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You are here: Home1 / Comunicati Stampa2 / Dichiarazione congiunta sulla revisione di Accordo di Associazione UE-...

Dichiarazione congiunta sulla revisione di Accordo di Associazione UE-Israele

 

COSPE aderisce insieme a tante altre associazioni e organizzazioni alla dichiarazione congiunta di Human Rights Watch.

Le organizzazioni per i diritti umani, umanitarie ed i sindacati firmatari* esortano l’UE a garantire che la revisione in corso della conformità di Israele all’articolo 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele sia approfondita, completa e credibile.

L’articolo 2 stabilisce che il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici costituisce un “elemento essenziale” dell’Accordo. Di fronte a prove schiaccianti dei crimini atroci e delle altre gravi violazioni dei diritti umani commessi da Israele nei confronti dei Palestinesi in tutto il Territorio Palestinese Occupato, una revisione credibile può giungere a una sola conclusione: che Israele è in grave violazione dell’articolo 2.

Alla luce di ciò, chiediamo alla Commissione Europea e a tutti gli Stati Membri dell’UE di adottare misure significative e concrete, compresa la sospensione almeno parziale dell’Accordo di Associazione UE-Israele.

Troviamo sconcertante che l’UE abbia impiegato così tanto tempo per avviare questa revisione, nonostante la richiesta avanzata già nel febbraio 2024 da Spagna ed Irlanda, le sentenze dei tribunali internazionali, i mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale, e i numerosi rapporti di organismi delle Nazioni Unite, esperti indipendenti, ONG di rilievo e studiosi che hanno documentato gravissime violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse da Israele nel Territorio Palestinese Occupato, tra cui crimini di guerra, crimini contro l’umanità – compresi lo sfollamento forzato, l’apartheid e lo sterminio – ed il genocidio.

Alcuni di questi rapporti e conclusioni sono stati presentati ai ministri degli esteri dell’UE nel novembre 2024. Ma invece di procedere alla sospensione dell’Accordo e di adottare altre misure appropriate, i ministri hanno solo concordato di convocare una riunione del Consiglio di Associazione UE-Israele, in cui hanno chiesto un cessate il fuoco, aiuti umanitari su larga scala, il rispetto del diritto internazionale umanitario e la cessazione della politica illegale di insediamento di Israele. Le autorità israeliane hanno fatto l’esatto opposto, ancora una volta senza alcuna conseguenza per le relazioni bilaterali tra l’UE ed Israele, almeno fino ad ora.

La revisione dell’Accordo ha luogo in un contesto di emergenza, che richiede un’azione urgente ed efficace. Per mesi Israele ha completamente bloccato l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza occupata, cercando poi di rimpiazzare il sistema di aiuti umanitari guidato dall’ONU a Gaza con centri di distribuzione gestiti dai militari, dove sono stati registrati numerosi omicidi di civili accorsi per ricevere gli aiuti. Ciò costituisce una violazione degli obblighi di Israele in qualità di potenza occupante ai sensi del diritto internazionale umanitario, e di tre decisioni vincolanti emesse dalla Corte Internazionale di Giustizia nel gennaio, marzo e maggio 2024, che ordinano alle autorità israeliane di consentire la fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari urgenti su larga scala in tutta Gaza, ai fini di prevenire un genocidio.

Tutto ciò, insieme all’espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza, che prendono di mira infrastrutture essenziali per la sopravvivenza, strutture sanitarie e rifugi, e che hanno ucciso e mutilato migliaia di civili da quando è stato violato un fragile cessate il fuoco, ha continuato a causare sofferenze indicibili ai palestinesi illegalmente assediati a Gaza.

In qualità di parti della Convenzione sul Genocidio, tutti gli Stati membri dell’UE hanno l’obbligo di “impiegare tutti i mezzi ragionevolmente a loro disposizione” per prevenire un genocidio. Tale obbligo sorge non quando viene presa una decisione giudiziaria definitiva, ma non appena uno Stato viene a conoscenza, o avrebbe dovuto venire a conoscenza, di un grave rischio che possa essere commesso un genocidio. La Corte Internazionale di Giustizia ha fornito chiare indicazioni al riguardo. L’azione dell’UE è necessaria da molto tempo.

