Cronaca (cubana) di una morte annunciata

La testimonianza da l’Avana di Alberta Solarino, COSPE.

La notizia è arrivata alle 23.30. Gli aterciopelado, gruppo rock colombiano di successo negli anni ’90 da poco avevano iniziato a scaldare la folla quando l’organizzatore è salito a dare la notizia.
È morto Fidel, alle 10 e 28 del venerdì 26 novembre. Il concerto è sospeso. Due secondi di silenzio, il tempo necessario affinché il pubblico recepisse il perché gli stavano negando il ballo e la musica ed entrasse in un nuovo registro mentale.
Qualche grido, qualche hurrà e molti sguardi increduli. Sarà vero? Applausi sparsi partono qui e lì tra la folla, non si capisce se in omaggio allo storico leader, alla notizia, o alla banda rock che ancora è sul palco.
Il pubblico composto da una eterogenea moltitudine prima festante, dopo è tutto al telefono con ansia di informazioni.
La situazione è convulsa ma gli organizzatori non devono dire nulla. I cubani sono un popolo molto disciplinato, sanno cosa devono fare in certe circostanze. Lentamente tutti si dirigono verso l’uscita. Qualcuno, anche tra i più giovani, è visibilmente commosso.
Entriamo in macchina curiosi e avidi di notizie.
La radio non dice nulla di nulla. I soliti programmi serali e radio reloj che scandisce l’ora e aggiorna sull’aumento della produttività di qualche industria del paese. Evidentemente la macchina comunicativa cubana è sotto shock organizzativo.
Le notizie devono essere diffuse secondo precise indicazioni ed è ancora troppo presto.

E’ mezzanotte passata ma la città non sembra aver ancora chiuso i battenti come il nostro locale rock. Molti locali sono aperti con musica festante. Durerà poco. Il lutto nazionale impone l’interruzione di qualsiasi attività ricreativa e il divieto di vendita di bibite alcoliche. Sarà una lunga settimana. Finalmente la prima notizia ufficiale in radio: Fidel sarà cremato sabato mattina alle 7.
Il parco sotto casa è pieno di gente connessa ad internet. E’ uno dei pochi punti del quartiere dove si intercetta il segnale wifi della impresa telefonica cubana alla modica cifra di 2 dollari l’ora. Anche noi proviamo a connetterci per le prime notizie on line. La rete è satura e la connessione cade. Fino alle 4 e 30 del mattino il vociare delle persone mi terrà sveglia. Sono impaziente di capire cosa succederà. Intanto il televisore continua con la sua programmazione abituale.

Alle otto il primo notiziario: il lutto nazionale è di 9 giorni; una serie di manifestazioni in memoria di Fidel scandiscono il programma dei prossimi giorni. L’evento più importante: la manifestazione di martedì 29 in plaza de la revolución alle 7 di sera. Poi le ceneri viaggeranno a Santiago per essere custodite nel mausoleo dedicato a Fidel da tempo pronto vicino a quello di Martì. L’apostolo cubano.
La popolazione che si sveglia con la notizia aspettata da tempo è già stata mobilitata per le prossime celebrazioni: i miei familiari cubani sono chiamati dalle rispettive imprese a collaborare all’organizzazione del lutto nazionale.
Nell’edificio accanto al mio hanno tirato fuori una gigantografia di Fidel, messa nell’androne con un vaso di fiori e uno striscione con “VIVA FIDEL” . Qualche anziano si ferma a rimirare la immagine commosso, altri passano davanti indifferenti.
Usciamo a passeggiare per registrare l’umore della città che sembra però assopita. Sarà per le poche macchine circolanti: i rumorosi taxi collettivi evidentemente hanno ridotto le corse.
Una signora mi dice di stare attenta alla mia bicicletta accennando a qualcosa che ha a che vedere con la morte di Fidel, il lutto annunciato di 9 giorni e la ipotetica futura scarsità dei trasporti in città. I volti delle persone non tradiscono nessuna particolare emozione. Solo i parchi e i luoghi di connessione ad internet sembrano presi d’assalto da turisti e cubani avidi di comunicare. L’evento è indubbiamente storico, ma dai commenti che registriamo il dopo Fidel non è argomento di conversazione. Certo è che Raul chiude il suo mandato tra due anni, nel 2018, e grossi cambiamenti non se ne vedranno fino ad allora. Invece, cosa sostanziale, per il prossimo mandato presidenziale circolano voci su una proposta del partito di rendere la carica quinquennale e rieleggibile solo una volta.
La televisione cubana intanto ha interrotto tutti i programmi e trasmette a rete unificata documentari e interviste sulla vita di Fidel.
Le strade del Vedado iniziano a riempirsi nel tardo pomeriggio. La sensazione che si percepisce tra la folla è comunque quella di un sabato qualunque solo più silenzioso degli altri per la mancanza di musica. Unica vera differenza: Inizia a intensificarsi la presenza di militari agli angoli delle strade più trafficate.
E’ vietato vendere alcool ma i cubani sono comunque in giro con le loro scorte personali e la situazione potrebbe sfuggire di mano. I giovani del Malecon non appaiono però essere né particolarmente euforici né particolarmente toccati: anzi la sensazione è che la notizia appartenga già al passato.
La preoccupazione più grande sembra essere quella di non poter bersi una birra fredda.. Qualcuno conosce un “particular” che potrebbe venderle sfidando il divieto. Il cubano “risolve” anche in morte di Fidel.