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You are here: Home1 / Comunicati Stampa2 / Dichiarazione congiunta sulla revisione di Accordo di Associazione UE-...

Dichiarazione congiunta sulla revisione di Accordo di Associazione UE-Israele

 

COSPE aderisce insieme a tante altre associazioni e organizzazioni alla dichiarazione congiunta di Human Rights Watch.

Le organizzazioni per i diritti umani, umanitarie ed i sindacati firmatari* esortano l’UE a garantire che la revisione in corso della conformità di Israele all’articolo 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele sia approfondita, completa e credibile.

L’articolo 2 stabilisce che il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici costituisce un “elemento essenziale” dell’Accordo. Di fronte a prove schiaccianti dei crimini atroci e delle altre gravi violazioni dei diritti umani commessi da Israele nei confronti dei Palestinesi in tutto il Territorio Palestinese Occupato, una revisione credibile può giungere a una sola conclusione: che Israele è in grave violazione dell’articolo 2.

Alla luce di ciò, chiediamo alla Commissione Europea e a tutti gli Stati Membri dell’UE di adottare misure significative e concrete, compresa la sospensione almeno parziale dell’Accordo di Associazione UE-Israele.

Troviamo sconcertante che l’UE abbia impiegato così tanto tempo per avviare questa revisione, nonostante la richiesta avanzata già nel febbraio 2024 da Spagna ed Irlanda, le sentenze dei tribunali internazionali, i mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale, e i numerosi rapporti di organismi delle Nazioni Unite, esperti indipendenti, ONG di rilievo e studiosi che hanno documentato gravissime violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse da Israele nel Territorio Palestinese Occupato, tra cui crimini di guerra, crimini contro l’umanità – compresi lo sfollamento forzato, l’apartheid e lo sterminio – ed il genocidio.

Alcuni di questi rapporti e conclusioni sono stati presentati ai ministri degli esteri dell’UE nel novembre 2024. Ma invece di procedere alla sospensione dell’Accordo e di adottare altre misure appropriate, i ministri hanno solo concordato di convocare una riunione del Consiglio di Associazione UE-Israele, in cui hanno chiesto un cessate il fuoco, aiuti umanitari su larga scala, il rispetto del diritto internazionale umanitario e la cessazione della politica illegale di insediamento di Israele. Le autorità israeliane hanno fatto l’esatto opposto, ancora una volta senza alcuna conseguenza per le relazioni bilaterali tra l’UE ed Israele, almeno fino ad ora.

La revisione dell’Accordo ha luogo in un contesto di emergenza, che richiede un’azione urgente ed efficace. Per mesi Israele ha completamente bloccato l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza occupata, cercando poi di rimpiazzare il sistema di aiuti umanitari guidato dall’ONU a Gaza con centri di distribuzione gestiti dai militari, dove sono stati registrati numerosi omicidi di civili accorsi per ricevere gli aiuti. Ciò costituisce una violazione degli obblighi di Israele in qualità di potenza occupante ai sensi del diritto internazionale umanitario, e di tre decisioni vincolanti emesse dalla Corte Internazionale di Giustizia nel gennaio, marzo e maggio 2024, che ordinano alle autorità israeliane di consentire la fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari urgenti su larga scala in tutta Gaza, ai fini di prevenire un genocidio.

Tutto ciò, insieme all’espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza, che prendono di mira infrastrutture essenziali per la sopravvivenza, strutture sanitarie e rifugi, e che hanno ucciso e mutilato migliaia di civili da quando è stato violato un fragile cessate il fuoco, ha continuato a causare sofferenze indicibili ai palestinesi illegalmente assediati a Gaza.

In qualità di parti della Convenzione sul Genocidio, tutti gli Stati membri dell’UE hanno l’obbligo di “impiegare tutti i mezzi ragionevolmente a loro disposizione” per prevenire un genocidio. Tale obbligo sorge non quando viene presa una decisione giudiziaria definitiva, ma non appena uno Stato viene a conoscenza, o avrebbe dovuto venire a conoscenza, di un grave rischio che possa essere commesso un genocidio. La Corte Internazionale di Giustizia ha fornito chiare indicazioni al riguardo. L’azione dell’UE è necessaria da molto tempo.