Ma mentre la situazione Gaza potrebbe essere stata la ragione che ha portato ad avviare la revisione dell’articolo 2 dell’Accordo di Associazione, la portata della revisione è ben più ampia, e riguarda il rispetto da parte di Israele dei “diritti umani e dei principi democratici”. A tale riguardo, sottlineamo la storica opinione consultiva resa dalla Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024, che ha affermato che l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele e’ illegale, in violazione del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, e caratterizzata da altre gravi violazioni, tra cui la discriminazione sistematica e la segregazione razziale, nonché la violenza illegale e lo sfollamento, le demolizioni, l’espansione illegale degli insediamenti e il sequestro di terre. Nel settembre 2024, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che in gran parte sostiene il giudizio della Corte e formula una serie di appelli che sono stati ignorati dalle autorità israeliane. Inoltre, vari rapporti delle organizzaioni per i diritti umani e indagini delle Nazioni Unite evidenziano anche torture inflitte ai palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, che hanno causato numerosi decessi.

In questo contesto, una revisione debole o inconcludente sul rispetto da parte di Israele dell’articolo 2 e/o la mancata sospensione di almeno una parte dell’Accordo di Associazione da parte della Commissione e del Consiglio UE finirebbero per distruggere ciò che resta della credibilità dell’UE e, cosa ancora più importante, incoraggerebbero ulteriormente le autorità israeliane a continuare i loro crimini atroci e altre gravi violazioni contro i palestinesi in totale impunità.

L’UE deve agire ora, come avrebbe dovuto fare da tempo.

