Med-Attivismo: quali strategie per un’informazione indipendente

 Mercoledì 1 ottobre 2014 si terrà l’incontro ‘Med-Attivismo. Quali strategie per un’informazione indipendente dopo le rivoluzioni’. Appuntamento  dalle 18.00 alle 20.00 al Labas occupato (in Via Orfeo 46 a Bologna).

Nella sponda Sud del Mediterraneo la società civile ha sposato l’informazione indipendente. Quanto è successo in questi ultimi tre anni e mezzo è stato straordinario. Milioni di persone, soprattutto giovani, hanno conquistato le piazze per chiedere la “caduta del sistema”. I movimenti di protesta che sono emersi nei Paesi della regione mediterranea, in virtù di uno straordinario effetto di contagio, hanno interessanti punti in comune, che fanno di questo momento un’opportunità unica di azione politica e sociale.

Pensiamo all’occupazione e alla riappropriazione degli spazi pubblici, alla denuncia della collusione tra classe politica e corporazioni economiche o finanziarie, alla richiesta di «pane, libertà e giustizia sociale» (lo slogan che dal Cairo ha raggiunto le altre piazze), ovvero «beni comuni, democrazia e eguaglianza solidale», o al rifiuto della divisione tra identità diverse. Il ruolo dei mediattivisti e di coloro che raccontano i fatti senza filtri e mediazioni e li analizzano alla luce delle grandi questioni di carattere politico, sociale e culturale è stato ed è fondamentale.

Con i loro telefonini, correndo da un quartiere all’altro, sovente nella clandestinità, i giornalisti-cittadini e i produttori di cultura di strada hanno ridato dignità a intere popolazioni .

Dalle piazze del Mediterraneo è scaturito un mondo mediatico parallelo dove viaggiano idee, cultura e giustizia sociale.

Quali sono le strategie per un’informazione indipendente dopo le rivoluzioni?

TOGETHER FOR CHANGE

Ne parliamo con:

Esraa Abdelfattah, Egitto

Mohcine Hammane, Marocco

Domenico Mucignat, Ass. Ya Basta!, Bologna

Modera: Pamela Cioni, responsabile comunicazione COSPE

 

I profili dei protagonisti

Vengono dalla sponda sud del Mediterraneo (Egitto, Marocco) e ci racconteranno cosa rimane di quella che da due anni chiamiamo “primavera araba”, in termini di cambiamento, lavoro, valori, migrazioni e soprattutto libertà di espressione:

Esraa Abdelfattah (Egitto) ha giocato un ruolo centrale nell’occupazione di piazza Tahrir del 2011. Nel 2008 fondò il gruppo Facebook “April 6 General Strike Egypt” che promuoveva

una giornata di disobbedienza civile per i lavoratori. Candidata al Nobel per la Pace 2011, collabora ora con la Egyptian Democratic Academy e scrive per il giornale El-Youm7.

Mohcine Hammane (Marocco) rappresentante della rete Chabaka di Tangeri, che lavora su diritti del lavoro, migrazione e gioventù. Ha partecipato al Movimento 20 febbraio 2011, è membro del Consiglio dei diritti umani di Tangeri e collabora con associazioni spagnole sullo sviluppo sociale.

L’organizzazione della visita in Italia dei blogger ed attivisti è stata resa possibile grazie al progetto di cooperazione decentrata SEMEDIA – sviluppo economico per una nuova occupazione nel Mediterraneo – promosso da Cospe e co-finanziato della Regione Emilia Romagna.

In allegato il volantino

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