Il progetto Gov4GreenMed: promuovere la cooperazione e la partecipazione per una gestione sostenibile dei rifiuti nel Mediterraneo

  • Il progetto biennale Gov4GreenMed è stato avviato nell’ottobre 2025 con l’obiettivo di promuovere modelli di governance inclusivi per una migliore gestione dei rifiuti urbani in tutto il Mediterraneo
  • Gov4GreenMed è un’iniziativa di cooperazione transnazionale cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg NEXT MED

Vic, XX ottobre 2025 – Nonostante i notevoli progressi compiuti nella raccolta, nel riciclo e nella prevenzione dei rifiuti, i rifiuti solidi urbani e alimentari rimangono una sfida urgente in tutto il Mediterraneo. Gli approcci partecipativi sono ancora raramente applicati e i cittadini e le imprese raramente svolgono un ruolo attivo nel processo decisionale. Gov4GreenMed, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg NEXT MED, risponde a questa lacuna sviluppando metodologie partecipative territoriali per rafforzare i modelli di gestione dei rifiuti solidi urbani e alimentari.

Il progetto ha una durata di due anni, un budget totale assegnato di 1.460.392,19 € con un contributo dell’UE di 1.299.749,05 € (89%). Gov4GreenMed coinvolge 6 partner e 5 paesi: il BETA Technological Centre (UVic-UCC) e Medcities in Spagna, la Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi in Emergenza (COSPE) in Italia, il Centre International des Technologies et de l’Environment des Tunis (CITET) a Tunisi, Future Pioneers for Empowering Communities’ Members in the Environmental and Educational Fields (FPEC) in Giordania e il Comune Metropolitano di Antalya (AMM) in Turchia.

Il progetto sperimenterà metodologie partecipative attraverso cinque azioni pilota in diversi comuni del Mediterraneo, quali Mancomunitat la Plana (Spagna), Kumluka (Turchia), Nabeul (Tunisia), Scandicci (Italia) e As-Salt (Giordania), ciascuna delle quali affronterà specifiche questioni locali relative alla gestione dei rifiuti solidi e alimentari.

Pilot actions

In Spagna, la Mancomunitat La Plana amplierà i circuiti di riutilizzo per diversi flussi di rifiuti, coinvolgendo i cittadini e formando le persone nelle pratiche di riparazione. In Turchia, il distretto di Kumluca nella città di Antalya convertirà i rifiuti organici urbani in fertilizzante organico, sensibilizzando e fornendo formazione alle comunità agricole, alle scuole e alle cooperative. In Tunisia, Nabeul svilupperà politiche di prevenzione e valorizzazione dei rifiuti per i grandi produttori come mense e alberghi, tra cui il compostaggio, il riciclaggio e un’applicazione mobile per migliorare la partecipazione dei cittadini. In Italia, Scandicci (Toscana) creerà una politica alimentare locale e un “Distretto biologico” che collegherà le aree urbane e rurali, con attività educative nelle scuole. Verranno inoltre organizzati un festival della biodiversità e iniziative di recupero alimentare. Infine, in Giordania, As Salt attuerà iniziative di compostaggio domestico e commerciale sostenute da campagne di sensibilizzazione, dalla distribuzione di bidoni per il compostaggio e dallo sviluppo di buone pratiche da replicare.

Ci auguriamo che questo progetto fornisca alle città e ai comuni strumenti, in particolare di tipo partecipativo, da includere nei loro processi decisionali, consentendo loro di progettare e fornire servizi pubblici più efficienti e utili per i cittadini”, afferma Mercè Boy, coordinatrice del progetto presso il Centro tecnologico BETA.

Oltre al suo impatto locale, Gov4GreenMed produrrà un documento strategico sui modelli di governance locale inclusiva, organizzerà workshop di divulgazione e ospiterà una conferenza finale di capitalizzazione. Queste azioni garantiranno che le lezioni apprese possano essere condivise e replicate da altri comuni del Mediterraneo.

Collaborare a un progetto euro-mediterraneo è un’opportunità per espandere la nostra rete e le nostre capacità, e per imparare da e con altre culture e istituzioni”, spiega Clara Casanovas, project manager presso il Centro Tecnologico BETA. “Speriamo anche di aumentare il livello di coinvolgimento partecipativo, non solo tra i cittadini ma anche tra le istituzioni e gli altri soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti”, aggiunge.

Il progetto mira a rafforzare la cooperazione tra le autorità pubbliche e le parti interessate, migliorare la qualità della vita dei cittadini e accelerare la transizione ecologica in tutti i territori del Mediterraneo.