Occupazione giovanile, al via il progetto Daedalus

Prende ufficialmente via il lancio di Daedalus.

Entra nel vivo il progetto di COSPE dedicato alla lotta alla disoccupazione giovanile attivo in sette diversi paesi del Mediterraneo (Libano, Palestina, Grecia, Italia, Tunisia, Cipro ed Egitto). Martedì 17 marzo partirà infatti la fase pilota a livello regionale in Toscana, con la presentazione del progetto a Firenze in un evento organizzato da COSPE in collaborazione con l’Università di Firenze.

Il lancio avverrà in contemporanea con altri eventi pubblici negli altri Paesi interessati dal progetto: una data non certo casuale, visto che in questo giorno si celebra la “Giornata Mondiale del Lavoro Sociale”, diretta alla promozione della dignità e del valore delle persone.

Ma cos’è Daedalus? Si tratta di una piattaforma high-tech molto innovativa, con lo scopo di facilitare e supportare l’incontro tra le opportunità offerte e i bisogni di mercato nel Bacino del Mediterraneo, specialmente per quanto riguarda le fasce più giovani. L’obiettivo generale del progetto è quello di rispondere ai bisogni di giovani residenti che cercano un impiego nei mercati del lavoro del bacino mediterraneo attraverso il potenziamento delle loro opportunità di lavoro e di affari, e l’incontro delle loro qualifiche e competenze con i bisogni esistenti nei paesi limitrofi. L’operatività di Daedalus sarà garantita da un database aggiornato, capace di far incontrare attivamente le opportunità ricercate dai giovani e dai professionisti del Mediterraneo con le opportunità aperte in entrambe le sponde, Nord e Sud, dell’area mediterranea.

“La nostra piattaforma tecnologica – ha dichiarato Panagiotis Ktoridis di Uni Systems (capofila del consorzio che vede presente anche COSPE) – mira a coinvolgere sia il settore privato che il settore pubblico nell’affrontare i vincoli lavorative nell’area del Mediterraneo. Guardiamo ad essa come a un efficace contributo per una più ampia integrazione tra i diversi Paesi e le diverse culture”.

“La tecnologia è il mezzo attraverso cui, grazie al progetto Dadaelus, creare reti, cultura è generare lavoro” ha aggiunto Fabio Laurenzi, presidente di COSPE “ma è soprattutto uno strumento al servizio dell’integrazione, dello sviluppo sostenibile e dello scambio sculturale tra i Paesi di un’area che condivide storia e percorsi culturali: un passo avanti nella costruzione di una vera e propria cittadinanza mediterranea”.

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