“Fuga per la libertà” un film e un dibattito per parlare di migrazioni con le associazioni fiorentine.

Il film documentario “Fuga per la libertà”, per la regia di Emanuela Gasbarroni, candidato al Globo d’oro 2018,  arriva a Firenze al cinema “La Compagnia”, (Via C. Cavour, 50/R)  il 5,6 e 7 ottobre. Le proiezioni, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, rientrano nel calendario degli eventi de “L’eredità delle donne” promossi da Serena Dandini.

Sabato 5 ottobre proiezione ore 21, presenta Massimo Tria, slavista, professore associato dell’Università di Cagliari, che ha collaborato come programmatore, selezionatore ed interprete linguistico in vari festival cinematografici (Mostra del cinema di Venezia, Trieste Film Festival, Festival dei Popoli fra gli altri).

Domenica 6 ottobre proiezione ore 15 con un confronto sulla tematica delle migrazioni, con associazioni e organismi che operano a livello locale. Intervengono Sorinel Vasile Ghetau, Direttore dei Programmi Internazionali Oxfam Italia, Anna Meli (COSPE), Valentina Pagliai (Robert Kennedy Foundation for human rights), Silvia Lelli (Antropologiche), Letizia Materassi, ricercatrice Università di Firenze, Comunità di Sant’Egidio. Presenta Simona Poli (La Repubblica-Firenze).

Lunedi 7 ottobre proiezione ore 17 nell’ambito della “Settimana tedesca” proposta dall’Istituto di cultura tedesco di Firenze La riflessione verterà sulla tematica del 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. Interverranno: Heiner Roland direttore dell’Istituto tedesco e Raffaella Nardi, sempre dell’Istituto tedesco di Firenze. Sarà presente Giusy Salis di Fa.R.M. “Fabbrica dei Racconti e della Memoria” ,compagnia di teatro civile che racconta storie che si intrecciano con la Storia.Interverrà l’assessore alla Politiche sociali Andrea Vannucci.

Il film-documentario “Fuga per la libertà”, Mela Magnum Production, ha una durata di 70 minuti, ha vinto numerosi premi e ha avuto la nomination nella cinquina, come miglior documentario al Globo d’oro 2018. (con nastro d’argento e David di Donatello il premio più importante per la cinematografia).

Si narra la storia del Campo profughi “Rossi Longhi” di Latina, che ha ospitato dal 1957 (dopo l’invasione dell’Ungheria) fino al 1989 (caduta del muro) circa 100 mila rifugiati che scappavano dai paesi dell’est e che dopo qualche mese nel campo, andavano in Australia, Canada e Stati Uniti.

L’ obiettivo del film è proprio quello di raccontare l’importantissima pagina di storia recente italiana che pochissimi conoscono, tentando di restituire la complessità umana, esistenziale, geopolitica ed etica che ha animato quello spazio per circa 40 anni, attraverso le storie di Aurelia, Mihai e Alex.

Ma anche cosa significhi libertà nelle sue varie accezioni e rischiare la vita per essa, su cosa significhi esilio, identità, ideologie, ma anche accoglienza, emigrazione, violenza, speranza.

L’autrice ha lavorato a lungo alla copiosa documentazione dell’Archivio di Stato e per rintracciare le persone che hanno vissuto la fuga e l’esilio, ritrovando anche suggestivo materiale filmato dell’epoca, ritrovando anche la documentazione per la richiesta d’asilo del regista Andrej Tarkovsky.

L’Alto Commisariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, la Fondazione Migrantes, l’O.I.M. (organizzazione Internazionale delle Migrazioni) e la Robert F. Kennedy Human Rights Europe Foundation hanno concesso il patrocinio.