Ma mentre la situazione Gaza potrebbe essere stata la ragione che ha portato ad avviare la revisione dell’articolo 2 dell’Accordo di Associazione, la portata della revisione è ben più ampia, e riguarda il rispetto da parte di Israele dei “diritti umani e dei principi democratici”. A tale riguardo, sottlineamo la storica opinione consultiva resa dalla Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024, che ha affermato che l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele e’ illegale, in violazione del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e caratterizzata da altre gravi violazioni, tra cui la discriminazione sistematica e la segregazione razziale, nonché la violenza illegale e lo sfollamento, le demolizioni, l’espansione illegale degli insediamenti e il sequestro di terre. Nel settembre 2024, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che in gran parte sostiene il giudizio della Corte e formula una serie di appelli che sono stati ignorati dalle autorità israeliane. Inoltre, vari rapporti delle organizzaioni per i diritti umani e indagini delle Nazioni Unite evidenziano anche torture inflitte ai palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, che hanno causato numerosi decessi.

In questo contesto, una revisione debole o inconcludente sul rispetto da parte di Israele dell’articolo 2 e/o la mancata sospensione di almeno una parte dell’Accordo di Associazione da parte della Commissione e del Consiglio UE finirebbero per distruggere ciò che resta della credibilità dell’UE e, cosa ancora più importante, incoraggerebbero ulteriormente le autorità israeliane a continuare i loro crimini atroci e altre gravi violazioni contro i palestinesi in totale impunità.

L’UE deve agire ora, come avrebbe dovuto fare da tempo.

