Palestinian Medical Relief Society: attacchi anche ai soccorritori

Pubblichiamo un comunicato stampa della Palestinian Medical Relief Society (PMRS) in seguito ai disordini dello scorso venerdì a Gerusalemme e dell’uccisione di quattro ragazzi palestinesi da parte dell’esercito israeliano.

“Alla luce degli eventi delle passate settimane (l’istallazione  del metal detector all’ingresso della Spianate delle moschee da parte degli israeliani e le manifestazioni di protesta da parte dei palestinesi ndr) e, in particolare della uccisione di quattro giovani palestinesi, le lesioni subite da centinaia di altri e gli attacchi israeliani su paramedici, personale medico e istituzioni, la Palestinian Medical Relief Society condanna fermamente l’uso della forza da parte delle forze israeliane e chiede che la comunità internazionale costringa Israele a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale.

L’esercito israeliano ha indiscriminatamente utilizzato bombe a gas, bombe a stordimento, proiettili metallici e proiettili ad alta velocità contro i civili. L’installazione di un metal detector all’entrata della Spianata delle Moschee costituisce non solo una violazione dello status quo ma anche un attacco al diritto di culto dei Palestinesi Musulmani; la decisione delle autorità Israeliane di mantenere i metal detector nonostante le proteste dei palestinesi, della comunità internazionale, dei suggerimenti dello stesso esercito israeliano e dello Shin Bet, stanno solo alimentando il fuoco dell’odio e mettendo a rischio molti civili.

Il dispiegamento di polizia e delle forze armate in e intorno alla città vecchia di Gerusalemme lo scorso venerdì 21 luglio ha causato centinaia di feriti e la morte di tre giovani palestinesi. I lacrimogeni sono stati usati in aree altamente popolate da civili palestinesi, esponendo ad alto rischio bambini, anziani, persone con problemi respiratori e donne incinte. Inoltre, una norma ormai durante gli scontri con le forze israeliane negli ultimi anni, che i primi interventi, inclusi i soccorritori PMRS, siano mirati e aggrediti dalla polizia e dall’esercito israeliano mentre tentano di fornire un primo aiuto ai feriti.

I questa occasione l’Ospedale di Makassed nel quartiere di Al Tur è stato bombardato dalle Forze israeliane alla ricerca di pazienti feriti da arrestare nei loro letti di ospedale, sistemandosi all’entrata dell’unità di cura intensiva.

I fatti: a seguito della violenza avvenuta il venerdì precedente, il 14 luglio 2017, ai palestinesi è stato vietato, lo scorso venerdì, di pregare nella Mosche Al-Aqsa per la prima volta dal 1969. Sono scoppiati scontri tra le forze israeliane e giovani palestinesi, che protestavano pacificamente e in maniera non violenta, la risposta israeliana, si è tradotta in assalti, pestaggi e la detenzione di decine di palestinesi.

Metal detector elettronici sono stati quindi installati alle due entrate del complesso Al-Aqsa, mentre il resto delle entrate sono state completamente chiuse. Dure restrizioni di movimento sono state messe nella città vecchia. Le forze israeliane hanno inoltre colpite e assaltato primi soccorritori sulle scene.

PMRS condanna quindi le restrizioni imposte nella Città Vecchia e nel complesso Al-Aqsa, la Spianata delle Moschee, i continui assalti e la detenzione di giovani palestinesi, l’aggressione ai primi soccorritori, i raid all’ospedale Al-Makkassed. PMRS chiede inoltre l’immediata apertura della Moschea Al-Aqsa senza alcuna restrizione.

PMRS invita la comunità internazionale a chiedere a Israele che cessi immediatamente le dure violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario. PMRS, insieme ad altre organizzazioni locali ha attivato il suo piano di risposta d’emergenza ad Est di Gerusalemme, dove le regolari attività incluse l’annuale campo estivo sono state annullate a causa dei rischi e delle incertezze della situazione attuale”.