APPELLO URGENTE PER LE DONNE AFGHANE

Ancora una volta il popolo afghano è sottoposto a sofferenze inimmaginabili. Le più esposte sono le donne, che dopo vent’anni di lotta per il riconoscimento dei loro diritti, vedono i risultati dei loro sforzi andare in fumo. Ora è il caos.

COSPE, che ha lavorato in Afghanistan dal 2008 al 2018, si è mossa immediatamente per far uscire dal paese, le collaboratrici e collaboratori, i partner e alcune delle persone più esposte e in pericolo di vita nel nuovo regime che si sta instaurando.

Molte sono state le richieste di aiuto che abbiamo raccolto e fin da subito ci siamo adoperati per organizzare le operazioni di evacuazione insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Difesa e in collaborazione con altre ONG.

Siamo riusciti, a portare in salvo 42 persone. Tra loro anche alcune delle calciatrici della squadra di Herat. Ma molte altre persone non ce l’hanno fatta. Stremate da ore di insonnia, di fame, di sete e a condizioni igieniche precarie, senza servizi, molte persone, specialmente le donne sole con bambini, hanno dovuto rinunciare. Altre ancora si sono perse nella folla.

Noi però non ci fermiamo.

Ora abbiamo due priorità:

Salvataggio e corridoi umanitari

La prima urgenza è quella di continuare l’attività di evacuazione e quindi tenere aperti corridoi umanitari sicuri per portare in salvo chi non è riuscito ad uscire dal paese. La maggior parte di loro sono donne della società civile che si sono impegnate per il riconoscimento dei loro diritti e che ora sono in serio pericolo di vita.

Accoglienza

La seconda è quella di gestire le fasi dell’accoglienza qui in Italia, attivando l’ospitalità, i servizi sanitari e di supporto psicologico, e i successivi programmi di inserimento. Queste persone hanno perso tutto: il loro paese, le loro case, le loro famiglie e persone care che probabilmente non rivedranno mai più. Hanno vissuto già da anni minacce di varia intensità e sono ancora in ansia per i familiari che sono stati costretti a lasciare nel paese.

Per questo ora abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Dona ora per aiutarci a salvare altre donne afghane in pericolo e per gestire qui la loro accoglienza.

COSPE IN AFGHANISTAN

COSPE ha lavorato in Afghanistan dal 2008 al 2018 collaborando con partner della società civile affidabili. Il nostro intervento si è sempre incentrato nella difesa dei diritti delle donne. Ci siamo sempre occupati di sostenere Centri donne, case protette a Kabul e a Herat, di sostenere le avvocate e le psicologhe che seguono le donne che subiscono violenza e che si attivano per sé e le altre.

I partner con cui abbiamo lavorato sono Opawc (Organization for the Promotion of Afghan Women Capabilities) e Hawca (Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan).

Progetti realizzati

Il progetto “Afghanistan Human Rights Action and Mobilitation” aveva l’obiettivo di valorizzare il rispetto per i diritti umani e le libertà fondamentali in Afghanistan e a sostenere e proteggere i diritti umani e i loro difensori rinforzando le loro capacità e offrendo supporto tangibile e mezzi di azione alla società civile afghana per la promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Dal 2014 abbiamo lavorato con i difensori e le difensore dei diritti umani in 34 province del Paese attraverso una campagna di advocacy che chiede al governo afgano e alla comunità internazionale di rimuovere gli ostacoli principali alla realizzazione dell’uguaglianza di genere: accesso all’educazione, miglioramento della partecipazione politica con la reintroduzione della quota rosa, per la percentuale del 25% dei seggi in Parlamento e nei distretti. Grazie al progetto sono stati creati spazi sicuri per i difensori dei diritti umani ed è stata realizzata una campagna internazionale guidata dai media afghani e da organizzazioni sui diritti umani sulla situazione dei diritti umani attraverso l’informazione e produzione per i media e i responsabili politici.

Beneficiari/e: 40 difensori dei diritti umani; 300 membri del sistema giudiziario e agenti di polizia; 5 media indipendenti; 200 giornalisti; 1000 membri di comunità (comitati, scuole, università); 5000 donne e bambini vittime di abusi.

Partner locali   Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan (HAWCA); Civil Society and Human Rights Organization