  1. 11.11.11
  2. Academics for Palestine
  3. ACEP
  4. Action for Women
  5. ActionAid Denmark
  6. ActionAid France
  7. ActionAid Ireland
  8. ActionAid Italy
  9. ACV-CSC Belgium
  10. AFPS
  11. Al Mezan Center for Human Rights
  12. Ambasada Rog
  13. Amnesty International
  14. ARSIS – Association for the Social Support of Youth
  15. Associação Intervenção Democrática – ID
  16. Association Belgo-Palestinienne WB
  17. Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine (AURDIP)
  18. AVAAZ
  19. Belgian Academics and Artists for Palestine (BA4P)
  20. Bloody Sunday Trust
  21. Broederlijk Delen
  22. Cairo Institute for Human Rights Studies
  23. Centre for Global Education
  24. CGT (Confédération générale du Travail)
  25. Changemakers Lab
  26. Child Rights International Network (CRIN)
  27. Christian Aid Ireland
  28. CIDAC
  29. CIDSE – international family of Catholic social justice organisations
  30. CNCD-11.11.11
  31. Collectif Judéo-Arabe et Citoyen pour la Palestine (CJACP)
  32. Comhlámh
  33. Comité de Solidariedade com a Palestina
  34. Comité de Solidaridad con la Causa Árabe
  35. Cospe
  36. CRID
  37. Culture de Palestine
  38. Danes je nov dan
  39. De-Colonizer
  40. Defence for Children International
  41. Diakonia
  42. DIGNITY – Danish Institute Against Torture
  43. Društvo Humanitas – center za globalno učenje in sodelovanje
  44. Dutch Scholars for Palestine
  45. EDUCO
  46. Ekō
  47. Entraide et Fraternité
  48. Equal Legal Aid
  49. Eurocadres
  50. EuroMed Rights
  51. European Coordination of Committees and Association for Palestine – ECCP
  52. European Jews for Palestine
  53. European Middle East Project (EuMEP)
  54. European Trade Union Network for Justice in Palestine
  55. Fédération Artisans du Monde
  56. Fenix Humanitarian Legal Aid
  57. FENPROF – Federação Nacional dos Professores
  58. FGTB-ABVV
  59. Finnish Arab Friendsip Society
  60. Finnish Development NGOs – Fingo
  61. Finnwatch ry
  62. Fundación Mundubat
  63. Gibanje za pravice Palestincev
  64. Hellenic League for Human Rights
  65. Human Rights Watch
  66. Humanity & Inclusion – Handicap International
  67. HUSOME
  68. Institute 8th of March
  69. International Federation for Human Rights – FIDH
  70. International Media Support
  71. International Rehabilitation Council of Torture Victims (IRCT)
  72. Ireland-Palestine Solidarity Campaign
  73. Irish Anti War Movement
  74. Irish Council for Civil Liberties
  75. Israelitas Pela Palestina (Portugal)
  76. Jewish Call for Peace
  77. Judeus pela Paz e Justiça
  78. Kairos Ireland
  79. La Cimade
  80. La Coordinadora de Organizaciones para el Desarrollo
  81. LAB Sindikatua Basque Country
  82. Mouvement de la paix france
  83. MPPM – Movimento pelos Direitos do Povo Palestino e pela Paz no Médio Oriente
  84. My Voice, My Choice
  85. NWRG (New Wepons Research Group) odv
  86. Olof Palme International Center
  87. OTC-Organizaçaõ dos Trabalhadores Científicos
  88. OVCA – society for awareness raising and protection – center of antidiscrimination
  89. Oxfam Ireland
  90. Parents for Peace
  91. PAX
  92. Pax Christi International
  93. Pax Christi Vlaanderen (Belgium)
  94. Peace Institute
  95. PIC – Legal Center for the Protection of Human Rights and the Environment
  96. Plan International EU Liaison Office
  97. Plataforma por Empresas Responsables
  98. Plateforme des ONG françaises pour la Palestine
  99. Polish-Palestinian Justice Initiative KAKTUS
  100. Proja institute
  101. Research and Universities for Palestine Network-Italy
  102. Sadaka-the Ireland Palestine Alliance
  103. Samos Volunteers
  104. SB OVERSEAS – SOUTIEN BELGE OUTRE-FRONTIERES
  105. SETEM Catalunya
  106. Sindicato dos Professores da Região Centro
  107. Sindikat Mladi plus (Trade Union Youth Plus)
  108. Slovene Philanthropy, Association for the Promotion of Volunteering
  109. SOLIDAR
  110. Solsoc
  111. SPZS
  112. The European Legal Support Center (ELSC)
  113. The Kvinna till Kvinna Foundation
  114. The Palestine Solidarity Association of Sweden
  115. The Rights Forum
  116. Trinity College Dublin Students’ Union/ Aontas Mac Léinn Choláiste na Tríonóide
  117. UGT SPAIN
  118. União dos Sindicatos do Algarve/CGTP-IN
  119. Union juive française pour la paix
  120. Union syndicale Solidaires
  121. United Against Inhumanity (UAI)
  122. Viva Salud
  123. Vrede vzw (Belgium)
  124. Vredesactie
  125. World Organisation Against Torture (OMCT)
  126. Yoga and Sport With Refugees
  127. Zavod 3MUHE
23 June 2025/by redazione
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Cosa racconta una tazza di caffè, quando dietro c' Cosa racconta una tazza di caffè, quando dietro c'è una storia di duecento anni? ☕

Il progetto Café Ancestral nasce dalla partnership tra COSPE e le organizzazioni quilombola ACQUILERJ e Associação Quilombola Alto da Serra do Mar.

Protagonisti sono i giovani quilombola, che hanno ricercato e documentato la storia del caffè nel loro territorio. Basato su sistemi agroforestali, il caffè si è legato al ripristino ambientale: coltivarlo così ha significato anche difendere un diritto, quello delle comunità quilombola a restare sulla propria terra e a custodirne la memoria.

#FinestrasulMondo #COSPE #Brasile #AmericaLatina #CafeAncestral #JuventudeQuilombola
@acquilerj @cospe_americalatina
Essere online non significa sempre essere ascoltat Essere online non significa sempre essere ascoltatɜ.Ogni giorno, le persone giovani utilizzano le piattaforme digitali per imparare, organizzarsi, difendere le proprie cause e creare legami. Tuttavia, molte di loro si trovano anche a dover affrontare disinformazione, molestie, incitamento all’odio e pressioni che le allontanano dal dibattito pubblico.

Quando le persone non si sentono al sicuro nell’esprimersi online, la democrazia perde delle voci.

Riappropriarsi degli spazi digitali significa costruire comunità in cui il rispetto sia fondamentale e le informazioni affidabili e dove tuttɜ possano partecipare senza timore.

Perché la partecipazione digitale è partecipazione civica.

