Non solo Regeni. A Milano un convegno sulle violazioni dei diritti umani in Egitto

A un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni e alla vigilia dell’anniversario, ormai sempre più sbiadito, della rivoluzione egiziana del 2011 (25 gennaio), un convegno a Milano fa il punto sulla situazione dei diritti umani in Egitto. A organizzarlo il prossimo venerdì 20 gennaio (ore 9.30 – salone Valente di via San Barnaba, 29 Milano), l’Ordine degli avvocati di Milano, COSPE onlus, Amnesty International, il Festival dei Diritti Umani e Aoi (cooperazione e solidarietà internazionale) con il patrocinio del Comune di Milano. 

L’evento, in collaborazione Articolo 21, Colomba Cooperazione, Lombardia Radio Popolare e il “Movimento 6 aprile”, vedrà numerosi ospiti e tanti casi di attivisti egiziani, vittime di soprusi, abusi, incarcerazioni arbitrarie, torture e ingiustizie. Quelle che accadono purtroppo con una frequenza sempre maggiore in Egitto e che hanno reso Giulio Regeni un caso e un simbolo al tempo stesso.

La terribile vicenda del ricercatore italiano è servita infatti a fare luce su una sistematica violazione dei diritti umani, politici e civili che ha luogo in Egitto quotidianamente e che ha visto un peggioramento progressivo dal 2013 e il Governo di Al Sisi, fautore di un processo di normalizzazione e repressione che ha avuto il suo momento più tragico nella repressione delle manifestazioni a favore del presidente Morsi nel luglio del 2013 (migliaia le vittime).

La politica della presidenza di Al-Sisi, da allora in poi, è stata quella di rimuovere il dissenso e liquidare l’opposizione politica, sia islamica che laica. I mezzi utilizzati sono stati i più diversi: dalla persecuzione amministrativa per presunta ricezione di fondi esteri, al sequestro di materiale e documenti, dalla messa al bando di organizzazioni civili con l’accusa di legami con il terrorismo, all’interdizione di viaggiare all’estero imposta a riconosciuti difensori dei diritti umani, dall’arresto arbitrario all’aggressione fisica degli attivisti.  

Nell’incontro di Milano, alcuni casi emblematici di attivisti egiziani e la loro vicenda umana e giudiziaria, verranno presentati attraverso letture durante le quali vengono proiettate le opere del fotografo egiziano Shawkan.

Cinque i casi emblematici:

l’attivista Gamila Ahmed Sari Eddin, arrestata il 25 gennaio del 2015 durante una manifestazione e condannata a due anni di carcere per “assembramento, interruzione della circolazione e possesso di materiale eversivo”, Farouq as-Sayed, ingegnere dei cantieri navali di Alessandria, arrestato sette mesi fa e tuttora in attesa di giudizio per “istigazione allo sciopero”,  Omar Mohamed Ali, “il ragazzo che non c’entra niente”, studente di architettura arrestato e torturato senza nessuna accusa precisa e tuttora detenuto nel carcere di massima sicurezza e condannato all’ergastolo , Ismail Alexandrani, ricercatore e giornalista investigativo arrestato al suo rientro nel paese dopo aver partecipato ad alcuni incontri internazionali, accusato di aver pubblicato notizie false e di essere affiliato ai Fratelli musulmani. Ismail ha fatto un anno di carcere e poi è stato assolto e Sayed Moshageb, ultras e rappresentante mondo giovanile islamico. Tifoso dello Zamalek Sporting Club e leader della curva, viene arrestato in seguito alla strage dei 22 tifosi durante una partita allo stadio delle Forzee Aeree. Attualmente in carcere, Moshagheb ha cominciato nell’ottobre scorso uno sciopero della fame che ha ulteriormente aggravato le sue condizioni di salute già precarie. E infine si parlerà del caso di Alaa Abdelfattah, blogger e attivista simbolo della gioventù egiziana.

Presenti all’incontro: Alessandra Ballerini, avvocato della famiglia Regeni, Ahmed Abdallah, consulente della famiglia Regeni, arrestato più volte senza motivazioni. Ahmed Said, medico e attivista.

Tra gli interventi: Remo Danovi, presidente degli ordini degli avvocati di Milano, Marigrazia Monegat  e Slivia Belloni consigliere dell’ordine degli avvocati di Milano, Massimo Audisio, avvocato del foro di Milano, Danilo de Biasio, Festival dei diritti umani, Fabio Laurenzi, COSPE e AOI, Riccardo Noury, Amnesty.  Sarà Lamberto Bertolè, presidente del Consiglio comunale a rappresentare il Comune di Milano che patrocina l’evento.

L’incontro consente l’attribuzione di 3 crediti formativi per l’ordine degli avvocati. Le iscrizioni devono essere effettuate sulla piattaforma: www.ordineavvocatimilano.it .

 

Volantino del convegno

8 gennaio 2017