  1. 11.11.11
  2. Academics for Palestine
  3. ACEP
  4. Action for Women
  5. ActionAid Denmark
  6. ActionAid France
  7. ActionAid Ireland
  8. ActionAid Italy
  9. ACV-CSC Belgium
  10. AFPS
  11. Al Mezan Center for Human Rights
  12. Ambasada Rog
  13. Amnesty International
  14. ARSIS – Association for the Social Support of Youth
  15. Associação Intervenção Democrática – ID
  16. Association Belgo-Palestinienne WB
  17. Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine (AURDIP)
  18. AVAAZ
  19. Belgian Academics and Artists for Palestine (BA4P)
  20. Bloody Sunday Trust
  21. Broederlijk Delen
  22. Cairo Institute for Human Rights Studies
  23. Centre for Global Education
  24. CGT (Confédération générale du Travail)
  25. Changemakers Lab
  26. Child Rights International Network (CRIN)
  27. Christian Aid Ireland
  28. CIDAC
  29. CIDSE – international family of Catholic social justice organisations
  30. CNCD-11.11.11
  31. Collectif Judéo-Arabe et Citoyen pour la Palestine (CJACP)
  32. Comhlámh
  33. Comité de Solidariedade com a Palestina
  34. Comité de Solidaridad con la Causa Árabe
  35. Cospe
  36. CRID
  37. Culture de Palestine
  38. Danes je nov dan
  39. De-Colonizer
  40. Defence for Children International
  41. Diakonia
  42. DIGNITY – Danish Institute Against Torture
  43. Društvo Humanitas – center za globalno učenje in sodelovanje
  44. Dutch Scholars for Palestine
  45. EDUCO
  46. Ekō
  47. Entraide et Fraternité
  48. Equal Legal Aid
  49. Eurocadres
  50. EuroMed Rights
  51. European Coordination of Committees and Association for Palestine – ECCP
  52. European Jews for Palestine
  53. European Middle East Project (EuMEP)
  54. European Trade Union Network for Justice in Palestine
  55. Fédération Artisans du Monde
  56. Fenix Humanitarian Legal Aid
  57. FENPROF – Federação Nacional dos Professores
  58. FGTB-ABVV
  59. Finnish Arab Friendsip Society
  60. Finnish Development NGOs – Fingo
  61. Finnwatch ry
  62. Fundación Mundubat
  63. Gibanje za pravice Palestincev
  64. Hellenic League for Human Rights
  65. Human Rights Watch
  66. Humanity & Inclusion – Handicap International
  67. HUSOME
  68. Institute 8th of March
  69. International Federation for Human Rights – FIDH
  70. International Media Support
  71. International Rehabilitation Council of Torture Victims (IRCT)
  72. Ireland-Palestine Solidarity Campaign
  73. Irish Anti War Movement
  74. Irish Council for Civil Liberties
  75. Israelitas Pela Palestina (Portugal)
  76. Jewish Call for Peace
  77. Judeus pela Paz e Justiça
  78. Kairos Ireland
  79. La Cimade
  80. La Coordinadora de Organizaciones para el Desarrollo
  81. LAB Sindikatua Basque Country
  82. Mouvement de la paix france
  83. MPPM – Movimento pelos Direitos do Povo Palestino e pela Paz no Médio Oriente
  84. My Voice, My Choice
  85. NWRG (New Wepons Research Group) odv
  86. Olof Palme International Center
  87. OTC-Organizaçaõ dos Trabalhadores Científicos
  88. OVCA – society for awareness raising and protection – center of antidiscrimination
  89. Oxfam Ireland
  90. Parents for Peace
  91. PAX
  92. Pax Christi International
  93. Pax Christi Vlaanderen (Belgium)
  94. Peace Institute
  95. PIC – Legal Center for the Protection of Human Rights and the Environment
  96. Plan International EU Liaison Office
  97. Plataforma por Empresas Responsables
  98. Plateforme des ONG françaises pour la Palestine
  99. Polish-Palestinian Justice Initiative KAKTUS
  100. Proja institute
  101. Research and Universities for Palestine Network-Italy
  102. Sadaka-the Ireland Palestine Alliance
  103. Samos Volunteers
  104. SB OVERSEAS – SOUTIEN BELGE OUTRE-FRONTIERES
  105. SETEM Catalunya
  106. Sindicato dos Professores da Região Centro
  107. Sindikat Mladi plus (Trade Union Youth Plus)
  108. Slovene Philanthropy, Association for the Promotion of Volunteering
  109. SOLIDAR
  110. Solsoc
  111. SPZS
  112. The European Legal Support Center (ELSC)
  113. The Kvinna till Kvinna Foundation
  114. The Palestine Solidarity Association of Sweden
  115. The Rights Forum
  116. Trinity College Dublin Students’ Union/ Aontas Mac Léinn Choláiste na Tríonóide
  117. UGT SPAIN
  118. União dos Sindicatos do Algarve/CGTP-IN
  119. Union juive française pour la paix
  120. Union syndicale Solidaires
  121. United Against Inhumanity (UAI)
  122. Viva Salud
  123. Vrede vzw (Belgium)
  124. Vredesactie
  125. World Organisation Against Torture (OMCT)
  126. Yoga and Sport With Refugees
  127. Zavod 3MUHE
23 June 2025/by redazione
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🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: @ceciliasala - giornalista, autrice di 🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: @ceciliasala - giornalista, autrice di reportage dall’estero, in particolare nei Paesi dell’America Latina e in Medio Oriente - sarà con noi nel talk “Dalle periferie al mondo: la generazione che protesta”.

Un incontro dedicato alla nuova generazione che in tutto il mondo scende in piazza, prende parola e ridefinisce le forme del conflitto e della partecipazione. 

Con Cecilia Sala e Atusa Karbaschi - attivista italo-iraniana che collabora con COSPE in iniziative legate al protagonismo delle nuove generazioni. Modera Sabika Shah Povia, giornalista che nel suo lavoro si concentra su immigrazione, estremismi politici e religiosi, integrazione sociale e razzismo.

Dove? A Firenze, venerdì 22 maggio alle ore 17.00 📍 @impacthubfirenze

L’ingresso è libero e gratuito ma la prenotazione è obbligatoria. 

☝ Riserva il tuo posto e scopri il programma: link in bio (posti limitati).

#COSPEfestival
🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il programma è online! Partiamo con un 🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il programma è online! Partiamo con un super ospite: sarà con noi @alessiomarzilli, uno dei protagonisti di Propaganda Live.

Dove? A Bologna, sabato 23/05 alle ore 21.30 - @baumhaus_coop

Con la sua intervista impossibile, Alessio Marzilli costruisce un incontro immaginario ma potentissimo, mescolando teatro, cinema, satira e introspezione, giocando con i confini tra realtà e finzione. Conduce Azeb Lucà Trombetta, Consulente DEI&A per COSPE.