💬 Cosa renderebbe gli spazi online più sicuri e inclusivi secondo te?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

#ReclaimingSpaces #DigitalSpaces #DigitalCare #YouthNeedsSpaces
#Ceuta 60.000 persone in poche ore, decine di mort #Ceuta 60.000 persone in poche ore, decine di morti nel tentativo di attraversare a nuoto il confine marittimo dal Marocco: dietro ci sono senza dubbio ragioni di geopolitica profonde, tra Rabat, Madrid e pressioni internazionali, ma ancora una volta si è persa l’occasione per affrontare l’ipocrisia dell’Europa, fondata sull’apartheid delle frontiere.

L'attuale regime dei visti è l'ultima forma di segregazione legalizzata: chi nasce con il passaporto “giusto” può prendere un aereo, attraversare confini, cercare opportunità. Chi nasce nel posto “sbagliato” è costretto a dimostrare di meritare ciò che per altri è un diritto elementare: muoversi. Quella linea del colore, così ben narrata da tempo da Igiaba Scego.

Qual è l'unico sistema che ha dimostrato di sottrarre persone ai trafficanti e garantire la tanto reclamata “gestione” delle migrazioni? Togliere il regime dei visti. Consentire vie regolari di ingresso.

Ce lo ricordano le immagini della nave Vlora del 91. Quei giorni e quelle immagini hanno segnato la storia, per anni i cittadini albanesi sono diventati il capro espiatorio della questione immigrazione. “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” titolava Gian Antonio Stella nel suo libro del 2002. Solo 8 anni dopo, nel 2010, i cittadini albanesi non hanno più avuto bisogno del visto per entrare nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata.Pensate che così l’Albania si sia riversata tutta in Italia?

Né ci hanno “invaso” i cittadini peruviani e di altri paesi dell'America Latina che possono entrare senza visto per turismo.

Perché allora continuiamo a dirci che aprire canali regolari e abbattere il regime dei visti con i Paesi africani significherebbe il collasso dell'Europa? Il regime dei visti non ferma le migrazioni.

Ceuta è il monumento vivente all'ipocrisia europea. Un'exclave coloniale circondata da filo spinato che separa chi può salire su un aereo da chi è costretto a rischiare la vita. Quelle immagini parlano di noi, del nostro razzismo istituzionale, di un'Europa che perde peso demografico e economico e avrebbe bisogno di mobilità, ma continua a farsi governare da populismi che alimentano paura invece di costruire futuro.
Come Coalizione Azione TerrAE - di cui COSPE fa pa Come Coalizione Azione TerrAE - di cui COSPE fa parte - saremo presenti al Forum Sociale Mondiale 2026, che inizia oggi a Cotonou (Benin).

La scelta del Benin riflette una lettura strategica delle dinamiche di lotta, resistenza e proposte alternative portate avanti dalle comunità dell’Africa occidentale, una regione dove le comunità si confrontano quotidianamente con l’accaparramento delle terre, gli impatti del cambiamento climatico, lo sfruttamento delle risorse minerarie e l’estrazione di petrolio e gas, conflitti armati e non, e riforme imposte dall’esterno, con la complicità delle élite.

Il Forum unisce le grandi lotte e le aspirazioni dei movimenti sociali in tutto il mondo, in un momento in cui aumentano i conflitti, accelera il riscaldamento globale, la libertà di movimento delle persone è limitata e assistiamo in tutto il mondo ad un’ascesa delle forze reazionarie e degli imperialismi che rimettono in discussione le conquiste sociali e del diritto internazionale.

Sono attesi rappresentanti da oltre 130 paesi partecipanti, con delegazioni nazionali e reti di movimenti, dai collettivi migranti a quelli per la sovranità alimentare e la giustizia climatica

Con @azione_terrae porteremo il nostro contributo in supporto all’agroecologia come risposta alle crisi, e come chiave di trasformazione giusta dei sistemi alimentari in Africa e non solo, per costruire alternative sostenibili per le comunità.
Cosa succede quando si chiede a 166 giovani di imm Cosa succede quando si chiede a 166 giovani di immaginare il futuro del proprio lavoro? 🧶

A Mahdia, in Tunisia, il progetto NASIJ ha organizzato laboratori in sette Maisons des Jeunes: i giovani hanno condiviso idee, scoperto i mestieri del tessile e riflettuto su diritti del lavoro e inclusione.

