Community & design for change: il corso di COSPE e Kilowatt spiegato in un’intervista

Dalla collaborazione tra COSPE e Kilowatt nasce Community & Design for Change, un nuovo corso di formazione rivolto a quanti intendano appropriarsi dei giusti strumenti di valutazione e rendicontazione delle proprie attività dal punto di vista dell’impatto generato. A Firenze, presso la sede della Scuola COSPE, dal 25 al 27 maggio 2017, potrai imparare a tradurre le tue idee in azioni ben progettate, dinamiche ed innovative, capaci di produrre i risultati attesi e di mettere in moto mutamenti positivi per la società.

Abbiamo parlato dei contenuti e degli obiettivi del corso con la docente Nicoletta Tranquillo, cofondatrice di Kilowatt ed esperta di modelli di business innovativi, collaborativi e sostenibili nei campi dell’innovazione sociale, dell’economia circolare, del welfare e dell’agricoltura sociale.

  • A chi si rivolge il corso? Che tipo di competenze si possono acquisire partecipando? In cosa sono innovative e come sono spendibili nel mondo del lavoro?

Il corso si rivolge a tutti coloro che gestiscono un progetto, che sia profit o non profit, che sia di breve termine o di lungo, come un’impresa.

Il corso fornisce infatti strumenti che favoriscono la focalizzazione degli obiettivi per chi vuole generare un cambiamento, che aiutano a coinvolgere il proprio pubblico di riferimento per capire meglio i bisogni e formulare risposte più efficaci, ed infine permettono di costruire i rapporti fiduciari stabili, perché basati sulla trasparenza.

Mi aspetto quindi che partecipino cooperatori, amministratori pubblici, cooperative sociali, associazioni di volontariato, startup, o studenti al termine del proprio percorso di studio che hanno un progetto per il futuro.

  • Dato l’attuale vasto panorama di offerte formative che riguardano anche il sociale, cosa offre di diverso il corso COSPE – Kilowatt?

Non amiamo la formazione frontale e non crediamo che un apprendimento passivo sia efficace. Per questo cerchiamo sempre di integrare la formazione con momenti di workshop, applicazione concreta e prototipazione delle cose apprese, in modo da favorire un’integrazione delle nozioni all’interno del contesto cognitivo del singolo.

Poi cerchiamo sempre di valorizzare le competenze e le attitudini di una persona e di un gruppo di lavoro. Un obiettivo fondamentale del capacity building infatti è quello di rafforzare l’abilità del singolo di valutare in modo critico e di affrontare in modo efficace i problemi e le situazioni che incontra. Per noi un approccio di capacity building implica il consolidamento della capacità di innovare di ciascuno.

  • Perché è importante introdurre un nuovo approccio metodologico e progettuale basato sulla misurazione d’impatto?

La misurazione d’impatto, per me, è un approccio progettuale, di gestione del progetto (o dell’impresa) prima ancora che di rendicontazione. Per questo è importante, perché permette di acquisire un approccio che rimette in discussione le basi del “perché sto facendo il progetto” e aiuta a spostare il focus dal risultato all’impatto.

  • Quale valore aggiunto può dare il coinvolgimento attivo della comunità ad un’idea progettuale?

Per noi esiste una differenza fondamentale, in cui si annida il valore aggiunto del corso, tra progettare per l’utente finale e progettare con l’utente finale. Questo secondo approccio, che è quello che usiamo e insegniamo ad usare, prevede il coinvolgimento dell’utente finale (e/o del committente) nel processo di progettazione, valorizzando non solo le idee, le aspettative e i bisogni, ma la vera e propria spinta creativa di ciascuno. Per questo motivo il participatory design non è solo un set di strumenti ma un approccio mentale e un’attitudine. Il risultato finale non è quindi predefinito (come nello stakeholder engagement per esempio) ma viene fuori da un processo maieutico con l’utente o le comunità per cui si progetta, lasciando un livello di empowerment e di senso di appartenenza non immaginabile altrimenti.

  • Qual è l’importanza dell’aspetto comunicativo dell’impatto generato da un’azione?

Comunicare significa prima di tutto allinearsi, e per raggiungere gli obiettivi in modo efficace e generare valore condiviso è necessario essere allineati con i colleghi, i collaboratori, i finanziatori, ecc. Gli strumenti di misurazione d’impatto aiutano proprio a fare questo.

Vuoi saperne di più? Leggi qui la scheda completa del corsoCOMMUNITY & DESIGN FOR CHANGE

 

Per info e iscrizioni: contatta la segreteria della Scuola COSPE allo 055 473556 oppure scrivi a formazione@cospe.org