L’ingresso è libero e gratuito ma la prenotazione è obbligatoria.
Riserva il tuo posto e scopri il programma☝ Link in bio (posti limitati)

#COSPEfestival
✊ Massima solidarietà al Comitato Tanucci Città Ap ✊ Massima solidarietà al Comitato Tanucci Città Aperta.Le multe allɜ abitanti di piazza Tanucci sono un segnale preoccupante di crescente criminalizzazione del dissenso. Chiediamo al Comune e alle istituzioni di prendere una posizione al riguardo.

Queste sanzioni, che vanno da 1.000 a 10.000 €, colpiscono il diritto alla partecipazione di chi si è mobilitato pacificamente in questi giorni, in particolare lo scorso 28 marzo, in occasione dell'apertura della sede di Futuro nazionale alla presenza del leader, Roberto Vannacci.

Vogliamo ribadire che Rifredi, il nostro quartiere, costruisce futuro e coesione ogni giorno. La sede nazionale di COSPE è proprio qui, siamo parte di una comunità che non accetta messaggi politici basati sull'odio.

Ci siamo e ci vediamo in piazza!

📍 Sabato 18 aprile è stata convocata una conferenza stampa in piazza Tanucci, a seguire letture antifasciste con Pippo Civati e un'assemblea pubblica.
Oggi, 15 aprile, ricorre il 24° anniversario dell' Oggi, 15 aprile, ricorre il 24° anniversario dell'arresto di Marwan Barghouti, una delle figure politiche più importanti della resistenza palestinese, che fu arrestato a Ramallah il 15 aprile 2002 da soldati israeliani.

Una data che quest'anno ha un significato ancora più profondo, perché la situazione in cui si trovano i prigionieri palestinesi è peggiorata ulteriormente a seguito dall'approvazione da parte della Knesset della legge per ampliare il ricorso alla pena di morte.
Questa legge – che di fatto è pensata per essere applicata solo alle persone palestinesi – lede il diritto alla vita, all’uguaglianza e al giusto processo.

Chiediamo:
⏺ la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane
⏺ la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti
⏺ la tutela dei diritti umani e dei diritti delle persone detenute.

#FreePalestine #FreeMarwan #FreeAllPrisoners
🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il COSPE Fes 🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il COSPE Festival! Vuoi fare un’esperienza di volontariato durante l’evento? Unisciti alla nostra squadra!

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Seguici per scoprire il programma completo 🔗 link in bio
🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, la prima edizione del COSPE Festival, na 🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, la prima edizione del COSPE Festival, nasce in un periodo storico di profonda incertezza, in cui i diritti fondamentali sono violati ad ogni latitudine, il diritto internazionale è ignorato e soppiantato dalla legge del più forte e dalle bombe di nuove guerre coloniali. 

Le identità e i corpi non conformi vengono negati, minacciati o non riconosciuti da leggi inique e oscurantiste, il pianeta è offeso dalla crescente violenza estrattivista e capitalista, lo spazio di dissenso si restringe e si riduce in ogni piazza e in ogni contesto. 

Per tutto questo - e proprio in questo tempo - vogliamo incontrarci. 

🔥𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌 sarà un luogo in cui costruire insieme uno spazio condiviso di parola, immaginazione e azione. Un modo per rivendicare insieme un destino diverso, per tentare di recuperare quello spazio che ci vogliono far credere perduto. 

Ti aspettiamo in Italia a Firenze e Bologna il 22 e 23 maggio, con collegamenti da Cali e Capetown, le altre due città di questa edizione del #COSPEfestival. 

Tra pochissimo il programma completo, seguici! festival.cospe.org
𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, il Festival di COSPE sta prendendo forma🔥 𝐑𝐄𝐂𝐋𝐀𝐈𝐌, il Festival di COSPE sta prendendo forma🔥 Non vediamo l'ora di condividere il programma e presentarti tuttɜ lɜ super ospiti che saranno con noi il 22 e il 23 maggio!

Saranno due giorni intensi, con tantissime voci che si alterneranno sul palco per parlare di giustizia, diritti, nuovi immaginari e visioni dalle periferie al mondo.