Al termine, una competizione di cortometraggi ha dato forma alle loro idee: sette film, uno per ogni Maison des Jeunes. I migliori sono stati premiati in una cerimonia che ha chiuso il percorso dei laboratori.

#FinestrasulMondo #COSPE #Tunisia #Maghreb #NASIJ #Tessile #Giovani
« Stiamo piantando nel rispetto della natura, facc « Stiamo piantando nel rispetto della natura, facciamo quello che facevano i nostri antenati quando erano schiavizzati, ma lo facciamo da persone libere, abbiamo autonomia ed è una comunità quilombola che coltiva caffè, sia per il proprio consumo che a fini commerciali. Sono molto felice perché oggi abbiamo un caffè quilombola! Oggi abbiamo l'opportunità di partecipare e di prendere decisioni. Grazie al progetto, raccogliamo le piante nella foresta, le piantumiamo, le coltiviamo e ne seguiamo la crescita. Siamo protagoniste!».

Valéria Cristina da Silva Leite è una delle giovani quilombola della comunità dell’Alto da Serra do Mar (stato di Rio de Janeiro) che ha partecipato al progetto di COSPE, finanziato dalla #FondazioneLavazza, “Caffè ancestrale”. I quilombola sono una popolazione di afrodiscenti ex schiavizzati, molto numerosa in Brasile, ma poco riconosciuta e vittima di forte forti discriminazioni, anche a a livello istituzionale.

💛 ​Con il tuo 5×1000 a COSPE puoi rendere possibili nuove storie come la sua. Devolvi il tuo 5×1000 a COSPE. Codice Fiscale 9400 857 0486 

#ChangeIsPossible #TogetherForChange
Una città non si definisce (solo) per i suoi edifi Una città non si definisce (solo) per i suoi edifici, ma per le opportunità che offre a chi ci vive.

Quando le persone giovani hanno accesso a spazi pubblici sicuri, alloggi a prezzi accessibili, mobilità sostenibile e luoghi dove incontrarsi, creare e collaborare, le comunità diventano più forti, più inclusive e più resilienti. 

Riappropriarsi degli spazi fisici significa immaginare città in cui tutti abbiano la possibilità di partecipare. Investire negli spazi per lɜ giovani significa investire nel futuro delle nostre comunità. 

💬 Qual è un luogo della tua città che ti ha aiutato a crescere, a creare legami o a sentirti parte di una comunità?

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#YouthCareForChange #ReclaimingSpaces #PhysicalSpaces #YouthNeedsSpaces
Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla dram Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla drammatica crisi globale, con un mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, oltre che possibile è anche necessaria e urgente.

Per questo rilanciamo la campagna della Rete Pace e Disarmo, di cui anche COSPE fa parte.

Servono 50.000 firme per la presentazione in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata 
e nonviolenta!

Hai già firmato? Fallo subito e fai conoscere questa iniziativa.
What it means today to actually participate as mig What it means today to actually participate as migrant people in Europe, especially women? What are the gender specificities and barriers that actually hinder migrant women participation?

For two years we've been exploring this topic with amazing women and organizationswith the W STAR project, co-funded by the European Union.

Thanks MEP @annastrolenberg Strolenberg for joining us at the final event at the European Parliament!

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#YouthCareForChange #ReclaimingSpaces #PhysicalSpaces #YouthNeedsSpaces
Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla dram Un'altra difesa è possibile. E di fronte alla drammatica crisi globale, con un mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, oltre che possibile è anche necessaria e urgente.

Per questo rilanciamo la campagna della Rete Pace e Disarmo, di cui anche COSPE fa parte.

Servono 50.000 firme per la presentazione in Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata 
e nonviolenta!

Hai già firmato? Fallo subito e fai conoscere questa iniziativa.
What it means today to actually participate as mig What it means today to actually participate as migrant people in Europe, especially women? What are the gender specificities and barriers that actually hinder migrant women participation?

For two years we've been exploring this topic with amazing women and organizationswith the W STAR project, co-funded by the European Union.

Thanks MEP @annastrolenberg Strolenberg for joining us at the final event at the European Parliament!

