“Che razza di storia”. A Bologna una mostra sul razzismo di ieri e di oggi.

Si inaugura il prossimo 7 novembre alle 18.00 all’Istituto storico Parri – Museo della Resistenza di Bologna la mostra “Che razza di storia. Come il razzismo non invecchia mai”: sei percorsi fotografici che raccontano le storie dei migranti nell’Italia e nell’Europa di oggi, allestiti a fianco ad un’antologia dell’Offesa della razza, mostra documentaria sul razzismo del ventennio fascista a cura dell’IBC della Regione Emilia Romagna con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Per una riflessione sull’odissea delle migrazioni che non sia immemore della storia del razzismo italiano.

La mostra, curata dall’Istituto storico Parri, Centro Amilcar Cabral, Exaequo bottega del mondo, COSPE onlus, si divide in due parti. Nella prima parte viene allestita un’antologia della mostra L’offesa della razza (2005) che prende in considerazione il razzismo e l’antisemitismo che si svilupparono in Italia durante il ventennio fascista. Questa sezione cerca di unire due esigenze ugualmente importanti: offrire una approfondita ricerca storiografica sul razzismo fascista e allo stesso tempo comunicare i suoi risultati al pubblico non specialista, utilizzando la materialità delle fonti documentarie come antidoto alle pubbliche rimozioni e ai revisionismi interessati. L’esposizione segue i due filoni principali del razzismo fascista: quello coloniale e quello antisemita. Della mostra originale in questa occasione verrà esposta una antologia comprendente circa la metà dei pannelli.

Nella seconda parte, a fianco di questa esposizione storico documentaria, verrà allestito un secondo percorso espositivo fotografico che racconta le storie dei migranti nell’Europa del presente, valorizzando recenti esperienze e lavori di fotografi, studiosi e attivisti per i diritti civili. In questa sezione compaiono le immagini tratte da Sguardi complici di Mattia Fiore sul campo migranti di Calais, le foto del campo di Idomeni sulla “rotta balcanica”, immagini di campi rom di Luciano Nadalini, quelle sulla frontiera di Ventimiglia di Angela Mazzetti e Domenico Fantini, alcuni scatti che hanno accompagnato la ricerca antropologica di Barbara Pinelli e di Luca Ciabarri sulle storie che seguono l’approdo in Sicilia, infine altre istantanee sui lavori agricoli in Basilicata.

L’allestimento quindi invita a riflettere sul presente senza separarlo dal passato, cercando di valorizzare la contestualizzazione storica di entrambi i processi. L’iniziativa è pensata per tutta la cittadinanza e soprattutto per le scuole, offrendosi come “libro pubblico illustrato”, punto d’appoggio e di stimolo per una didattica che combini analisi del presente e consapevolezza della dimensione storica.

La mostra rimane allestita fino al 20 dicembre.

locandina

volantino

Dal 7 novembre al 20 dicembre 2019

lunedi/venerdi 15.30 – 18.30 – sabato 10.00 – 13.00

su prenotazione lunedi/venerdi 9.00 – 19.00

Via Sant’Isaia, 20 – 40123 Bologna

Ingresso libero

 

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