Un unico evento. 50 ospiti. 4 città in dialogo. Performance, talk, interviste, musica e tanto altro.

📍 A Bologna saremo a @baumhaus_culture (via J. Barozzi, 3)
📍 A Firenze saremo a @impacthubfirenze (via Panciatichi, 16) e allo @spazioalfieri2024 (via dell'Ulivo, 8) per la serata finale.

Ci sarai? Presto il programma, intanto seguici e iscriviti qui per ricevere tutte le info:🔥festival.cospe.org

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🌎 In molte comunità del mondo il cambiamento può d 🌎 In molte comunità del mondo il cambiamento può diventare reale e le storie come quella di Patricia ne sono la prova. Patricia Uchuari è una coltivatrice di caffè, che in Ecuador ha creato il suo marchio e oggi è un punto di riferimento per la sua comunità. È la leader di un gruppo di donne, da lei creato, per migliorare le proprie condizioni di vita e produrre con tecniche biologiche in armonia con la natura. La sua azienda agricola si trova a Palanda nell'Amazzonia meridionale dell'Ecuador, al confine con il Perù.

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Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno d Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno di legge per ampliare il ricorso alla pena di morte. Promosso dal partito di estrema destra Otzma Yehudit del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e dal deputato Nissim Vaturi (Likud), la legge è ora applicabile in tutti i territori di fatto controllati da Israele, compresa la Cisgiordania e il 53% della Striscia di Gaza.

Come denunciano anche alcune associazioni per i diritti civili in Israele, questa legge – che di fatto è pensata per essere applicata solo alle persone palestinesi – lede il diritto alla vita, all’uguaglianza e al giusto processo.

Un ennesimo caso di discriminazione legalizzata e legittimata.

Le vite palestinesi contano. Non ci stancheremo di ripeterlo.
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Chiediamo:
⏺ la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane
⏺ la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti
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Le identità e i corpi non conformi vengono negati, minacciati o non riconosciuti da leggi inique e oscurantiste, il pianeta è offeso dalla crescente violenza estrattivista e capitalista, lo spazio di dissenso si restringe e si riduce in ogni piazza e in ogni contesto. 

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Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno d Il Parlamento israeliano ha approvato il disegno di legge per ampliare il ricorso alla pena di morte. Promosso dal partito di estrema destra Otzma Yehudit del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e dal deputato Nissim Vaturi (Likud), la legge è ora applicabile in tutti i territori di fatto controllati da Israele, compresa la Cisgiordania e il 53% della Striscia di Gaza.

Come denunciano anche alcune associazioni per i diritti civili in Israele, questa legge – che di fatto è pensata per essere applicata solo alle persone palestinesi – lede il diritto alla vita, all’uguaglianza e al giusto processo.

Un ennesimo caso di discriminazione legalizzata e legittimata.

Le vite palestinesi contano. Non ci stancheremo di ripeterlo.
<< In un momento in cui il mondo assiste a un cres << In un momento in cui il mondo assiste a un crescente autoritarismo e a una crescente dominazione, il popolo palestinese celebra la Giornata della Terra, che rappresenta un esempio di fermezza nella difesa dei diritti: il diritto di restare, il diritto di resistere all’autoritarismo e al colonialismo e il diritto di rifiutare la dominazione >> queste le parole della nostra collaboratrice Aghsan Barghouthi, da Ramallah.

In Palestina si celebra questa giornata dal marzo 1976, quando lɜ palestinesɜ nei territori occupati nel 1948 (l'odierno Israele) organizzarono uno sciopero generale e manifestazioni di protesta contro la decisione di confiscare migliaia di dunam di terra di proprietà palestinese. La repressione di queste proteste portò all'uccisione di sei palestinesi, la cui memoria continua ad essere onorata dal popolo palestinese ancora oggi.

Le notizie che ci arrivano dalla Palestina sono drammatiche. 
Dall'inizio del 2026, otto palestinesi sono stati uccisi da coloni israeliani durante attacchi in tutta la Cisgiordania, rispetto ai 17 palestinesi uccisi in incidenti legati ai coloni nel 2025.