#womenparticipation
Cos'è lo spazio fisico di una città? Molto più che Cos'è lo spazio fisico di una città? Molto più che i suoi edifici: sono i parchi dove nascono le amicizie, le biblioteche dove crescono le idee, i centri comunitari dove le persone si organizzano e le strade dove tuttɜ dovrebbero sentirsi al sicuro.

Eppure, moltɜ giovani vengono allontanatɜ proprio dagli spazi di cui hanno più bisogno. L’aumento dei costi degli alloggi, gli spazi pubblici inaccessibili, i sistemi di mobilità poco sicuri e la commercializzazione della vita urbana stanno rendendo più difficile la partecipazione.

Rivendicare gli spazi fisici significa creare città progettate per le persone, non solo per il profitto. Significa alloggi a prezzi abbordabili, spazi pubblici accessibili, mobilità sostenibile e luoghi dove le comunità possano riunirsi, creare e sentirsi a casa.

💬 Quale spazio pubblico nella tua comunità merita di essere rivendicato per le persone?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

@cospeonlus | @medies_net | @giosef_italy | @grdr.mcd | @mediadiversityinstituteglobal | @mladi_medijskapismenost | @fekete.sereg | @ripess_eu | @ojafricains | @reas_red | @mediadiversityinstitute | @fridaysforfutureitalia | @cospe_maghreb

#YouthCareForChange #ReclaimingSpaces #PhysicalSpaces #YouthNeedsSpaces
𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Nessuna persona 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Nessuna persona dovrebbe essere privata della libertà senza aver commesso un reato: la campagna 𝗡𝗢 𝗖𝗣𝗥 curata dal Tavolo Migrazioni Firenze per dire NO ai Centri di permanenza per il rimpatrio, in Toscana e ovunque.
Quando si parla di CPR, il dibattito si concentra spesso sulla sicurezza. Ma prima di tutto è importante capire cosa sono e come funzionano.

I CPR sono luoghi di detenzione amministrativa: le persone vi vengono trattenute non per scontare una pena, ma in attesa di un possibile rimpatrio. Eppure, i dati mostrano che il rimpatrio non avviene nella maggior parte dei casi. Per questo, da anni, giuristi, associazioni e organismi di tutela dei diritti umani si interrogano sull'efficacia e sulla proporzionalità di questo strumento.

Conoscere il funzionamento dei CPR è il primo passo per partecipare al dibattito pubblico in modo consapevole.

Fonte slide: Rapporto di monitoraggio del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) - di cui COSPE fa parte - intitolato “CPR d'Italia: istituzioni totali”

@glianellimancanti | @arci.firenze| @asgi_italy | @asiri_associazione | @cat_coop_sociale | @cgil_firenze | @florencemustact| @limo_linguaggi_in_movimento | @meduonlus | @nosotras_aps | @oxfamitalia | @progetto.arcobaleno

#NoCPR #StopCPR
🔴 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎 📍 Oggi, martedì 21 lugli 🔴 𝐄̀ 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎

📍 Oggi, martedì 21 luglio, alle ore 18:30 ANPI Firenze, ARCI Firenze e CGIL promuovono un presidio davanti alla Prefettura in via Cavour 1 (Firenze)

Le immagini che stanno circolando in queste ore non lasciano spazio a dubbi: Abderrahim Fakir muore schiacciato a terra da due agenti di polizia, immobilizzato, senza possibilità di muoversi né di respirare.

È il segno di un clima sempre più disumano. Un clima fatto di odio e intolleranza, alimentato da una destra che fa petizioni contro i migranti, rivendica una giustizia fai da te e continua a promulgare leggi violente e repressive per le persone, per i più fragili, garantendo sempre più forme di immunità alle forze dell'ordine. 

Tutto questo per puri fini elettorali, per distogliere lo sguardo della gente dalle vere questioni del nostro tempo: la povertà dilagante, il crescere delle diseguaglianze e delle marginalità, nei centri come nelle periferie delle nostre città.

Tutto questo è inaccettabile e fa orrore.

