Stop gliphosate! Una firma “europea” contro il pesticida più inquinante

Il 25 gennaio scorso è stata presentata la prima iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere alla Commissione Europea un divieto di utilizzare il glifosato, riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell’UE per quanto riguarda l’uso dei pesticidi.

Il glifosato è uno dei pesticidi più usati in Europa e i suoi effetti negativi per l’ambiente e la biodiversità sono documentati. Numerose evidenze scientifiche dimostrano inoltre che il glifosato è anche una grave minaccia per la salute umana.

Nel 2015, il glifosato è stato classificato infatti come “probabili cancerogeni per l’uomo” (Gruppo 2A) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La IARC è l’organo di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e i suoi report sono frutto di panel di ricercatori altamente qualificati e tuttavia, questa relazione è stata violentemente criticata da Monsanto, multinazionale del settore (e produttrice del glifosato che vende col nome commerciale di Roundup), che ha definito “spazzatura” questa pubblicazione scientifica, valutando in modo così sprezzante un lavoro che esprimeva un giudizio negativo sul loro prodotto di punta.

Fra tutti i pesticidi presi in esame da quest’ultimo rapporto della Iarc quello di maggior interesse è certamente sul glifosate sia perché è l’erbicida più utilizzato al mondo, sia perché coinvolto nelle colture di organismi geneticamente modificati (Ogm) quali mais, colza, barbabietola: colture studiate proprio per essere “resistenti” agli erbicidi e consentire quindi un utilizzo ancora più massiccio di tali sostanze.

Una delle ragioni per cui i pesticidi sono rimasti sul mercato così a lungo, è dovuto agli studi su cui l’UE effettua le sue valutazioni di sicurezza. Si basano infatti in gran parte su studi non pubblicati sulle principali testate scientifiche, commissionati e presentati dai produttori di pesticidi stessi.

Oltre al glifosato, più di 480 altre sostanze pesticidi sono attualmente autorizzati per l’uso nella UE. La maggior parte dei contadini trattano i loro raccolti con una varietà di pesticidi in maniera sistematizzata, piuttosto che come ultima risorsa in rari casi di pesanti infestazioni. I pesticidi sono utilizzati anche nelle città e nelle abitazioni private (il glifosato stesso, ad esempio,è ampiamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per diserbare cigli stradali, ferroviari) e l’effetto combinato dell’utilizzo dei pesticidi sull’ambiente e la nostra salute non è stato ancora verificato.

La partita che si gioca sulla decisione UE in merito al glifosato è estremamente importante. Continuare a consentire l’utilizzo del glifosato in Europa fornirebbe un pericoloso precedente di violazione del principio di precauzione, pretesto per provare a promuovere anche in Europa (come già avvenuto negli Stati Uniti) delle colture OGM.

Nel 2017 scade la proroga sull’uso del glifosato e il parlamento europeo dovrà decidere se consentirne o meno l’uso per i prossimi 15 anni. Per far passare l’iniziativa (ICE) si devono raccogliere le firme di almeno un milione di cittadini dell’Unione europea di cui 100.000 solo in Italia. Entro fine novembre l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) darà il suo parere finale sulla classificazione di rischio associato al glifosato e trasmetterà le sue raccomandazioni alla Commissione Europea. Straordinario è stato il risultato ieri in Germania perché in un solo giorno se ne sono raccolte oltre oltre 100.000! Anche COSPE, che partecipa alla campagna Stop Gliphosate, invita tutti i cittadini alla firma per proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici

FIRMA QUI L’INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI