“Ius soli” a chi? Cosa prevede davvero il disegno di legge sulla cittadinanza?

Di cosa parliamo davvero quando parliamo di “Ius soli” (etimologicamente “diritto del suolo”) in Italia?  Quest’espressione,  venuta alla ribalta nella discussione pubblica e politica solo da alcuni mesi, indica il disegno di legge sull’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei figli di genitori entrambi stranieri presentato dalla maggioranza. Il disegno, passato alla Camera nel dicembre 2015 è stato poi bloccato in Senato nel maggio di quest’anno. E il voto rinviato a data da destinarsi.  Ma, mentre i discorsi politici e dai politici dominano sui giornali stampati e in televisione, la partecipazione popolare nella discussione sull’argomento dilaga su Internet e sui social media, in pochi sanno davvero che cosa comporti la legge.

Per questo motivo, abbiamo deciso di pubblicare a puntate le previsioni della legge attualmente in vigore e del disegno di legge sull’acquisizione della cittadinanza da parte dei figli/e di genitori entrambi stranieri.  Le pubblichiamo utilizzando come fonte, il dossier predisposto dal Servizio Studi della Camera dei Deputati, il testo approvato dalla Camera e che dovrebbe essere votato al Senato oltre alla legge vigente, Legge n.92/1991. 

Non commentiamo quanto prevedono l’attuale e quella futura desiderata e ci limiteremo a riportarle accanto per rendere facile una verifica che cosa si vuole cambiare. Buona lettura

 

Acquisizione cittadinanza per nascita – riconoscimento o accertamento giudiziale della filiazione – residenza Come si acquisisce  ora (legge 92/1991)

Acquistano di diritto alla nascita la cittadinanza italiana coloro i cui genitori (anche soltanto il padre o la madre) siano cittadini italiani. Questa modalità di acquisizione della cittadinanza è detta jus sanguinis.

È prevista anche il criterio alternativo dello jus soli, per nascita sul suolo italiano, seppur per casi limitati:

  • coloro che nascono nel territorio italiano da genitori ignoti dal punto di vista giuridico o apolidi, cioè senza qualsiasi cittadinanza;
  • coloro che nascono nel territorio italiano e che non possono acquistare la cittadinanza dei genitori in quanto la legge dello Stato di origine dei genitori esclude che il figlio nato all’estero possa acquisire la loro cittadinanza;
  • i figli di ignoti che vengono trovati (a seguito di abbandono) nel territorio italiano e per i quali non può essere dimostrato, da parte di qualunque soggetto interessato, il possesso di un’altra cittadinanza.

La cittadinanza italiana si acquista anche per riconoscimento della filiazione (da parte del padre o della madre che siano cittadini italiani), oppure a seguito dell’accertamento giudiziale della sussistenza della filiazione.

L’acquisto della cittadinanza secondo le due ipotesi sopra è automatico per i figli minorenni mentre i figli maggiorenni conservano la propria cittadinanza, ma possono attivare la cittadinanza determinata dalla filiazione con una dichiarazione da rendere entro un anno dal riconoscimento, o dalla dichiarazione giudiziale di filiazione.

Chi nasce in Italia da genitori entrambi stranieri può diventare cittadino italiano a condizione di risiedere legalmente e ininterrottamente in Italia fino al raggiungimento della maggiore età e di dichiarare, entro un anno dal compimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza italiana.

Cosa propone il disegno di legge già approvato alla Camera il 13 dicembre 2015

A quanto riportato sopra tranne per l’ultimo paragrafo che viene eliminato, viene aggiunto che:

  • acquista cittadinanza italiana chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno ha diritto di soggiorno permanente, o è in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo;
  • nell’ipotesi aggiuntiva sopra, la cittadinanza si acquista se un genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale fa espressamente per conto del figlio/a minore all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, una dichiarazione di volontà di diventare cittadino, entro il compimento della maggiore età dell’interessato. Tale dichiarazione viene annotata a margine dell’atto di nascita;
  • la direzione sanitaria del punto nascita o l’ufficiale dello stato civile cui è resa la dichiarazione di nascita informa il genitore della facoltà al punto precedente;
  • entro due anni dal raggiungimento della maggiore età l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.
  • nel caso che il genitore non abbia espressa la dichiarazione di volontà, l’interessato acquista la cittadinanza se ne fa richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età;
  • il minore straniero nato in Italia o che è entrato prima del compimento del dodicesimo anno di età e che ha frequentato regolarmente in Italia, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso medesimo.
  • nell’ipotesi aggiuntiva sopra, la cittadinanza si acquista se un genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale fa espressamente per conto del figlio/a minore all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, una dichiarazione di volontà di diventare cittadino, entro il compimento della maggiore età dell’interessato. Tale dichiarazione viene annotata nel registro dello stato civile.
  • entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.

…to be continued %