✍️ 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
ANED Firenze, Anelli Mancanti, Asiri odv, Ass. Senegalese Firenze e circondario, Ass. Tutori per minori stranieri non accompagnati R. Toscana, AVS Firenze, Azione gay e lesbica, Casa dei Diritti dei Popoli, Centro sociale evangelico Firenze, Collettivo di Fabbrica ex GKN, COSPE, Donne Ganze Firenze, Ecoló, Florence Must Act, Giuristi Democratici Firenze, IParticipate, L’altro diritto, Le Musiquorum, Rifondazione Comunista Firenze, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Progetto Comune, SOMS Insorgiamo, SUDD Cobas, Tanucci Piazza Aperta
Nessuna persona dovrebbe morire mentre si trova ne Nessuna persona dovrebbe morire mentre si trova nelle mani dello Stato. È un principio che riguarda tutte e tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dall’origine o dalla condizione giuridica. In uno Stato di diritto è indispensabile accertare fino in fondo i fatti, le responsabilità e le eventuali omissioni che hanno portato alla morte di Abderrahim Fakir.

Leggi il commento di Anna Meli, presidente COSPE: (link nelle storie)
In tutta Europa e nel Mediterraneo, lɜ giovani sta In tutta Europa e nel Mediterraneo, lɜ giovani stanno alzando la voce per chiedere comunità più inclusive, accessibili e attente alle loro esigenze. Chiedono spazi dove poter partecipare, creare, connettersi e fare davvero la differenza.

La campagna #ReclaimingSpaces riunisce queste voci in un unico movimento comune, dimostrando che una partecipazione significativa inizia quando allɜ giovani viene dato lo spazio per guidare il cambiamento.

Perché le comunità più forti si costruiscono con lɜ giovani, non solo per i giovani. 

💬 Qual è un cambiamento che vorresti vedere nella tua comunità? 

#YouthNeedsSpaces #YouthCareForChange #YouthParticipation
Ci sono persone che continuano a indicare la rotta Ci sono persone che continuano a indicare la rotta anche molti anni dopo la loro scomparsa.

A 32 anni dalla scomparsa di Luciana Sassatelli, Joachim Bucumi, Anna Maria Tatarini e Djafarou Fousseini, li ricordiamo con gratitudine e con la consapevolezza che il loro impegno continua a vivere nelle persone, nei progetti e nelle comunità che hanno contribuito a costruire e non si è fermato quel 17 luglio 1994, sulle strade del Niger.

Luciana, tra le fondatrici di COSPE, ha saputo immaginare con straordinaria lucidità e visione un'organizzazione capace di mettere al centro i diritti, il dialogo tra i popoli e la giustizia sociale. Joachim ha incarnato con competenza, rigore e straordinaria umanità il senso più profondo della cooperazione: una professionalità vissuta come responsabilità verso gli altri.

Il nostro pensiero va anche ad Anna Maria Tatarini e a Djafarou Fousseini, che con loro condividevano quel viaggio e quello stesso impegno.

Un grazie speciale va alle loro famiglie, che in tutti questi anni hanno continuato a camminare al fianco di COSPE, custodendo una memoria che non appartiene solo ai loro affetti, ma a tutta la nostra comunità.

Quella che loro hanno contribuito a far nascere e crescere è oggi un'avventura collettiva che continua. A noi spetta la responsabilità di portarla avanti con lo stesso coraggio, la stessa passione e la stessa capacità di guardare lontano.
«Sono un'artigiana, e per me cucire e intrecciare «Sono un'artigiana, e per me cucire e intrecciare (𝑡𝑒𝑗𝑒𝑟) è un'arte antica, è un vero e proprio linguaggio e un modo per dimostrare la presenza di noi donne. Ho partecipato a tanti mercati e fiere della Colombia, facendo conoscere questa attività al mondo e spiegando che cosa rappresenta per noi donne del Putumayo. Questo percorso è per me una crescita collettiva, non solo personale, per riaffermare il nostro ruolo nella difesa del territorio, della vita e dei processi di costruzione di pace. Quello che intrecciamo non è solo artigianato, sono anche relazioni e diritti, per tutte noi».

ln Putumayo, regione andino-amazzonica della Colombia, la presenza di gruppi armati ha un impatto fortissimo sul tessuto sociale. Questo territorio è anche fortemente segnato da un’estrazione mineraria feroce. Amparo è parte attiva del processo promosso dal progetto “Mujeres tejiendo un futuro de paz”, finanziato dall’Unione Europea portato avanti da COSPE insieme all’Alianza de Mujeres Tejedoras de Vida. Un progetto che intreccia, proprio come i fili che Amparo lavora, dimensione economica, partecipazione politica e percorsi di guarigione collettiva, dove le donne sono protagoniste del cambiamento.

