COSPE: crimini d’odio. Aiutare le vittime d’odio si può. Dal progetto V-START un sostegno alle istituzioni.

Firenze, 3 agosto 2018 – Sono 30 le aggressioni a sfondo razziale in Italia soltanto dal 1 giugno al 1 agosto di quest’anno, una media di una ogni 2 giorni, secondo un monitoraggio riportato da Euronews.

Dalla nostra esperienza si tratta della punta di un iceberg, dato che molte persone non segnalano o denunciano le aggressioni subite. Aggressioni, atti violenti che le persone subiscono in ragione di una reale o presunta caratteristica identitaria (origine etnica o nazionalità, credo religioso, età, orientamento sessuale) e che non sono solo crimini, ma crimini d’odio, cioè mossi e motivati cioè da un pregiudizio nei confronti di tali appartenenze.

COSPE onlus è da tempo impegnato nel sostegno alle vittime di razzismo anche attraverso il progetto europeo “V-START: VictimsSupportThroughAwaReness and neTworking”. Grazie al progetto lavoriamo per dare sostegno alle vittime di crimini di odio, ad aumentare la loro consapevolezza e conoscenza sui servizi esistenti, collaborando con reti e associazioni che forniscono non solo assistenza legale ma un’attenzione complessiva verso la vittima tramite un approccio incentrato sui diritti, l’assistenza e la protezione. Ci sono esperienze positive in Italia come il Codice Rosa, un percorso di aiuto dedicato in particolare alle vittime più vulnerabili presente in tutti i Pronto Soccorso della Toscana, la rete Dafne, attiva a Torino e Firenze, che offre un prezioso servizio di assistenza alle persone vittime di reato, o la Fondazione Emiliano Romagnola per le vittime dei reati, il cui punto di forza è quello di mettere a disposizione delle vittime un sostegno economico in maniera tempestiva.  Servizi che sembrano oggi quanto mai necessari.

Infatti, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) i crimini generati dall’odio, prevalentemente basati su razzismo e xenofobia, sono quasi raddoppiati nell’arco di un triennio, dal 2013 al 2016, confermando i timori di una possibile correlazione tra la crescente diffusione dei discorsi d’odio sui diversi media e l’incremento di aggressioni concrete e violente nei confronti di categorie di persone oggetto di azioni mirate. Il preoccupante schema sembra accomunare, peraltro, i numerosi episodi di aggressione accaduti negli ultimi mesi con la ribalta assunta dal dibattito pubblico nazionale ed internazionale sul fenomeno dei flussi migratori e delle politiche di soccorso umanitario, accoglienza, integrazione ed educazione alla diversità. Dati preoccupanti, che non possono lasciarci impotenti.

Oggi più che mai COSPEonlus chiede alle istituzioni

  • Di creare dei Centri di Supporto alle Vittime in ogni territorio e di stabilire ‘standard minimi di tutela’ come richiesto dalla Direttiva europea 2012/29/EU
  • di rafforzare l’attuale capacità dei servizi pubblici e delle organizzazioni della società civile di sostenere le vittime di reati e anche di crimini di odio
  • Incoraggiare a segnalare e denunciare laddove necessario, offrendo supporto legale e informativo.