Med Net: incontro su Social Forum e media indipendenti

Social forum

Un Seminario Nazionale per discutere gli esiti del Social Forum Mondiale di Tunisi, mettere a punto una strategia nazionale e iniziare i lavori per l’elaborazione di una strategia regionale di sostegno lo sviluppo democratico in Egitto e negli altri Paesi del Progetto. A questo è servito l’incontro, organizzato da COSPE il 14 giugno scorso al Cairo nell’ambito del progetto Med Net. Molti ospiti invitati membri di varie Organizzazioni della Società Civile (OSC) e di Media indipendenti.

Al centro del dibattito la pressione a cui è sottoposta la società civile nel Paese e i risultati del progetto Med-Net nell’instaurare una relazione tra OSC e Media indipendenti. Una relazione che – come è stato sottolineato durante l’evento –  necessita di essere rafforzata dalla cooperazione con altri Paesi.  La nuova strategia  dovrà dunque basarsi su questo elemento oltre che su un maggior  scambio tra Media indipendenti e OSC, sui problemi comuni, le nuove sfide e le possibili soluzioni.

I facilitatori hanno ripreso la discussione avviata in sede tunisina circa la situazione dei Media indipendenti negli altri Paesi beneficiari del progetto Med Net. Sono stati, dunque, citati gli esempi di Marocco, Palestina, Tunisia, di cui sono stati riconosciuti i notevoli progressi, soprattutto dopo la rivoluzione, con l’apertura di ben quattro canali indipendenti. La ragione del successo di quest’ultimo Paese è stata identificata principalmente nello spirito di cooperazione presente tra i media tunisini, quasi del tutto assente, invece, in Egitto.

E’ stato riconosciuto che molti sono ancora i limiti da superare per migliorare la situazione dei media indipendenti in Egitto. Tra questi la loro esclusiva presenza nelle maggiori città (Cairo e Alessandria), la copertura saltuaria piuttosto che continua degli avvenimenti, lo scarso interesse e l’inadeguata partecipazione dei cittadini all’attività mediatica, la scarsa professionalità, le contrapposizioni reciproche e la mancanza di una precedente auto-regolamentazione. Il miglioramento della situazione – è stato rilevato nel corso dell’evento – di entrambi gli attori dovrebbe partire da un più profondo tentativo di comprensione e supporto reciproco al fine di affrontare al meglio i problemi condivisi. L’iniziativa si è conclusa con tre workshop che hanno visto la partecipazione dei vari attori (media e associazioni) sui temi del capacity-building su programmi e strategie comuni e infine sulla campagna nazionale: “My Right to know”. 

Da un lato i membri delle associazioni hanno sottolineato l’importanza di essere sostenuti da media che si occupino dei problemi sociali e di costituire una rete che si basi su una collaborazione reciproca sin dalle prime fasi, proponendo training per i giornalisti sui diritti umani e su una modalità più adeguata di riportare notizie sensibili, dall’altro lato, i media hanno optato per training e workshop volti alla formazione di specialisti “multi-task” per di accrescere la professionalità nel settore, hanno descritto l’importanza di raggiungere l’audience anche attraverso mezzi alternativi e hanno posto come priorità la protezione e difesa legale dei giornalisti.

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