💛 ​Con il tuo 5×1000 a COSPE puoi rendere possibili nuove storie come la sua. Devolvi il tuo 5×1000 a COSPE. Codice Fiscale 9400 857 0486 

#ChangeIsPossible #TogetherForChange
(English version in the first comment) 📢 Orientam (English version in the first comment)

📢 Orientamento, interculturalità, futuro.
Cosa succede quando l'orientamento smette di essere una brochure e diventa una relazione?
Giovedì 16 luglio ne parliamo in un convegno online aperto a chi lavora nell'educazione, nella scuola e nell'università — e a chiunque creda che l'inclusione si costruisca attraverso relazioni autentiche, non attraverso semplici traduzioni di documenti.

📅 16 luglio · 17:00–18:30
💻 Link nelle storie

#LanguageBuddy #Orientamento #Interculturalità #Inclusione #Mentoring #ServiceLearning #ErasmusPlus

@symplexis @universityofmacedonia @penascalkoop @ehu.eus @bildungslab_learningcenter @catolicabraga @multikulti.bg @migrantintegrationcenterbrasov @universitateatransilvania @casa.do.professor @unwebg
G4za riesce a produrre meraviglia anche sotto un g G4za riesce a produrre meraviglia anche sotto un gǝnocidio.

Nonostante tutte le difficoltà, la compagnia teatrale @theatre.day.productions, con cui collaboriamo dal 2018, non si è mai fermata.

L'arte continua ad essere un rifugio sicuro, una voce per la vita, uno strumento di resistenza.

Queste immagini raccontano il loro lavoro per l’organizzazione di laboratori per gestire il trauma e fornire supporto psico-sociale a donne, bambini e adolescenti in tre diverse aree della Striscia (Rafah, Khan Yuonis e Deir Al-Balah).

🔴 Non lasciamoli soli. Dona ora.
emergenzagaza.cospe.org (link in bio)
Cosa succede quando a migliaia di giovani, in tutt Cosa succede quando a migliaia di giovani, in tutta Europa e oltre, viene posta la stessa domanda: di cosa ha bisogno la tua comunità per cambiare davvero? 

Le risposte, sorprendentemente, si assomigliano tutte. 

Lɜ giovani chiedono case accessibili. Spazi pubblici sicuri dove incontrarsi, creare e sentirsi parte della comunità. Scuole che li preparino davvero alla vita. Ambienti digitali liberi dall'odio e dalla disinformazione. Istituzioni che non si limitino ad ascoltare, ma che siano pronte a coinvolgerli nelle decisioni.

Non chiedono semplicemente di essere inclusi nel futuro. 
Chiedono di poter contribuire a costruirlo. 

Nei prossimi mesi, la campagna #ReclaimingSpaces esplorerà quattro dimensioni fondamentali della vita delle persone giovani: gli spazi fisici, gli spazi digitali, gli spazi educativi e gli spazi della partecipazione politica. 

Perché la partecipazione giovanile non è un privilegio, ma una condizione essenziale per costruire società più giuste, inclusive e democratiche. 

💬 Secondo te, qual è lo spazio che oggi lɜ giovani hanno più bisogno di riconquistare?

Siamo la community di @youth_care_for_change, un progetto cofinanziato dal #euDEARprogramme, che sostiene i giovani di 12 Paesi nell'affrontare le sfide globali.

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#YouthNeedsSpaces #YouthCareForChange
Cosa succede quando un'intera comunità si riunisce Cosa succede quando un'intera comunità si riunisce per scrivere poesia? 🧡

A Las Tunas, Cuba, la campagna Ahí Es si è unita a República Poética per trasformare la scrittura collettiva in uno strumento di prevenzione: durante l'evento Raíces y Tradiciones, organizzato dalla Fondazione Nicolás Guillén.

Gli artisti hanno realizzato un'opera collettiva per immaginare spazi liberi dalla violenza maschilista, nell'ambito del progetto No Más, cofinanziato dall'Unione Europea.

@cospe_americalatina
#FinestrasulMondo #COSPE #Cuba #AmericaLatina #AhiEs
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