La violenza porta allo sfollamento: dal 1° gennaio 2026, oltre 1.500 palestinesi sono stati sfollati a causa degli attacchi dei coloni israeliani e delle restrizioni di accesso. Con l'avanzare del mese di marzo, gli sfollamenti hanno già raggiunto circa il 95% del totale registrato nell'intero 2025 (dati JLAC)

Nella Striscia di Gaza, complessivamente, secondo il Ministero della Salute di Gaza, solo tra il 17 e il 25 marzo sono stati uccisi 13 palestinesi. Il bilancio complessivo delle vittime segnalate dall'annuncio del cessate il fuoco nell'ottobre 2025 a 689 morti e 1.860 feriti. Tra il 16 e il 22 marzo, 104 famiglie sono state colpite da temporali e incendi. Il 25 e il 26 marzo, le piogge hanno allagato o danneggiato altre tende in tutta Gaza (dati OCHA).

Lunga vita alla Giornata della Terra e lunga vita alla Palestina per il suo legittimo popolo.
Apprendiamo con grande dispiacere della morte di D Apprendiamo con grande dispiacere della morte di David Riondino, musicista, attore, autore satirico e molte altre cose ancora. Le nostre strade si erano incontrate proprio sulla via dell’improvvisazione musicale, l’arte a lui più cara. Con COSPE nel 2015 aveva realizzato “Shakespeare in Havana”, una tournée di repentisti, gli stornellatori cubani, dopo aver partecipato a numerosi laboratori con tanti giovani talenti e con i migliori artisti dell’isola, come Alexis Díaz Pimienta, suo sodale da lungo tempo. Ché Riondino amava e frequentava Cuba fin dagli anni’90 quando aveva girato, in pieno periodo speciale, anche un film in stile neorealistico “Velocipedi ai tropici”. Con noi si era occupato con passione di un progetto che cercava di salvaguardare e mettere in valore l’antica arte contadina del punto cubano, che molti rimandi aveva con quella tutta toscana degli improvvisatori in ottava e altre simili forme di improvvisazione delle campagne italiane. Già all’epoca sognava una scuola dei giullari. L’oralità, la musica e la rima non solo come mezzo di trasmissione privilegiata di culture che rischiano di sparire, ma anche come mezzo di espressione libero, dissacrante e ancora innovativo. Capace di nuovi e innovativi significati. Non a caso spesso diceva che i repentisti cubani erano paragonabili ai moderni rapper. Con lui perdiamo non solo un fine intellettuale dei nostri tempi, ma anche un prezioso compagno di viaggio.

Hasta Siempre, David.
"𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" è uno spazio che abb "𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" è uno spazio che abbiamo creato per ascoltare e diffondere tutte quelle voci, notizie e ispirazioni che incontriamo. Un altro punto di vista che arriva dai contesti in cui lavoriamo.

Troppo spesso notizie, paesi, storie spariscono dai nostri radar mediatici o non ci entrano nemmeno. Con "𝗕𝗮𝗯𝗲𝗹. 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮" proviamo a dare loro spazio.

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🇨🇺 A Cuba, la crisi energetica non significa solo 🇨🇺 A Cuba, la crisi energetica non significa solo blackout ma diritti negati. Senza elettricità si fermano scuole, centri di cura, spazi di protezione per donne e bambini, e intere comunità restano senza acqua potabile.

☀️ Con il tuo contributo possiamo installare impianti fotovoltaici in centri per donne vittime di violenza, case per anziani, spazi educativi e comunità rurali.

La solidarietà è un’energia che si moltiplica. Puoi organizzare una cena, un evento, una raccolta fondi o fare una donazione.

Accendi diritti e sostieni Cuba.
Dona ora! 🔗 in bio

Siamo a Cuba dal 1994, dove, in collaborazione con organizzazioni della società civile e istituzioni cubane, promuove e sostiene lo sviluppo locale ponendo l'accento sulla parità di genere, la partecipazione dei cittadini, l'inclusione, la cultura, l'ambiente e la sicurezza alimentare.Vogliamo installare impianti fotovoltaici in diverse regioni dell’isola, dove già operiamo da anni insieme alle organizzazioni cubane nostre socie, per sostenere chi oggi vive le conseguenze più dure della crisi.
🇱🇧 Oltre 1 milione di persone sfollate in Libano, 🇱🇧 Oltre 1 milione di persone sfollate in Libano, un numero enorme che purtroppo non fa rumore. Migliaia di famiglie sono state costrette a lasciare le loro case in seguito agli attacchi israeliani che continuano a colpire ampie zone del paese.

