Notizie spurie su ong e migranti. Così si costruisce la macchina del fango

di Udo C. Enwereuzor, Responsabile Migrazione Minoranze e Diritti di Cittadinanza

Accanto agli attacchi di alcuni rappresentanti istituzionali e gruppi politici alle organizzazioni della società civile che fanno soccorso nel Mar Mediterraneo per salvare i migranti, profughi e richiedenti asilo, prosegue indefessa la diffusione sul social media di notizie spurie, che tenta di delegittimare il lavoro delle associazioni e gruppi che lavorano per la promozione e tutela dei diritti delle persone immigrate in Italia, in Europa e nel mondo.

Parliamo di notizie spurie perché si tratta di approssimativi collage di pezzi d’informazione veri prelevati dai siti delle organizzazioni al centro di questi attacchi, mescolati con commenti degli autori delle notizie false. In qualche caso, ricorrono a parafrasi di informazioni prese dai siti dei soggetti bersagli, opportunamente modificate per sostenere che queste organizzazioni fanno parte di qualche complotto etero-diretto dalla Open Society Foundation di George Soros, il miliardario americano d’origine ungherese simbolo di ogni male per il governo ungherese di Orban e degli estremisti di destra di casa nostra. L’accusa principale a Soros è di sostenere l’immigrazione verso l’Ue.

Nonostante che gli autori di queste false notizie attingano molte informazioni dai siti dei gruppi che attaccano, la tesi di fondo perseguita con infografiche, testi, diagrammi ecc., è che questi gruppi nascondono qualcosa e ci deve essere qualcosa di losco dietro le azioni umanitarie e di sostegno ai diritti dei rifugiati, profughi e migranti portati avanti dalle associazioni bersagliate.

La missione sembra essere quella di seminare il sospetto; una macchina del fango dove quest’ ultimo dovrebbe essere rappresentato dall’aver, in qualche momento negli anni passati, ricevuto dei fondi, non importa di quale entità, dall’Open Society Foundation per qualche progetto. Affinché i finanziamenti ricevuti dalla Fondazione Open Society appaiano sospetti, non vengono riportati i progetti ai quali sono stati destinati né i beneficiari di simili progetti.

Si persegue tenacemente la cultura del sospetto affermando genericamente che le organizzazioni elencate, COSPE tra queste, sono finanziate dall’Open Society Foundation. Inutile aggiungere qui che le destinazioni dei finanziamenti sono disponibili negli stessi siti dove questi provetti comunicatori e comunicatrici traggono parte delle notizie che manipolano e ripropongono al pubblico.

Anche quando parlano dei finanziamenti ricevuti da soggetti pubblici, vengono omesse le finalità e destinazioni, dando l’impressione che tali finanziamenti avvengano sempre e con continuità prescindendo dalle attività di progetti specifici.

Il più recente di questi ‘dossier del fango’ pubblica pezzi interi del bilancio del COSPE per il 2015 e ci rimprovera di non aver pubblicato quello del 2016. Non si preoccupino, perché tale bilancio è stato approvato dai soci nell’Assemblea generale di giugno e a breve sarà come sempre pubblicato sul nostro sito.

Dato che COSPE pubblica sul proprio sito il bilancio delle sue attività annuali, ci chiedono di pubblicare anche i nomi dei privati che ci sostengono. Pur essendo questa informazione a disposizione di qualsiasi autorità pubblica che ravvisi l’esigenza di esaminarla, non pubblicheremo certo i nomi dei nostri sostenitori sia perché non è prassi in nessuna organizzazione della società civile, sia per tutelarli da eventuali incitamento all’odio nei loro confronti da parte dei spacciatori di notizie false. I finanziamenti pubblici e delle fondazioni sono sempre vincolati a progetti specifici e sono soggetti a rendicontazione secondo i criteri definiti da ciascun finanziatore.

La questione principale per la quale siamo finiti nel mirino di questi soggetti è stata la nostra partecipazione alla costituzione di SOS Mediterranee Italia, l’associazione che attraverso la nave Aquarius soccorre i richiedenti asilo, profughi e migranti nel Mar Mediterraneo. Corrisponde certamente al vero che abbiamo concorso alla fondazione della sezione italiana dell’associazione umanitaria SOS Mediterranée nel febbraio 2016 e fino a metà ottobre dello stesso anno COSPE figurava fra i soci di SOS Mediterranée.

In seguito ad una modifica successiva dello statuto dell’associazione SOS Mediterranée che l’ha trasformata in associazione di volontariato locale, COSPE ha cessato di farne parte formalmente perché, per legge, solo le persone fisiche possono far parte delle associazioni di volontariato. Allo stato attuale quindi, COSPE non fa più parte formalmente di SOS Mediterranée ma continua a condividere e promuovere le finalità di tutta l’associazione e della nave Aquarius che, ricordiamo, è di salvare le vite umane in pericolo nel Mar Mediterraneo.

Salvare la vita di persone in difficoltà in mare è per noi un dovere morale e civile e continueremo ad adempiervi fino a quando i governi europei non si assumeranno le proprie responsabilità derivanti da trattati internazionali marittimi che hanno sottoscritto, intervenendo direttamente per salvare le persone in pericolo in mare e rendere così superfluo l’intervento delle navi delle associazioni.

Foto di Isabelle Ferro/ SOS mediterranée