con leader minacciati in un percorso che ha messo a punto misure e protocolli comunitari di protezione e che ha permesso la costruzione di raccomandazioni contestualizzate e necessarie per l´intera popolazione quilombola.
La delegazione è composta da tre autorevoli rappresentanti della popolazione quilombola e membri della CONAQ, l’associazione di Coordinamento Nazionale di Articolazione delle Comunità Quilombola, nostro partner, che oggi riunisce 24 stati e opera con oltre 6.000 comunità in tutto il paese, ed è partner di COSPE : Maria Aparecida Ribeiro de Sousa, coordinatrice nazionale della CONAQ e coordinatrice del Collettivo di Donne della CONAQ, José Maximino Silva, coordinatore nazionale della CONAQ e coordinatore per la CONAQ del progetto Resistenza Quilombola e Nathalia Purificação, coordinatrice di comunicazione della CONAQ e comunicatrice del progetto Resistenza Quilombola.
La delegazione parteciperà a numerosi incontri in Italia (Ferrara, Firenze, Roma) e in Europa, Madrid, Bruxelles, Ginevra, con l’obiettivo di denunciare la situazione di una comunità che conta 1,3 milioni di persone in tutto il Brasile ma che ad oggi non vede riconosciuti i propri diritti fondamentali come quello del riconoscimento delle terre ancestrali e, al contrario, è tuttora sottoposta a una discriminazione culturale e religiosa profonda.
Sarà l’occasione per parlare della situazione dei territori ancestrali, dello sfruttamento a cui sono sottoposti, della lentezza della legge fondiaria per il percorso di riappropriazione ma anche del contesto in cui si trovano a vivere gli attivisti e le attiviste appartenenti alla popolazione quilombola che da sempre affrontano minacce, attacchi, violenza fisica e sessuale.
Secondo gli ultimi dati della CONAQ, dal 2019 al 2024, almeno 58 le minacce registrate contro comunità quilombola, con circa 9.800 persone a rischio costante di morte a causa di conflitti territoriali, invasioni armate e distruzione di case mentre sono stati registrati ben 46 omicidi di quilombolas difensori dei diritti umani (67% uomini, 33% donne).
Dal 2008 al 2024, inoltre, 22 donne quilombola (in gran parte leader comunitarie) sono state uccise e 2 hanno subito tentati omicidi. Le principali motivazioni degli omicidi sono appunto i conflitti fondiari (35%) e la violenza domestica per le donne (24%) che sono le più vulnerabili nelle situazioni di conflitto.
La CONAQ, sostenuta da COSPE nell’ambito del progetto, ha anche presentato uno shadow report sulla situazione delle donne quilombola in Brasile alla 88ª sessione del Comitato CEDAW. Il documento denuncia la loro forte invisibilità sia a livello statistico che sociale, sottolineando come la mancanza di dati concreti renda difficile sviluppare politiche pubbliche efficaci e mirate.
Le donne quilombola sono spesso escluse dall’applicazione delle leggi di protezione, come la legge Maria da Penha contro la violenza domestica, e incontrano ostacoli nell’accesso alla giustizia e ai servizi sanitari. La presenza di industrie estrattive e grandi progetti infrastrutturali peggiora ulteriormente la loro condizione, limitando l’accesso al territorio, alle risorse naturali e ai mezzi di sussistenza.
La delegazione incontrerà i soci e le socie COSPE mercoledì 15 ottobre nella sede di COSPE (via Slataper, 10 Firenze).
In foto Maria Aparecida Ribeiro de Sousa
30 settembre 2025