Per tutelare la salute della popolazione sfollata, già nei mesi scorsi abbiamo attivato una raccolta straordinaria di farmaci salvavita e attrezzature mediche di prima necessità. Stiamo raccogliendo antibiotici, antinfiammatori, prodotti per la salute infantile e femminile.

🙏  Aiutaci. Fai subito la tua donazione, link in bio

La distribuzione dei medicinali è resa possibile grazie alla collaborazione con ISTRID (Istituto ricerche studi informazioni Difesa) che da 10 anni lavora con UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).
📢 𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il #COSPEfe 📢 𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: il 22–23 MAGGIO 2026 arriva il #COSPEfestival 📢
Rivendicare, riprendersi, recuperare. RECLAIM è il titolo della prima edizione del Festival COSPE che si svolgerà a Firenze, Bologna, Capetown e Cali il 22 e il 23 maggio 2026. Quattro città in dialogo per far emergere ciò che resiste ai margini e trasformarlo in futuro condiviso.

𝗥𝗘𝗖𝗟𝗔𝗜𝗠: un verbo plurale, aperto, generativo. Indica un’azione necessaria e collettiva: riportare al centro ciò che è stato sottratto, marginalizzato, negato.

Saranno due giorni di incontri, pratiche e visioni dalle periferie al mondo per immaginare e rivendicare insieme nuovi spazi di giustizia, voce e trasformazione

🕒 Presto tutti i dettagli.... Intanto seguici e iscriviti alla nostra newsletter per non perderti tutte le novità!

🔥 festival.cospe.org
💧 La crisi dell’acqua - che sta colpendo sempre pi 💧 La crisi dell’acqua - che sta colpendo sempre più regioni del pianeta - non è soltanto un problema ambientale o tecnico.

È una questione di disuguaglianza, di accesso ai beni comuni e di modelli economici che negli ultimi decenni hanno trattato le risorse naturali come se fossero illimitate, favorendo sovrasfruttamento e inquinamento, con l’unico obiettivo della sostenibilità economica.

È anche una questione di genere perché in molte aree del mondo sono le donne a sostenere il peso quotidiano della gestione dell’acqua per uso domestico e agricolo, ma raramente partecipano ai processi decisionali.

♻️ Diventa sempre più necessario estendere i principi dell’economia circolare anche alla gestione dell’acqua: la questione non è irrigare ma piuttosto come rigenerare i suoli e restituire loro la capacità di ritenzione e di produzione dell’acqua.

Nei territori in cui COSPE opera, la combinazione tra cambiamenti climatici, degrado dei suoli, sovrasfruttamento delle falde e modelli agricoli e industriali intensivi sta riducendo progressivamente la disponibilità di acqua.

🌍 In Africa australe e nell’Africa subsahariana, in paesi come Eswatini e Angola, periodi di siccità più lunghi e irregolari stanno mettendo in difficoltà l’agricoltura familiare e pastorale, aumentando l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità economica delle comunità rurali.

🌎 In America Latina, in particolare in Brasile e Colombia, la pressione combinata dell’estrazione mineraria, della deforestazione e dell’agrobusiness intensivo sta alterando bacini idrici fondamentali, con effetti diretti sulla qualità dell’acqua e sulla disponibilità per le comunità locali.

Affrontare la crisi idrica significa andare oltre una logica emergenziale. Una delle risposte, che è applichiamo nei progetti che realizziamo in diversi paesi, è l’agroecologia.

Leggi l'approfondimento integrale su su @greenreport.it a cura di Fulvio Vincenzo, Responsabile transizione agroecologica di COSPE.

Scopri sul nostro sito le iniziative che portiamo avanti sul tema della 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.
La lotta al razzismo è per noi un impegno quotidia La lotta al razzismo è per noi un impegno quotidiano per trasformare le strutture simboliche e materiali che lo rendono possibile. Contrastarlo significa difendere un principio semplice ma fondamentale: la dignità umana non è negoziabile e non può dipendere dal colore della pelle, dall’origine, dalla religione o dal passaporto.

La lotta al razzismo è per noi anche un invito a rompere le gerarchie che abbiamo ereditato, a costruire nuove modalità di relazione fondate sulla reciprocità, sull’ascolto, sul riconoscimento dell’umanità e della dignità di tutte e tutti.

Per questo ci impegniamo decolonizzare linguaggi e immaginari, affinché le persone non siano più rappresentate come destinatari passivi di interventi, ma come protagoniste delle proprie storie e dei propri diritti. 

Scegli di stare al nostro fianco #TogetherForChange

Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale
In vista del 21 marzo - Giornata internazionale pe In vista del 21 marzo - Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, e a pochi giorni di distanza dall’ennesimo naufragio nel Mediterraneo - denunciamo un sistema globale che continua a produrre disuguaglianze e che si basa su:

● un regime dei visti che funziona come un'apartheid di frontiera 
● politiche securitarie che generano clandestinità e morte 
● narrazioni che rafforzano razzismo istituzionale e sociale 

Come COSPE, adottiamo un approccio antirazzista, decoloniale e intersezionale, che mette al centro il protagonismo delle persone migranti, razzializzate e delle diaspore. Non parliamo al posto loro: costruiamo alleanze che rendano possibile la loro voce, la loro leadership, la loro partecipazione politica. 

Crediamo in un mondo dove la libertà di movimento sia per tutte e tuttɜ. Un mondo in cui non sono le frontiere a definire il valore della vita umana.

Da più di 40 anni abbiamo scelto da che parte stare. 

✔ Lavoriamo con comunità e organizzazioni del Sud Globale in un rapporto paritario
✔ Promuoviamo narrazioni plurali, responsabili e decolonizzate
✔ Sosteniamo le lotte delle donne migranti e delle persone LGBTQIA+ 
✔ Costruiamo reti e alleanze con le diaspore come attori politici, culturali e sociali 
✔ Realizziamo percorsi educativi sui diritti di cittadinanza e facilitiamo la partecipazione politica e pubblica di cittadinɜ con background migratorio 
✔ Promuoviamo attività di sensibilizzazione, spazi di dialogo e di advocacy 
✔ Ci impegniamo per l’inclusione economico-sociale delle persone migranti

Unisciti a noi! #TogetherForChange
Leggi l'approfondimento su "𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮" 🔗 in bio
💥𝗧𝗼𝗴𝗲𝘁𝗵𝗲𝗿. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶 𝗥𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 💥 "I Re d 💥𝗧𝗼𝗴𝗲𝘁𝗵𝗲𝗿. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶 𝗥𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗲 💥

"I Re del mondo fanno guerra e accumulano potere.
Hanno scelto lo Stato autoritario. 
Scommettono sull’Europa delle nazioni contro l’Europa della libertà e dei diritti.
Hanno accelerato ovunque: nelle leggi, nel linguaggio, nella repressione.
Loro hanno un piano: vogliono farci credere che lottare per vivere meglio, in un mondo, diverso, significhi essere un problema. 
MA HANNO OSATO TROPPO".

Leggi il testo integrale e segui @nokingsitaly

Noi ci saremo. Per un mondo diverso, libero, possibile.

📍Appuntamento in piazza il prossimo 28 marzo per la manifestazione nazionale e al concerto del 27 marzo, due date di mobilitazione e di convergenza.
Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Universi Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Firenze insieme a COSPE ti invita a un incontro aperto sul libro "Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti" (il Mulino, 2025) di Arturo Marzano (Roma Tre).

🎙️ Dialogo a più voci con:

Yousef Hamdouna (EducAid)
Alberto Tonini (Università di Firenze)
Arturo Marzano (autore)

👩‍🏫 Coordina Silvia Salvatici (UniFi)
✨ Partecipa Anna Meli (COSPE)

Un incontro pensato in una forma dinamica e accessibile per favorire lo scambio diretto con studentesse e studenti, e aperto al pubblico.

📅 Giovedì 26 marzo - 14:30
📍Università di Firenze - Polo di Novoli (Via delle Pandette, 32)
Edificio D4 - Aula 0.05
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